Sara Caterina Tzarina Casiccia – Agosto è un buco nero

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Editore Eris Edizioni
Anno 2025
Genere Narrativa
269 pagine – brossura e ebook


Il libro viene definito dalla stessa autrice un ibrido tra narrativa e saggistica anche se forse verrebbe da dire che prevale nettamente la seconda categoria, visto che si tratta del racconto di trentuno eventi caratterizzati dalla morte di una o più persone avvenuti nel mese delle ferie per antonomasia e che spaziano dagli omicidi più abietti a quelle morti più intime e personali che sono tutti i suicidi.

Di fatto il lettore si trova a percorrere un sentiero disegnato, secondo personalissimi criteri dell’autrice, che si snoda lungo i trentuno giorni in cui il mondo boreale si trova in una sorta di tempo sospeso fra lavoro e vacanza, luoghi affollatissimi e isole di profonda solitudine immerso in un caldo che non dà tregua.
E Casiccia afferma senza mezzi termini che è all’interno di questo mondo, quasi alieno rispetto al resto dell’anno, che le pulsioni umane, specie le più negative, trovino una sorta di corsia preferenziale che le conduce senza alcun ostacolo verso il destino di chi le vive e, soprattutto, di chi si trova a subirne le conseguenze.

È un lavoro che pur non avendo nessun fondamento scientifico e senza che segua un preciso filo logico (le morti descritte hanno cause del tutto eterogenee) fornisce comunque al lettore una interessante serie di spunti di riflessione sulla genesi di quei fenomeni che normalmente troviamo raccontati dalla cronaca o dalla narrativa di genere.
Così ci si ritrova a considerare sullo stesso piano un delitto di richiamo internazionale come la strage di Cielo Drive dove venne uccisa Sharon Tate la giovane moglie di Roman Polanski, perpetrata della setta di Charles Manson e quelli della nostra piccola provincia che nello specifico sono quelli di Avetrana e di Garlasco e, per quanto possa sembrare una considerazione al limite dell’assurdo, se si vanno ad esaminare i fatti ma soprattutto gli atteggiamenti dei colpevoli si rischia di scoprire che al di là di tutte le evidentissime differenze di epoca, status e condizione sociale, al fondo di tutto c’è un confine molto sottile ed estremamente labile fra le motivazioni che hanno dato impulso alle azioni dello stesso Manson e di Sabrina Misseri.

Riguardo allo stile la narrazione spazia, secondo la stessa autrice, “tra differenti toni e voci, sperimentando diversi linguaggi letterari: la cronaca, il true crime, il necrologio, la prosa poetica, il racconto storico, il realismo magico, il pulp, l’horror, la critica letteraria, cinematografica e musicale”.
L’elenco sarebbe molto più lungo ma poi la cosa fondamentale da sottolineare è che il vero nucleo portante di tutta la scrittura è il grado di penetrazione che gli eventi narrati hanno nell’animo e nella sensibilità dell’autrice che, in appendice, sciorina una ulteriore corposa serie di eventi agostani ugualmente tragici ma che evidentemente, non hanno avuto su di lei lo stesso impatto.

E anche qui il lettore si trova a poter in qualche modo interagire con l’opera provando a capire se e quali di tutti questi accadimenti avrebbe avuto su di esso la stessa influenza emotiva arrivando a concordare con l’autrice che fra i suoi commenti finali dice testualmente che “Questo libro si potrebbe riscrivere all’infinito, mettendo a fuoco diverse prospettive” proprio perché ognuno di noi ha una sua personalissima e inscalfibile percezione del male che lo porta a catalogarlo secondo un ordine che può seguire qualsivoglia criterio e spero di non esagerare citando come sommo esempio l’Inferno di Dante.

Una lettura a dir poco originale che porta il lettore a scoprire avvenimenti di cui era all’oscuro o a riportare in superficie storie riposte nei meandri nella memoria ritrovando sensazioni o opinioni sedimentate negli anni e nelle quali ci si può ritrovare. Oppure si può scoprire che anche le nostre percezioni e le nostre opinioni rispetto a fatti già noti possono essere messe in discussione grazie a una narrazione diversa da quelle fin qui conosciute e, in ultima analisi, forse è proprio questo il miglior regalo che uno scrittore può fare ai suoi lettori.

Mauro Bossi


La scrittrice:
Tzarina Caterina Casiccia ha studiato come filosofa e antropologa all’Università di Torino, poi è scappata con il circo e si è trasferita a Barcellona per dedicarsi completamente all’ultima avanguardia della scena artistica underground europea dove è riconosciuta a tutti gli effetti come poetessa. Nel febbraio del 2021 Tzarina viene arrestata nel corso di una manifestazione per la libertà di espressione e sottoposta a un’inchiesta con gravissime cariche penali, esperienza da cui prende vita Mai farsi arrestare di venerdì. Memoir di un’esperienza carceraria con poesie d’amore verso la fine del mondo, uscito per Eris nel 2024.