Ruth Ware – La donna della camera numero 11

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Editore Newton Compton
Anno 2025
Genere Thriller
384 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Giulio Lupieri


Non è un sequel secondo quella che sarebbe la definizione più classica del termine, nel senso che non si trova in questo libro una reale continuazione agli eventi narrati nell’opera precedente dell’autrice ma, specialmente nella prima parte del racconto molto spesso (a volte fin troppo mi verrebbe da sottolineare), vengono fatti riferimenti a persone o ad avvenimenti presenti nel romanzo precedente che se da un lato hanno il pregio di chiarire il perché di certi avvenimenti e di certi comportamenti tenuti dai protagonisti, dall’altro creano una sorta di spaesamento nel lettore che si trova a dover fare mente locale su una storia che non conosce a fondo.

La storia che troviamo nella camera numero undici coinvolge due donne, ovviamente già incontratesi in passato, e che sono già uscite insieme da una situazione ai limiti del letale che adesso si ritrovano per iniziativa di una delle due, bisognosa dell’aiuto dell’altra, per potersi affrancare da una vita in cui è prigioniera di un uomo molto ricco e del proprio passato fatto di molte ombre e poche luci.

Da questi presupposti prendono le mosse le vicissitudini che porteranno entrambe a fare i conti con sé stesse e con la compagna di viaggio in un continuo altalenarsi di paura e speranza, fiducia e tradimenti dal quale nessuna delle due riesce a svincolarsi a causa della forte solidarietà femminile che intercorre fra loro e che si esprime molto spesso nei rischi che ognuna è disposta a correre, più per dar man forte all’altra piuttosto che a trarre effettivi vantaggi per sé stessa.

Ricchezza, potere e ferrea brama di possesso sono le ingenti forze contro le quali le due donne devono fare fronte comune per poter uscire indenni da un pericoloso atto di ribellione, culminante in una rocambolesca fuga a causa della quale si ritrovano nelle condizioni di dover essere visibili ma in un luogo ben nascosto. Perché non possono sparire come vorrebbero ma devono necessariamente rendersi invisibili agli occhi di chi le insegue e le vorrebbe eliminare per sempre insieme a segreti che potrebbero minare alle fondamenta un impero economico che fa gola a molti.

E nella rincorsa che percorre tutto il romanzo, l’autrice scinde chiaramente i concetti di bene e male attraverso la collocazione in campi ben distinti dei sentimenti dominanti fra i cacciatori, contraddistinti da un senso di onnipotenza corroborato da ricchezza e conoscenze importanti e quelli che caratterizzano le prede. Prima, fra tutte, una forte empatia che ognuna prova per il vissuto dell’altra che le porta a vivere quella che loro stesse vorrebbero definire una temporanea alleanza, come un’autentica amicizia.
Un legame solido e leale nonostante le reciproche diffidenze e timori di abbandono (se non addirittura di tradimento) che vivono e temono ogniqualvolta un evento imprevisto mette a rischio il fragile equilibrio con il quale rimangono faticosamente appoggiate sul filo di un affilatissimo rasoio.

Non è uno di quei romanzi dove si cerca a tutti i costi il colpo di scena, salvo che nel drammatico finale, ma in cui il lento accumularsi di eventi che aggiungono un grammo in più di pericolo e suspence spinge le protagoniste e il lettore dentro a un tunnel nel quale il chiarore che c’è in fondo pare allontanarsi sempre più, fino a quando la luce appare improvvisa con il disvelarsi della vera natura di chi, architettando un piano diabolico, ha saputo realizzare un delitto (quasi) perfetto.

Mauro Bossi


La scrittrice:
Ruth Ware è una scrittrice inglese, originaria del Sussex. Dopo aver cambiato diversi lavori, ha cominciato a pubblicare romanzi diventati bestseller mondiali. I suoi libri sono tradotti in oltre quaranta lingue e tre dei suoi thriller stanno diventando dei film. La Newton Compton ha pubblicato Una ragazza speciale. The It Girl, L’inganno perfetto. Zero Days, L’ultima coppia e La donna della camera numero 11. Per saperne di più: ruthware.com