Editore Mondadori / Collana Il giallo Mondadori
Anno 2026
Genere Hard Boiled
492 pagine – brossura e ebook
Spesso si pensa, sbagliando, di essere preparati ad affrontare qualsiasi evento ci capiti. Un po’ per indole, per carattere, per l’abitudine con cui fronteggiamo ogni ostacolo o cerchiamo di risolvere ogni problema. Ma può succedere, purtroppo, di trovarsi davanti l’impensato, qualcosa che credevamo non sarebbe mai potuto accadere a noi o a chi amiamo. E a volte è una strada senza ritorno, un fatto a cui non c’è rimedio. E questa nuova consapevolezza, comunque difficile da accettare, ci cambia. Trasformarsi, nemmeno lentamente, in chi non avremmo mai immaginato di diventare, è l’unico percorso possibile, pur riconoscendolo per quello giusto. Ma fare la cosa giusta non è più accettabile.
“Non è vero che l’essere umano è capace di abituarsi a tutto. O forse sì, ma per farlo deve rinunciare a parti consistenti di sé, e non tutti sono disposti ad accettare un simile compromesso.”
Sembra che Milano stia sviluppando un cuore nero idoneo a violenze impensabili. Mentre Rudi Carrera, vice commissario, indaga sulla realtà in cui si muoveva una sua informatrice di nome Teresa, per la cui morte per overdose si sente responsabile, fuori dal cimitero di Lambrate viene trovato il cadavere di un immigrato a cui sono stati espiantati chirurgicamente reni e fegato. Questo dà il via a un’indagine difficile che porterà la squadra di Carrera a confrontarsi con una realtà spietata quanto disperata dove alcuni principi fondamentali umani, etici e sociali vengono fatti a pezzi. La verità però necessita di essere portata alla luce. Ma a quale prezzo?
“I morti innocenti: gli unici che non lo lasciavano mai.”
“Uomini a pezzi”, quarto romanzo della serie con protagonista Rudi Carrera, è un hard-boiled a pieno titolo, sia per quanto riguarda l’incedere della narrazione che lo stile di scrittura. In questo caso non ho potuto fare a meno di apprezzare la costruzione della storia per quello che vuole significare e per la caratterizzazione di personaggi divisi tra luci e ombre, che non sanno più pronunciare la parola speranza e che vivono alimentati da un odio capace solo di avvelenare.
Milano non è sfondo ma protagonista. Un’ambientazione viva e pulsante, che alterna grattacieli scintillanti a scantinati bui macchiati di sangue innocente. Una società sempre più multietnica ma non attrezzata per concedere pari opportunità a tutti, dove trovare il modo di sopravvivere coincide troppo spesso con ciò che non è lecito e dove c’è sempre chi è pronto a sfruttare per il proprio tornaconto. Contrasti che spaventano ma che funzionano in un romanzo nero come questo.
Una storia che mescola sentimenti forti come astio, vendetta, disperazione, abbandono, solitudine. E sul fondo di questi scorre una vena che ho percepito come silenziosa ma impetuosa che è quella dell’amore, quel tipo di amore radicato nelle nostre origini, primordiale e la cui improvvisa assenza lo trasforma letteralmente nel suo opposto, unica presenza possibile per ogni successivo giorno di quella che non si può più chiamare vita.
“Il suo odio: tutto ciò che gli restava.”
Federica Politi
Lo scrittore:
Alessandro Bongiorni è nato a Milano nel 1985. È giornalista pubblicista. È autore di quattro romanzi con protagonista Rudi Carrera – La sentenza della polvere (Piemme, 2014, il Giallo Mondadori, 2025), Niente è mai acqua passata (Frassinelli, 2016, vincitore del premio Zocca Giovani), Favola per rinnegati (il Giallo Mondadori, 2023), Uomini a pezzi (il Giallo Mondadori, 2026)-, e di Strani eroi (Frassinelli, 2018, vincitore premio Giovani Autori Comitato Claudio De Albertis). Ha inoltre lavorato come ghostwriter per diversi libri di fiction e non fiction.












