Editore Emons Edizioni
Anno 2025
Genere Giallo
250 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Rachele Salerno
Morte alle Terme, edito da Emons Edizioni, è il quarto caso di Ernestine e Anton. I tre casi precedenti sono, in ordine cronologico, Omicidio al Grand Hotel, Morte in scena a Vienna e Omicidio sul Danubio. Tutte le storie trovano la loro ubicazione temporale negli anni ’20.
La loro ambientazione geografica spazia tra un lussuoso Grand Hotel nell’incantevole paesaggio alpino, Vienna, una crociera sul Danubio e infine per “Morte alle Terme” in un rinomato albergo a Baden.
I due principali protagonisti Ernestine Kisch e Anton Bock sono entrambi in pensione. Nella loro vita hanno svolto due importanti professioni, Ernestine è stata un’insegnante, Anton un farmacista.
Una coppia singolare, originale e simpatica.
Chi bazzica principalmente nel mondo editoriale dei gialli, noir e thriller è abituato a imbattersi nei protagonisti rappresentati dalle figure classiche e istituzionali dell’universo poliziesco, o dell’Arma, o degli investigatori privati o delle Procure. In questo caso, invece, l’autrice mette in campo due pensionati e che hanno lavorato in altri ambiti che niente hanno a che vedere con contesti legati alla giustizia e ai vari professionisti a essa legati.
A me piacciono molto i gialli che attribuiscono all’aspetto introspettivo e psicologico dei protagonisti una notevole importanza, è una caratteristica che riesce sempre a rapirmi. Ammetto che ogni tanto, però, è piacevole leggere anche di protagonisti che non hanno per forza atteggiamenti afflitti, depressi e infelici. Ma che viceversa hanno un comportamento e una disposizione gradevole. I loro siparietti sono incantevoli, mi hanno strappato più di un sorriso, sono nella loro semplicità e simpatia molto divertenti.
Poi immaginate, siamo nel 1924. L’amicizia tra un uomo e una donna, con la distanza dovuta dal galateo da tenere e con un rispetto l’uno verso l’altro delicato e garbato. Pensate che cominciano a darsi del tu proprio in questo capitolo. Nonostante si frequentino da tempo e hanno affrontato insieme altri tre casi. Roba d’altri tempi! Ma proprio per questo la trama e la scelta stilistica mi hanno catturata.
Sono andata a cercarmi i dati anagrafici dell’autrice perché mi incuriosiva molto lo stile della scrittura. Non vi nego che ho avuto il pensiero che fosse un’autrice non di questo secolo. Capita che vengano ripubblicati testi di autori/autrici di periodi passati. In realtà l’autrice è una nostra contemporanea. E riesce, in maniera incantevole, a scrivere con uno stile di altri tempi. Trovo che questa capacità di esprimersi in una maniera che non è usuale incrociare, sia un valore aggiunto.
Leggere questo libro è stata una piacevole parentesi. Per il garbo e la leggerezza che sprigionano Ernestine e Anton. In questo quarto capitolo, Anton – per aiutare la sua malridotta cistifellea – segue il consiglio di recarsi presso un albergo a Baden che offre un rigoroso programma di cure e fanghi, un’acqua termale da bere (ma che Anton non apprezzerà molto visto che puzza di uova marce), una dieta piuttosto rigorosa da seguire (che sempre Anton faticherà a seguire, ha un’insanabile passione per i dolci ahimè e ogni occasione sarà buona per trascinare la sua amica Ernestine a scovare posti dove andare a mangiare degli ottimi dolci).
Tra gli altri ospiti dell’albergo, con i quali condivideranno la sala da pranzo, le passeggiate, le serate musicali e le varie cure c’è la vedova di un dirigente sportivo, ci sono coppie, c’è chi è proprietario di un birrificio, chi un fabbricante di profumi, c’è chi apprezza e conosce in maniera approfondita i gioielli e c’è anche un calciatore molto famoso che Anton ammira molto.
Ho immaginato il clima che si poteva vivere negli anni ’20 in un rinomato albergo dove alloggiavano persone benestanti, molto benestanti che passavano la giornata seguendo le cure, passeggiando, avendo cura nel vestirsi e nei cambi d’abito.
Gli eventi delittuosi saranno due ed Ernestine sarà abile, capace e competente nel saper captare i vari indizi sparsi e ogni chiacchiera possibile ed utile, a osservare con abilità preziose ogni movimento, ogni reazione. Con l’aiuto di Anton che in alcuni momenti deve contenere la sua esuberanza nel voler seguire i casi.
I motivi per cui consiglio di leggere “Morte alle Terme” sono diversi.
La scelta stilistica dell’autrice che ho trovato adorabile, ho ammirato e gradito la sua capacità di raccontare i fatti in modo raffinato e piacevole che mi ha donato il piacere di leggere. La scelta di un periodo lontano da noi che però possiamo rivivere attraverso le sue parole. L’idea di scrivere come se fosse una scrittrice di altri tempi. Questa scelta ha rappresentato per me un grande punto di forza.
La scelta della coppia di amici che si rispettano, che insieme si concedono dei viaggi insieme, che si confrontano in modo garbato. Una coppia spassosa e ben assortita, che con l’ingegno e la perspicacia riesce a risolvere ogni caso che capita loro a tiro.
L’idea della leggerezza, della simpatia, della presenza di dialoghi che in diversi punti ti regalano la possibilità di sorridere e non è poco, anzi.
La decisione di dare vita a dei personaggi che esulano dai canoni che vogliono che i casi vengano risolti da figure istituzionali. Anche un ex farmacista e un ex insegnante possono essere capaci, unendo le forze e le capacità, di risolvere enigmi.
Sono proprio curiosa di leggere di loro nei prossimi casi!
Cecilia Dilorenzo
La scrittrice:
Beate Maly, viennese, ha studiato pedagogia e ha lavorato nell’ambito dell’educazione primaria. Ha pubblicato narrativa per bambini e saggi fino al 2008, anno nel quale è uscito il suo primo romanzo storico, Die Hebamme von Wien. Nel 2016 ha pubblicato il primo dei suoi gialli storici, Omicidio al Grand Hotel, inaugurando la serie ambientata negli anni Venti in Austria, in corso di traduzione presso Emons. Nel 2019 il suo romanzo Mord auf der Donau (Omicidio sul Danubio) è stata insignita del premio Leo-Perutz. Vive a Vienna.












