Editore Einaudi / Collana Stile libero
Anno 2025
Genere Giallo
136 pagine – brossura e ebook
“Una storia sbagliata” – Einaudi Stile libero – è il nuovo romanzo firmato da Giancarlo De Cataldo. Romanzo breve, per la verità, visto che conta appena 136 pagine.
Teatro della storia che De Cataldo ci racconta è Roma negli anni ’70, bella come e più di adesso e con altrettanti problemi. Sono anni difficili, droghe sempre nuove irrompono nelle strade e nei locali della capitale mietendo vittime giovani e troppo spesso inconsapevoli; in più l’escalation di violenze legate a gruppi estremisti di Destra e di Sinistra arroventa un clima già teso. In questo contesto si muove il vicecommissario Paco Durante, intelligente ma troppo impulsivo, che pur essendo in servizio alla mobile segue casi particolari e delicati alle dirette dipendenze del Pm Gianfelice Agnello, anche lui personaggio singolare. Proprio sulla scrivania del giudice approda il caso di Lucia, una giovane donna apparentemente morta di overdose.
In questa morte c’è, però, qualcosa che non torna, perciò c’è bisogno che Durante indaghi nel giro della droga… ciò che scopre rivela un quadro complesso e torbido che comincia con l’arrivo e la diffusione – tutt’altro che casuale – dell’eroina in Italia e finisce nei meandri del potere, passando per omicidi insabbiati, intrighi internazionali, strani e inafferrabili individui, corruzione e fili mossi da burattinai altrettanto mimetizzati e scafati. Teatro di questa partita di scacchi all’ultima mossa è la città eterna, Roma, con tutta la sua bellezza e le sue mille contraddizioni, che, a differenza mia e di molti altri lettori, queste vicende le ha viste accadere.
A differenza di Roma che è sempre lì accada quel che accada, noi altri fatichiamo non poco a seguire De Cataldo nei molti – e tutto sommato superficiali sebbene puntuali – riferimenti a fatti e persone concatenati tra loro e – quasi certamente – realmente esistiti… avrebbe forse appesantito un po’ il ritmo narrativo, ma qualche indicazione chiarificatrice in più non avrebbe guastato e avrebbe invogliato di più ad approfondire, devo dirlo. Sebbene il tutto sia raccontato molto – troppo – brevemente, la storia poi è interessantissima e, oltre alle grandi questioni nazionali e internazionali (omicidio Moro, BR, altri altri attentati e connessioni criminali nascenti), si sofferma anche sulla piccola criminalità, quella che infesta le strade e strappa vite innocenti, di malcapitati inconsapevoli dei rischi cui andavano in contro o troppo disperati per curarsene.
De Cataldo dimostra, qui, in modo efficace e chiaro, il collegamento tra questi reati e la grande criminalità organizzata, che è tutt’altro che astratta e si conquista spazi in maniera tentacolare. Ecco, anche qui qualche pagina in più non avrebbe guastato, ma in fondo lo scopo è raggiunto: il libro fa riflettere, informa, racconta eventi e dinamiche… e soprattutto fa riflettere, fa pensare a quanto lunga possa essere l’ombra del malaffare, della corruzione, dello strapotere occulto. E a questa riflessione non può che condurci lo stesso stile di De Cataldo: fintamente freddo e smaliziato, chiaro, preciso, limpido. Sì, magari per brevità tanti fatti noti sono stati solo accennati, ma il senso morale che emerge da questo libro è, come sempre con quest’autore, tanto evidente quanto spiccato e inappuntabile.
Impossibile, leggendo il titolo del libro, non pensare all’omonima canzone di De André, scritta nel ’95 e dedicata a Pasolini e allo scempio mediatico che si fece della sua morte. Il contesto è lo stesso – Roma negli anni ’70 -, la canzone però parla d’altro, tuttavia il titolo è davvero appropriato, anche per tanti riferimenti e scelte narrative che meglio si comprendono nel finale. Inevitabile pensare che anche questa sia una storia sbagliata. “Una storia vestita di nero, una storia da basso impero, una storia mica male insabbiata, una storia sbagliata”.
Rossella Lazzari
Lo scrittore:
Giancarlo De Cataldo è nato a Taranto e vive a Roma. Ha scritto romanzi e saggi di grande successo; da molti suoi libri sono stati tratti film, documentari e serie tv internazionali. È tradotto in tutto il mondo. Per Einaudi ha pubblicato: Teneri assassini (2000); Romanzo criminale (2002 e 2013); Nero come il cuore (2006, il suo romanzo di esordio); Nelle mani giuste (2007); Onora il padre. Quarto comandamento (2008) ; Il padre e lo straniero (2010); con Mimmo Rafele, La forma della paura (2009);Trilogia criminale (2009); I Traditori (2010); con Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli, Giudici (2011); Io sono il Libanese (2012 e 2013); con Massimo Carlotto e Gianrico Carofiglio, Cocaina (2013); Giochi criminali (2014, con Maurizio de Giovanni, Diego De Silva e Carlo Lucarelli); Nell’ombra e nella luce (2014); con Carlo Bonini, Suburra (2013 e 2017, diventato prima un film di Stefano Sollima, poi una serie diffusa in centonovanta Paesi da Netflix) e La notte di Roma (2015); con Steve Della Casa e Giordano Saviotti, la graphic novel Acido fenico (2016); L’agente del caos (2018); Una storia sbagliata (2025) e il ciclo con protagonista il Pm romano Manrico Spinori: Io sono il castigo (2020 e 2023), Un cuore sleale (2020 e 2023), Il suo freddo pianto (2021 e 2023), Colpo di ritorno (2023 e 2024), Il bacio del calabrone (2024 e 2025) e Un cadavere in cucina (2025); con Cristina Cassar Scalia e Maurizio de Giovanni, il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (2020) e La svedese (2022). Ha curato le antologie Crimini (2005) e Crimini italiani (2008). Nel 2019 sono usciti Alba nera (Rizzoli) e Quasi per caso (Mondadori). Insieme a Graziano Diana ha diretto il documentario Il combattente – Come si diventa Pertini, tratto dal suo libro omonimo (Rizzoli 2014).












