Seicho Matsumoto – Vangelo Nero

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Editore Adelphi / Collana Fabula
Anno 2025
Genere Noir
420 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Alessandro Passarella


Scritto tra il 1959 e il 1961, Vangelo nero è un romanzo insolito, inquietante, che racconta piccoli grandi orrori e da cui la religione cattolica – se non altro, quella raccontata da Seicho Matsumoto nella sua torbida storia – ne esce con le ossa rotte o quantomeno con grosse macchie di lerciume sulla tonaca. Partendo da una storia vera, Matsumoto ci conduce attraverso una Tokyo post bellica, ancora vittima della sconfitta, in un Giappone dove l’occidente continua a comportarsi da da padrone. Il malaffare, la corruzione e la mancanza di scrupoli, tipici del crimine del mondo occidentale, corrompono i costumi e le persone, anche se in questa insolita vicenda al centro di tutto c’è la presenza della chiesa.

È la comunità cattolica, infatti, il terreno di coltura nel quale si compie l’orribile delitto che infiamma l’opinione pubblica e scatena i giornalisti come cani su un mucchio d’ossa. Sono i preti, infatti gli oscuri protagonisti di questa storia che si legge come un romanzo, ma che a tratti prende il passo della cronaca o del documentario. Tradotto alla perfezione da Alessandro Passarella, il racconto scivola sulle rotaie come un treno in corsa, prima più lento, poi sempre più veloce, finché la sua forza non travolge tutto.

I protagonisti della storia sono un gruppo di prelati dall’etica piuttosto elastica. Padre Villiers è il deus ex machina della parrocchia, quello che ha in mano tutti i traffici e li dirige con polso fermo grazie anche all’aiuto di Ebara Yasuko, una donna giapponese, fervente cattolica (forse fin troppo) la cui casa è difesa da quattro cani lupo. Assieme a padre Villiers traduce la Bibbia in giapponese, o così dicono, perché i pettegolezzi dei vicini di casa fanno pensare che la loro intimità si spinga parecchio più in là. La congregazione Basiliana, cui fanno capo padre Villiers, il suo superiore Martin e il giovane sacerdote Charles Tolbecque – che, seguendo l’esempio di Villiers, è smanioso di assaggiare alcune libertà vietategli dall’abito talare – possiede diverse chiese in Giappone e invia parecchi aiuti per i poveri cattolici del posto che, uscendo dalla pesante sconfitta della Seconda guerra mondiale, hanno bisogno di tutto. La loro lunga mano si estende anche sul mercato nero, dal quale traggono il denaro per mandare avanti la baracca. Sarà proprio il giovane padre Tolbecque, innamorato di una bellissima e fervente fanciulla del posto, ad inceppare tutto il meccanismo. Il cadavere di una giovane hostess, infatti, che il placido fiume Genpakugji restituirà una luminosa mattina di primavera, darà infatti il via a una difficile indagine di polizia. Pur osteggiato dai superiori e frenato dalla presenza dell’autorità ecclesiastica che farà di tutto per insabbiare il caso, il detective Fujisawa Rokurō cercherà di fare luce su questa torbida vicenda che mescola chiesa, trafficanti di droga e delinquenza comune.

Seicho Matsumoto ci trascina lungo il racconto mescolando una scrittura piacevolmente aulica a momenti lirici di grande bellezza, ma non tralascia il taglio giornalistico che trasforma alcuni momenti del romanzo in una narrazione incalzante, piena di ostacoli e depistaggi. La storia è ispirata a un fatto di cronaca avvenuto in quegli anni e rappresenta lo specchio distorto di un Giappone le cui ferite ancora non si sono cicatrizzate, ma che tenta con ogni mezzo di risollevarsi dalle rovine del conflitto. E tenta di farlo con ogni mezzo, mercato nero, traffici, corruzione. Le atmosfere noir di questo romanzo, a mio avviso abbastanza straordinario, si intrecciano a momenti da inchiesta giornalistica, riuscendo a rendere la vicenda talmente vicina alla realtà da risultare inaccettabile, a causa, forse, dell’indignazione che crea. Vangelo nero è forse il più singolare dei romanzi di Matsumoto. Il senso di straniamento che il tono aulico conferisce alla narrazione, e la distaccata freddezza dei personaggi, apparentemente distanti dalle efferatezze che compiono, fanno di questo libro una piccola perla luminosa che il lettore raffinato non dovrebbe lasciarsi scappare.

Enrico Pandiani


Lo scrittore:
Seicho Matsumoto (Kytakyushu, Giappone, 1909-1992) esordisce negli anni Quaranta con alcuni racconti storici; dal 1955 si dedica al giallo e nel 1957 pubblica La morte è in orario, poi ripubblicato con il titolo Tokyo Express. Come sabbia tra le dita (1961) è l’altro suo grande successo. Ha scritto più di trecento romanzi ed è considerato “il Simenon giapponese”.