Editore Sperling & Kupfer
Anno 2025
Genere thriller
512 pagine – rilegato e ebook
Traduzione di Luca Briasco
Una premessa: questa recensione si basa sulla lettura della versione originale, in inglese, del libro.
Stephen King torna con un nuovo romanzo, “La lotteria degli innocenti” (qualcuno un giorno forse mi spiegherà perché da un po’ in Italia i libri di King mantengono il titolo originale a fianco di quello tradotto).
Torna come protagonista l’investigatrice privata Holly Gibney, le cui piccole manie e idiosincrasie si sono molto ridotte dopo la morte della madre che aveva avuto un’influenza tanto negativa su di lei.
Una poliziotta amica dell’investigatrice è coinvolta in un caso complesso: qualcuno promette che ucciderà “tredici innocenti e un colpevole” per vendicare la morte di un “vero innocente”. È chiaro che si riferisce ai dodici giurati e al giudice che hanno condannato al carcere un uomo che lì è stato assassinato; dopo la sua morte, si è scoperto che era del tutto innocente dell’orribile crimine del quale era stato accusato. Ma non ha intenzione di uccidere i giurati in persona: decide che assassinerà persone completamente estranee al caso, ognuna di esse in rappresentanza di uno degli individui coinvolti.
Parallelamente a questo caso, un’attivista femminista vittima di un paio di attacchi volti a interrompere la sua campagna assume Holly come guardia del corpo, mentre la nota cantante Sista Bessie programma il suo ritorno sulle scene proprio nella cittadina dove la protagonista vive.
Interessante vedere come Stephen King ci mostra anche i pensieri e le azioni dell’antagonista di questo romanzo pur senza svelarci la sua identità, a parte un soprannome.
Come accade ciclicamente per alcune storie di Holly Gibney, che l’autore ha chiaramente scelto come suo personaggio ricorrente, in questo romanzo il sovrannaturale non appare per nulla: si tratta di un thriller complesso, elaborato, con due trame principali che scorrono parallele più una secondaria ma fondamentale. Per gran parte del romanzo, ci chiediamo come queste siano collegate, a parte per il fatto che Holly è coinvolta più o meno in tutte, direttamente o attraverso i suoi amici. Sempre che lo siano.
Anche se l’inizio di questo romanzo è forse un po’ lento a causa dei continui cambi di scena nella fase di costruzione delle varie sottotrame, la storia diventa poi avvincente e interessante. Forse non è uno dei capolavori di King, ma senza dubbio è un libro solido e piacevole da leggere.
La specialità dell’autore, ovvero la creazione di personaggi profondi e complessi, in questo libro è un po’ meno evidente del solito, in quanto la maggior parte dei protagonisti centrali (Holly, Jerome e Barbara) sono già stati ben costruiti in romanzi passati. Chi in questo libro acquista un grande spessore sono alcuni personaggi relativamente secondari anche se chiave per la trama come l’attivista Kate, la cui apparente monodimensionalità viene sviscerata con il passare delle pagine; la sua assistente Corrie, che matura enormemente a partire dall’idealista che incontriamo all’inizio; la cantante Sista Bessie, una “celebrità” della quale scopriamo la vera personalità; Trig, l’assassino, i cui ragionamenti e deliri ci vengono ben presentati, mostrati come quasi coerenti. Ed è proprio quel “quasi” che è la chiave del suo personaggio: come una comprensibilissima indignazione di fronte a una terribile ingiustizia è a un passo dalla follia assassina. O c’è qualcos’altro dietro a questa sua serie di omicidi?
Consigliato a chi vuole leggere un thriller complesso e profondo, con un buon approfondimento della personalità dell’antagonista e un paio di interessanti sorprese molto inattese.
Marco A. Piva
Lo scrittore:
Stephen King vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha e la figlia Naomi. Da più di quarant’anni le sue storie sono bestseller che hanno venduto 500 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner, Frank Darabont. Oltre ai film tratti dai suoi romanzi, vere pietre miliari come Stand by Me – Ricordo di un’estate, Le ali della libertà, Il miglio verde, It – per citarne solo alcuni – sono seguitissime anche le sue serie TV. Per i suoi meriti artistici, il presidente Barack Obama gli ha conferito la National Medal of Arts. Nel 2018 ha ricevuto il PEN America Literary Service Award.












