Emilio Martini – La numero uno. Le indagini del commissario Berté

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Editore Corbaccio / Collana Narratori Corbaccio
Anno 2025
Genere Giallo
224 pagine – brossura e ebook


… E siamo al sedicesimo capitolo.
Ormai sono una affezionata lettrice della serie. Ogni volta, a inizio lettura, mi chiedo quali nuovi casi avranno escogitato le due autrici, Michela ed Elena Martignoni. E ogni volta non mi deludono mai. Per come portano avanti la serie con le relative evoluzioni e per le vicende che riescono a ideare, senza scadere nelle banalità, trovando la chiave giusta per continuare a trovare nei loro scritti il senso dell’umanità che tanto manca.
I sentimenti che fanno da leitmotiv sono l’amore (sia quello tra un uomo e una donna e sia quello fraterno tra amici), i tradimenti, i rimpianti. E l’interrogarsi sul destino e sui se. Quei se che avrebbero potuto dare un esito diverso da quello che poi invece accade. Quei se che consumano e che fanno sentire in colpa.
L’amore, assoluto, per una donna e l’amore fraterno tra colleghi.
Il primo è illimitato, incondizionato, totale. È quel sentimento che ti porta a definire l’altra persona “La numero uno”. Non ci può essere nulla oltre quel numero. La numero uno rappresenta la perfezione, l’unica persona che desideri, ciò che non si sarebbe potuto immaginare ma che c’è, esiste. E non solo esiste, ma ha anche deciso di condividere la vita proprio con te.
Il secondo è prezioso. Quando si va oltre la condizione di lavorare fianco a fianco, non si è solo colleghi, ma si raggiunge lo stato di amici fraterni. Il tutto è basato sulla consapevolezza di poter fare affidamento l’uno sull’altro, una fiducia cieca che fortifica il rapporto professionale e quello fraterno-amicale.

Cosa succede quando questi due tipi di amori vengono scalfiti dal tradimento?
Un tradimento dovuto alla scelta di seguire una strada sbagliata, un percorso costellato da attività criminose. Un tradimento che mette in evidenza quanto una persona possa deludere, non si è più quell’individuo che si ama e a cui si vuole bene. L’amare e il voler bene crollano, si frantumano. La delusione è tanto più atroce, la ferita è tanto più traumatica dal punto di vita psicologico ed emotivo, quanto più alti e profondi sono l’amore e la stima.
Se l’amore e la stima si dissolvono, l’amarezza e lo sconforto prendono il sopravvento. La sofferenza è troppo potente.
Si può perdonare in questi casi?
No, non si riesce a farlo. Si preferisce cancellare, dimenticare tutto ciò che quella persona ha rappresentato. Si preferisce mettere un punto e ricominciare da un’altra parte. Si preferisce non guardare indietro e darsi nuove possibilità.
Oppure…

Oppure, dopo anni, qualcosa può sciogliersi, qualcosa può portare a rivedere una decisione così drastica. Anche se si ha paura che quella ferita possa riaprirsi. Ma il sesto senso ti convince che la tua mano può essere tesa nei confronti di chi ti ha ferito così forte, ma che ora ha bisogno di aiuto. Una richiesta di aiuto sincera e disperata. I rimpianti sono tanti, sono troppi. La consapevolezza di aver perduto l’amore assoluto, la persona perfetta a causa di una scelta errata, sbagliata, scorretta. Le conseguenze si pagano fino all’ultimo. Si pagano e si sommano ai rimpianti che come macigni sovrastano l’animo. E ti tormenta il pensiero che se fossi arrivato in tempo, avresti potuto cambiare gli eventi. È tutto un susseguirsi di eventi su eventi, decisioni su decisioni. Tutto cambia, niente sarà come prima.

L’amore incondizionato e l’amore fraterno sono ben presenti anche nella vita del nostro Gigi Berté. L’amore tra lui e la Marzia è ormai consolidato, complice, forte. La loro intesa è profonda, basata sulla fiducia e sulla conoscenza reciproca, anche per il raggiungimento di una quotidianità fatta di dolci abitudini, di calma, di quiete. Tutti sentimenti che hanno aiutato tanto a smussare i lati spigolosi di Berté. E stanno per arrivare anche i loro gemelli, Marzia e Gigi saranno presto genitori.
Questa bolla di tenera quotidianità potrebbe sembrare scontata e noiosa, ma può essere tanto rimpianta quando la si perde, in particolar modo quando la causa di tale perdita è dovuta agli errori commessi.

L’amore fraterno dei suoi collaboratori e superiori. Il magistrato Irene Graffiani, il sovrintendente Pasquale Parodi, l’ispettore Francesca Belli, l’agente Fausto Sabatini, il questore Emilio Terani.
Saranno tutti molto preoccupati, per una notte intera di Gigi Berté non si saprà nulla, il suo cellulare non è raggiungibile. Nonostante il suo carattere, che a volte mette a dura prova un po’ tutti, gli si vuole molto bene. In fondo è questo l’importante, sapere che gli altri ci sono per te e tu ci sei per gli altri. È questo l’amore fraterno. Sapere di poter contare sugli altri e offrirsi perché gli altri possano contare su di te.
Il caso da seguire sarà quello dell’omicidio di una giovane avvocata, molto legata al suo lavoro e molto ligia al dovere. È stata ritrovata con il cranio fracassato in un carruggio di Genova. E così a seguire le indagini sarà Mimmo Romeo, un ispettore di Genova, che abbiamo già conosciuto in un altro capitolo della serie “L’uomo del Bogart Hotel”.
Mimmo Romeo avrà l’aiuto fondamentale di Gigi Berté. Seguiranno insieme le indagini. Un connubio perfetto, una forte intesa tra i due, di quelle che basta uno sguardo. Un capirsi al volo.

Non posso che consigliarvi la lettura de “La numero uno” e di recuperare gli altri titoli della serie nel caso in cui non gli abbiate ancora letti.
“La numero uno” parla di amore, amicizia, delusioni, tradimenti e di destino. Di quella quotidianità che diamo per scontata, di come sia bello viverla insieme a chi si ama e di come si rimpianga quando la si è persa. Di come si possa cambiare idea e ritornare su una decisione che si riteneva definitiva. Di come la compassione possa innescare dei percorsi diversi e inaspettati. Percorsi che possono regalare una visione insperata che potrebbe donare un raggio improvviso di luce.

Cecilia Dilorenzo


Le scrittrici:
Dietro lo pseudonimo di Gigi Berté si nasconde un vicequestore aggiunto in carne e… coda brizzolata, che opera in un commissariato italiano. Anche dietro il nome Emilio Martini si cela qualcuno in carne e… penna: due sorelle scrittrici, Elena e Michela Martignoni, che conoscono bene il commissario, sono milanesi e frequentano da anni la Liguria. Insieme hanno scritto i romanzi storici Requiem per il giovane Borgia, Vortice d’inganni, Autunno rosso porpora e Il duca che non poteva amare, e i gialli con protagonista il commissario Berté La regina del catrame, Farfalla nera, Chiodo fisso, Doppio delitto al Miramare, Il mistero della gazza ladra, Invito a Capri con delitto, Il ritorno del Marinero, Ciak: si uccide, Il paese mormora, Il caso Mariuz, Vent’anni prima, Il botto, Sfida a Berté, L’uomo del Bogart Hotel e Aspettando Cosetta, oltre alle raccolte I racconti neri del commissario Berté e Talent Show.