Editore Todaro
Anno 2025
Genere Gotico-politico / Noir storico
265 pagine – brossura e ebook
Nella Milano del 1848 attraversata dai fermenti sociali e politici, scompare una contessa: Vittoria, donna bellissima, giovane e piena di vita, che improvvisamente non fa più ritorno a palazzo. Cosa può essere accaduto? È stata rapita? O è fuggita volontariamente magari con un amante? Il marito, l’anziano conte Anforti, amministratore del dipartimento delle sussistenze del Regno Lombardo Veneto e cavaliere dell’Ordine Pontificio Speron d’Oro, non sa come ritrovarla. Per questo affida l’indagine a due suoi uomini di fiducia: il medico e poeta Giovanni Rajberti e il dragone ungherese Lajos Gorgey, due personaggi dai caratteri completamente diversi, ma uniti dal senso del dovere e dalla lealtà che si affiancano nella ricerca della contessa Vittoria, con metodi diversi e visioni distanti ma guidati dallo stesso obiettivo.
Il dottor Rajberti uomo retto, dall’animo nobile, sempre pronto ad aiutare gli altri con dolcezza e accoglienza. È un sognatore, un poeta dalla brillante intelligenza e dalla grande curiosità. Lajos Gorgey, invece, è un militare instancabile, insonne e determinato, che ha collaborato con la polizia segreta ed esperto in tecniche militari, incapace di tirarsi indietro fino a quando il suo incarico non sia stato portato a termine. È un uomo che non ammette debolezze. Neppure le sue. Un lupo solitario che non abbandona mai la sua pista.
Tra l’ombra e la rabbia è un giallo storico molto ben costruito ambientato a Milano durante l’insurrezione popolare, che passerà alla storia come le cinque giornate di Milano, durante la quale la popolazione milanese combatté strada per strada contro le truppe asburgiche del maresciallo Radetzky.
La gente tira addirittura le tegole dei tetti sulla testa dei soldati, che continuano a rispondere sparando. Nelle strade si ammassano sempre più mobili, per impedire le cariche della cavalleria. Si tratta di una vera rivolta, intanto che si aspetta l’arrivo dei piemontesi. Oserei dire che proprio questa Milano che insorge, che combatte con coraggio e determinazione per la propria libertà, per i propri ideali, per il proprio futuro sia la vera protagonista del romanzo.
L’autore, Vittorio Renuzzi, è riuscito a ricostruire nei minimi dettagli, tramite la scrittura, non solo i vari luoghi della città, dalle contrade ai navigli, al Duomo, alla Scala che si preparava all’insurrezione ma soprattutto ha saputo ricreare quell’atmosfera di rivalsa nei confronti dell’occupante – usurpatore, di lotta per la propria libertà e per i propri ideali, di unione tra le persone di classi sociali differenti così da coinvolgere profondamente il lettore che non può non schierarsi anch’egli al di qua della barricata e partecipare emotivamente al destino del popolo.
Molto toccanti e nello stesso tempo delicate sono le pagine che l’autore dedica al racconto di come anche i ragazzini, con la loro freschezza e ingenuità, erano desiderosi, anzi fervevano, nel dare il loro contributo per scacciare il nemico dalla loro “patria” e poter avere un futuro migliore per se stessi e le loro famiglie e poter dire con orgoglio di aver contribuito alla liberazione di Milano. I personaggi sono sapientemente caratterizzati e strutturati. Due di essi sono realmente esistiti: il dottor Giovanni Rajberti e lo spietato e discusso funzionario della polizia austriaca nella città meneghina Luigi Bolza.
Renuzzi è riuscito a dare a ciascuno di loro credibilità tramite un modo di agire coerente e congruo con l’azione senza tralasciare, però, l’importante e fondamentale caratterizzazione psicologica.
Per questi motivi non si riesce a tracciare una linea netta tra personaggi principali e personaggi secondari. Ognuno a modo loro e per motivi diversi sono i protagonisti della storia. Una storia che hanno contribuito a rendere unica, irripetibile, dinamica, accattivante perché nonostante certi comportamenti e certe scelte possano risultare opinabili, ci si deve arrendere alla vita. Alla vita che scorre nei nostri corpi, che travolge tutto, che non si cura delle leggi, delle regole, delle istituzioni. Un’energia così grande che non si cura di nessuno, non spaventa? Nessuno di noi può stare al suo passo. Possiamo correre un po’ al suo fianco ma poi ci abbandona. La vita ci arriva addosso, ci attraversa, ci usa. Fin quando non si dimentica di noi, siamo felici.
Benedetta Borghi
Lo scrittore:
Vittorio Renuzzi ha scritto per il teatro, lavora con enti culturali e da anni indaga come le storie — quelle belle, quelle oblique, quelle tossiche, quelle consolatorie — ci aiutino a capire il mondo o almeno a sopportarlo. Ama la speculative fiction, i paradossi morali e i personaggi che fanno scelte discutibili, ma profondamente umane. Questo è il suo primo romanzo noir. O il suo crimine meglio riuscito.












