Bruno Morchio – La morte non paga doppio

730

Editore Rizzoli / Collana Nero Rizzoli
Anno 2025
Genere Noir
240 pagine – brossura e ebook

Ci sono autori che si costringono a fare delle scelte e a queste scelte sanno attenersi in modo caparbio, ci si aggrappano nella certezza di riuscire così a comunicare con lucidità una propria visione del mondo. È una scelta difficile, che spesso non paga quanto dovrebbe (e di sicuro “non paga doppio”), ma che produce letture che esprimono un mondo che spesso rimane a margine, ignorato e bistrattato, ma non per questo meno interessante.
È il mondo degli ultimi, degli invisibili, di quella parte di popolazione che tende a sfuggire ai radar dell’informazione, ma che rappresenta una grossa parte del tessuto cittadino di questo Paese.

Bruno Morchio è uno di questi autori. Lo è talmente da aver ideato un personaggio che al mondo della fatica di vivere addirittura appartiene. Mariolino Migliaccio, detto Fottignin Scotizzoso, tipo ficcanaso sporcaccione, è forse il più anomalo degli investigatori privati. Vive nella gelida – o soffocante, a seconda dei periodi – stanzetta con bagno in comune di una pensione fatiscente, la cui stanza migliore è riservata a Fatima, prostituta antillana che arricchisce il pappone Solinas, al quale Mariolino vorrebbe poter contendere il suo amore.
Vivacchia con incarichi a volte pericolosi, nell’attesa di poter un giorno scoprire chi lo ha reso orfano, uccidendogli la madre anch’essa prostituta. È questo l’ambiente nel quale si svolgono le sue storie, luoghi miserabili, quando non malfamati, in cui personaggi ai margini subiscono il potere di chi ha il denaro e, spesso, una totale mancanza di scrupoli.

Seguito di La fine è ignota, romanzo d’esordio di Migliaccio, La morte non paga doppio – titolo ispirato al celeberrimo noir di James M. Cain Double Indemnity – parte dalla richiesta di aiuto di una bella vedova di origine slava, il cui marito è stato ritrovato morto, con la schiena rotta e una siringa nel braccio, ai piedi della massicciata del forte Tenaglia. Alina, la moglie, non crede a questo decesso per overdose, archiviato senza grandi problemi da chi avrebbe dovuto indagare. Eppure Anton, il marito, era sì una pessima persona, un pettiniere, che la picchiava e abusava di lei, ma non era un drogato.
E Mariolino, forte dei diecimila euro guadagnati alla fine del romanzo precedente, può permettersi di tornare a lavorare gratis per dipanare la complessa matassa, spinto, forse, dalla forte attrazione che prova per la bella vedova. Come sempre, a mettergli i bastoni tra le ruote, troverà sulla sua strada l’ispettore Spaggiari, sua nemesi, uno sbirro che, stando a ciò che ci dice Migliaccio, è invecchiato male, sovrappeso e ha una forte predilezione per lo scotch. A scandire questa seconda avventura, la ricerca disperata dell’assassino della madre, che qui farà qualche piccolo passo avanti.

Bruno Morchio è uno scrittore navigato, abilissimo nel tenere la penna in mano e il lettore incollato alle pagine dei suoi libri. Il mestiere di psicoterapeuta nel pubblico, portato avanti per tanti anni, gli ha regalato lo strumento che dovrebbe essere attrezzo per chiunque voglia raccontare delle storie, la capacità di scavare e comprendere l’animo umano, intuendone le sue debolezze e i suoi drammi. È questo che viene fuori dai suoi romanzi, una complessità sfaccettata e intrigante, capace di rendere i personaggi, dal primo all’ultimo, estremamente reali. Pur concedendosi un pizzico di retorica, Morchio si aggira per la sua Genova senza regalare sconti, descrivendone le luci e le ombre e senza nasconderne l’istinto di crudeltà che ormai serpeggia in tutte le grandi città. Musica, liquori e letteratura accompagnano questa bella e malinconica avventura.

Enrico Pandiani


Lo scrittore:
Bruno Morchio è nato nel 1954 a Genova, dove vive e ha lavorato come psicologo e psicoterapeuta. È autore, tra l’altro, di una fortunata serie gialla che ha per protagonista l’investigatore privato Bacci Pagano. Per Rizzoli ha pubblicato anche Il testamento del Greco e Un piede in due scarpe, disponibili in BUR, e La fine è ignota (2023).