Pere Cervantes – La spia di cristallo

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Editore Elliot Edizioni / Collana Scatti
Anno edizione 2025
Genere spionaggio
408 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Laura Cervini


Quando Taibe Shala scompare, sua figlia fa tutto quello che la madre le ha chiesto: contatta Manu Pancorbo. Panco è un giornalista spagnolo che per anni è stato inviato di guerra e che, ancora oggi, sente la mancanza di una azione che lo porti sul campo. Divorziato e con una figlia adolescente, Panco non ha mai dimenticato Taibe, conosciuta in Kosovo.

Taibe Shala ha vissuto la guerra dei Balcani: è una donna silenziosa, enigmatica, che porta con sé ciò che ha visto e soprattutto vissuto. Sono passati venti anni da quando ha visto per l’ultima volta Panco, e lui non ha mai scoperto la verità: Taibe in tutti quegli anni è sempre stata un doppio agente segreto, e la sua vita è sempre rimasta appesa al filo delle sue bugie.

Insieme alla fotografa Olga Barcells, Panco parte subito alla ricerca della donna che accompagna i suoi sogni da oltre venti anni, trovando però ad attenderlo tutti i ricordi del passato.

“La spia di cristallo” è un romanzo che ci riporta immediatamente agli eventi storici che sconvolsero le vite nei Balcani, precisamente nello scontro etnico tra kosovari albanesi e serbi, guidati da Slobodan Milosevic. Taibe, Panco e Olga sono solo i personaggi che – da diversi punti di vista – ci faranno strada in una storia che sa di sangue, malvagità e tristezza. Una storia di cui non si parla più, anche se contemporanea, e una storia che in molti hanno cercato di cancellare, ma che ha lasciato negli animi umani ferite profonde. Non a caso, Cervantes ne parla: come lui stesso dirà al termine del romanzo, il Kosovo lo ha vissuto nel 1999 quando è stato Osservatore di Pace.

In quest’opera, quello che colpisce di più il lettore, è la capacità di ogni singola parola di colpire le profondità dell’animo umano: il dolore di chi ha vissuto la guerra e la pulizia etnica si percepisce negli spazi e nei silenzi. Va al di là di quello che viene detto, al di là di quello che viene descritto: ogni personaggio è rimasto a quegli anni, e ha cercato per i successivi venti di sopravvivere. Cervantes è riuscito a ritrarre ogni personaggio con raffinata minuzia psicologica: leggendo “La spia di cristallo” l’emozione vive su un filo rosso che ci lega ai personaggi, e che con fatica si taglierà per lasciarli volare via. Olga, una vita da fotoreporter, che perdendo la sua amata ha perso anche la sua identità; Panco che lontano dalle notizie sul campo non sa starci, a costo di perdere tutti i rapporti che ha creato; Taibe che, con la promessa di una vita migliore, cerca di dimenticare quella passata navigando costantemente in acque mosse e profonde.

Parlare di questo romanzo come di un’opera di genere spy sarebbe riduttivo – e quasi offensivo, aggiungo – perché “La spia di cristallo” è il racconto dei popoli che soffrirono l’odio sostenuto dai loro leader. Questo ci insegna Cervantes, qualora ci fossero ancora dei dubbi: la guerra arriva dall’alto ma cambia le vite di chi la vive sulla semplice terra. Poi, il romanzo ci racconta anche le profonde trame dello spionaggio kosovaro, dello spionaggio tedesco, e i movimenti della CIA che era coinvolta nell’ombra; ci parla dell’intervento dell’ONU e di come si cercò di far nascere un nuovo Kosovo, e di come spesso le linee di confine tra ciò che era giusto e sbagliato erano labili, e cadevano giù al primo soffio di vento. Ma tutto questo non basterebbe a descrivere un romanzo che ci porta semplicemente nel cuore delle vite dei personaggi che nel 1999 cambiarono per sempre.

Adriana Pasetto


Lo scrittore:
Per Cervantes è nato a Barcellona nel 1971, è autore di romanzi e sceneggiatore. Laureato in Legge, è stato Osservatore di pace per l’Onu in Kosovo (1999-2001) e per l’Unione Europea in Bosnia ed Herzegovina (2002-2003). Con il romanzo Tres minutos de color (2017) ha vinto il Best 2018 Noir Novel al Cartagena Negra Festival ed è stato finalista al Casas Ahorcadas de Cuenca 2018 Prize, con Golpes (Editorial Alrevés) ha vinto il premio Letras del Mediterráneo 2018 per il miglior romanzo noir e il QUBO Prize 2018. Il suo romanzo El chico de las bobinas (2020; edizione italiana: Il ragazzo che amava il cinema, Mondadori) è stato un best seller e tradotto in italiano, tedesco e olandese.