Barbara Frale – Il gioco degli arcani

428

Editore Gallucci Centauria
Anno 2025
Genere Giallo storico
448 pagine – brossura e ebook


In una Roma medievale governata da uno dei pontefici più controversi e discussi del Medioevo, Bonifacio VIII, i cittadini sono in fermento per il primo Giubileo della storia della Chiesa. La città è in preda ad una frenetica smania di preparativi per l’evento di così grande portata.
Ma tra le mura dell’Urbe viene trovata morta, forse uccisa, una delle nobildonne più in vista dell’aristocrazia romana, Giovanna Savelli dopo aver avuto uno scontro in strada con una zingara che le ha letto gli arcani e le ha predetto la morte.
Per il Papa la questione è spinosa: i suoi avversari politici non aspettano che un motivo per vendicarsi e questa morte misteriosa offrirebbe loro un ottimo pretesto. Decide allora di affidare un’indagine riservatissima a Crescenzio Caetani, il nipote appassionato di medicina, e di farlo assistere da una pia badessa fedele al papato, madre Benedetta Petrocomite.
Mentre i due ricostruiscono gli ultimi giorni della vittima, i sospetti, però, si moltiplicano e la soluzione del caso sembra sempre più sfuggente e intrigata.

Con uno stile ricercato e accurato Barbara Frale descrive, con minuzia di particolari, scenari, usi e costumi e abitudini di un’epoca, il Medioevo, molto controversa e poco valorizzata rispetto ad altri periodi storici.
Un’epoca governata dalla Chiesa e spaccata in due dalle controversie che vedevano protagonisti uno stato che ormai si avviava a diventare laico, ed un Papa che si opponeva ai mutamenti, cercando al contempo di ristabilire il suo primato.
In questo scenario storico la Frale costruisce con grande abilità una trama accattivante e coinvolgente fatta di delitti, complotti, potere, bigottismo e superstizione riuscendo, così, a comporre un thriller storico sapientemente realizzato e strutturato.

I personaggi non solo quelli principali ma anche quelli definiti secondari sono molto ben caratterizzati così da offrire al lettore una “conoscenza” psico-fisica degli stessi completa ed esaustiva fondamentale per comprendere i motivi del loro agire. Dietro alla costruzione di ogni personaggio c’è uno studio profondo della psicologia umana proprio perché è necessario rendere quest’ultimo il più coerente e credibile possibile così da offrire al lettore la possibilità di identificarsi o immedesimarsi in uno di loro.
È probabilmente per questo che in quest’opera non si riesce a tracciare un linea netta tra personaggi primari e personaggi secondari in quanto l’autrice ha saputo dare a ciascuno di loro una propria importanza, un proprio valore che contribuisce a dare completezza all’intera storia narrata.

Molto meritevoli sono le “delicate” descrizioni dei paesaggi e dei luoghi dell’antica Roma in cui il lettore viene trasportato, come in un sogno, in quell’epoca a lui ignota e lontana.
Il notevole e doveroso lavoro di ricerca, documentazione e ricostruzione storica è indispensabile per la stesura di un romanzo storico degno di tale nome e la Frale ha adempiuto ampiamente a raggiungere questo risultato.

Un piccolo appunto, forse, è da fare all’uso della lingua, o meglio, dell’uso di certi lemmi non sempre coevi del periodo storico in cui il romanzo è ambientato.
Comunque la scrittura è fluida, veloce, coinvolgente e ricca di suspence; i dialoghi ben definiti e coerenti con la delineazione psicologica e sociale dei personaggi.
La conoscenza approfondita del Medioevo da parte della Frale traspare non solo dalle precise ricostruzioni storiche ma anche per aver voluto inserire nel romanzo una critica sociale sottile dell’epoca in questione.
Lo fa tramite la figura di una zingara saracena, simbolo del Maligno, che legge gli arcani avvolta dal mistero e dalla paura condannata dalla superstizione umana a una vita da emarginata solo perché l’uomo, inteso come umanità, teme l’altro da sé, il non noto, il diverso e lo considera pericoloso e diabolico. Il tribunale della Santa Inquisizione ne è l’esempio tangibile e aberrante di uno dei più oscuri e controversi periodi della storia della Chiesa.

La lettura degli arcani era considerata nociva perché suggestionava le persone spingendole a compiere azioni che non avrebbero mai fatto prima. E questo poteva compromettere il controllo che la Chiesa aveva sulle sue “anime” se non fosse che le teneva avvinghiate a sé con la paura, il terrore del Maligno.
Forse, la critica che la Frale fa della società medievale non deve, solo, circoscriversi all’età di mezzo poiché risulta essere molto attuale in un epoca, come quella odierna, in cui si ha ancora timore del non-conosciuto, del diverso e altro da sé perché costringe l’uomo a mettersi in discussione, ad analizzarsi, a spezzare l’equilibrio fittizio che si è raggiunto e questo spaventa moltissimo.

Benedetta Borghi


La scrittrice:
Barbara Frale è Officiale presso l’Archivio Segreto Vaticano e studiosa di storia, nota per le ricerche sui cavalieri templari, sul papato e sulla Sindone di Torino. Si dedica inoltre alla scrittura di saggi e romanzi gialli a sfondo storico con grande successo di pubblico e di stampa.