Editore 21lettere
Anno 2025
Genere Gialli e Thriller
360 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Stefano Ternavasio
Walter Mosley è uno degli scrittori americani più importanti degli ultimi quarant’anni. Autore prolifico e intellettualmente trasversale, Mosley ha attraversato con disinvoltura generi diversi — dal noir al romanzo storico, dalla fantascienza alla narrativa sociale — mantenendo sempre una forte impronta morale e politica. È universalmente noto per la serie di Easy Rawlins, ambientata nella Los Angeles del dopoguerra, che ha ridefinito il romanzo hardboiled americano inserendovi con forza la questione razziale e l’esperienza afroamericana. Con la saga di Leonid McGill, iniziata nel nuovo millennio, Mosley sposta lo sguardo a New York e affronta temi ancora più intimi: la colpa, il desiderio di redenzione e l’impossibilità di recidere davvero il legame con il proprio passato.
La trama in breve. Leonid Trotter McGill è un investigatore privato di New York che vive sotto il peso di un passato criminale che non concede amnistie. Quando Alphonse Rinaldo, un uomo potentissimo, invisibile e intoccabile gli affida l’incarico di rintracciare una giovane donna scomparsa, McGill intuisce subito che non si tratta di un semplice favore. L’indagine lo trascina rapidamente in una rete di violenza, omicidi e manipolazioni, dove ogni pista apre nuovi abissi e ogni risposta genera un pericolo maggiore. Più McGill si avvicina alla verità, più diventa chiaro che qualcuno sta muovendo i fili molto più in alto, e che il prezzo della disobbedienza potrebbe essere definitivo. A complicare tutto c’è la sua vita privata, fragile quanto l’indagine stessa: un matrimonio ricomposto ma mai guarito, figli che riflettono le sue colpe come uno specchio deformante, relazioni irrisolte che riaffiorano nel momento peggiore. Il confine tra il lavoro e la vita personale si dissolve, e McGill è costretto a confrontarsi non solo con il male che indaga, ma con quello che ha seminato negli anni. In una New York descritta come un organismo predatorio — dove potere, denaro e paura convivono senza ipocrisie — la ricerca di una donna scomparsa diventa il pretesto per un confronto più ampio. Fino a che punto è possibile redimersi? E quanto costa, davvero, provare a essere migliori in un mondo che prospera sull’assenza di scrupoli?
“Avevo rinunciato a preoccuparmi della mia mortalità ormai da molto tempo.”
Il male è di famiglia è un romanzo noir solo in apparenza. Sotto la struttura del giallo urbano, Walter Mosley costruisce un’opera profondamente esistenziale, che usa il genere come lente per osservare la fragilità dell’uomo contemporaneo. Leonid McGill non è un detective alla ricerca della giustizia, né un cavaliere solitario alla maniera classica: è un uomo che tenta, con fatica e ostinazione, di non essere peggiore di ciò che è stato. Mosley porta qui a maturazione il progetto avviato con La lunga caduta, primo romanzo della saga. Se lì il lettore era chiamato a conoscere McGill e il suo mondo, in Il male è di famiglia l’autore complica ulteriormente la materia, stratificando trame, personaggi e dilemmi morali. L’indagine centrale, volutamente tortuosa, conta meno del modo in cui McGill la attraversa: stanco, dolorante, consapevole che ogni passo avanti implica una nuova compromissione. Il vero centro del romanzo è il senso di colpa. McGill è ossessionato dalle vite che ha rovinato quando lavorava per il crimine organizzato, e questa ossessione lo spinge a intervenire, a proteggere, a esporsi anche quando sarebbe più saggio tirarsi indietro. In questo senso, il libro dialoga apertamente con altre opere di Mosley. In Always Outnumbered, Always Outgunned, l’autore aveva già raccontato attraverso il personaggio di Socrates Fortlow la difficile strada dell’espiazione, nel solco della tradizione morale del noir classico, da Chandler a Hammett, ma senza nostalgia o imitazione.
“La storia guida le mani di tutti gli uomini.”
Lo stile della narrazione è asciutto, ironico, spesso brutale. Mosley alterna dialoghi rapidi e taglienti a improvvise aperture riflessive, in cui McGill osserva la società americana — il potere, la ricchezza, la razza, la violenza istituzionale — con uno sguardo disincantato. New York non è solo un’ambientazione: è un organismo vivo, corrotto e affascinante, dove l’alta finanza e il degrado urbano condividono la stessa logica predatoria. Particolarmente riuscito è il ritratto della famiglia di McGill. Il titolo non è metaforico: il male per Mosley si trasmette, si eredita, si infiltra nei rapporti affettivi. I figli, la moglie Katrina, le relazioni sentimentali irrisolte non sono semplici sottotrame, ma il riflesso concreto delle scelte di Leonid. In questo, Mosley rompe con la tradizione del detective isolato e costruisce un protagonista circondato da legami che lo rendono vulnerabile.
“Ero colpevole e sapevo che avrei dovuto pagare il fio.”
La trama può apparire a volte sovraccarica, e alcune soluzioni narrative risultano meno incisive di singole scene memorabili. Ma è una scelta consapevole. Lo scrittore americano non cerca la perfezione meccanica del giallo. Preferisce il disordine della vita reale, dove i conti raramente tornano e la giustizia è sempre parziale. Il male è di famiglia è quindi un romanzo ambizioso, imperfetto e profondamente umano. È un noir che rifiuta la consolazione, un libro che parla di potere e violenza, ma soprattutto di responsabilità e fallimento. Leonid McGill emerge come una delle figure più complesse della narrativa crime contemporanea. Non è un eroe, non è un antieroe, ma solo un uomo che lotta per restare a galla. Mosley conferma qui la sua capacità di usare il genere per dire qualcosa di essenziale sull’America di oggi e sull’animo umano. Un libro che richiede attenzione e pazienza, ma che ripaga con una densità morale e letteraria rara nel panorama del thriller moderno.
Andrea Novelli
Lo scrittore:
Walter Mosley, prolifico e versatile autore losangelino, ha all’attivo più di sessanta pubblicazioni che spaziano tra i più svariati generi e sono state tradotte in venticinque lingue. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui un Grammy, il National Book Award alla carriera e l’ammissione alla New York State Writers Hall of Fame.
21lettere ha pubblicato, dello stesso autore: Il diavolo in blu, La farfalla bianca e Betty la nera appartenenti alla serie di Easy Rawlins, oltre a Gli ultimi giorni di Tolomeo Grey.












