Editore Cliquot / Collana Biblioteca 24
Anno 2026
Genere Weird
288 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Federico Cenci e Lucrezia Pei
Prefazione di Riccardo Nuziale, docente e divulgatore cinematografico.
È un uomo anziano, lontano da una grande città, forse sente di essere alla fine della sua vita. Forse proprio per questo comincia a ricordare di quando era un giovane assicuratore, a Londra, la città rumorosa una generazione dopo la fine della Grande guerra, nell’Inghilterra che ha ancora un impero e pensa di essere la capitale del mondo. Ricorda e racconta come il mondo è cambiato, e tutta la sua vita, in quell’anno e le sue settimane e mesi terribili, destabilizzanti, di incredulità e incomprensione e isteria di massa, che cominciarono il giorno in cui arrivarono gli uccelli.
Questo era lo spirito del mio mondo, e via via che, ogni giorno, venivo condotto al suo centro brulicante, la mia insoddisfazione cresceva. Ricordo benissimo di una giornata particolare; quel fatidico giorno d’estate in cui sedevo sul tetto dell’ufficio consumando un pranzo a base di pane e formaggio e fissavo la City dall’alto chiedendomi come, da uno scenario così sereno, potesse scoppiare tanto disordine.
L’innominato protagonista de Gli Uccelli di Frank Baker racconta la sua vita come assicuratore marittimo nella Londra degli del 1930 e lo fa con la lucidità, chiarezza e capacità evocativa di una voce tra più mondi. Una vita costretta in un lavoro da impiegato alienante, senza vere prospettive, della difficoltà per un giovane bisessuale in una società che è moderna e insieme ancora oppressiva, una società di benessere e diseguaglianze in cui frustrazione e violenza appena repressa sembra stia per esplodere. Un protagonista sognatore, con aspirazioni letterarie, che spesso appare nel romanzo anglosassone fantastico e gotico, nato nell’epoca sbagliata. Il ritmo del sogno tormentato e del ricordo si svolge in tutto il romanzo con una scrittura moderna e allo stesso tempo influenzata da Arthur Machen e il romanzo fantastico dell’Ottocento. Il tenore quasi onirico si interrompe con l’arrivo, meglio l’apparizione, di immensi stormi di quelli che sembrano uccelli.
Lentamente e poi all’improvviso il quotidiano e il sogno lasciano il posto all’incubo di una catastrofe incontenibile e non mitigabile che diventa un’apocalisse. Terribili e insieme bellissime le scene in cui gli uccelli attaccano gli esseri umani ma quelli sono momenti di rara azione. La bravura di Frank Baker è grande nel combinare ignoto e weirdness, in un perturbante come profondamente alieno, insidioso, terrificante, creando un orrore fantastico originale e interessante, globale, le estreme conseguenze del romanzo catastrofico. L’escalation, il comportamento degli uccelli e della popolazione umana, sono un attacco alla natura, al mondo, alla realtà come la elaboriamo, forse pure allo spirito e all’anima. Al lettore e alla lettrice può sorgere il sospetto che gli uccelli siano stati attirati da qualcosa dell’inconscio degli umani. La magnitudine dell’evento catastrofico e la natura del “mostro” è davvero molto diversa dal racconto della Du Maurier come dal survival thriller di Hitchcock. Gli uccelli di Baker sono della stessa natura dei conigli bianchi di VanderMeer.
In quanti avevano già sentito il rumore di un becco che picchiettava sul vetro e adesso non lo riconoscevano! Forse la grandine è fatta della stessa sostanza del becco di un uccello?
Allora echeggiò un grido. Sentimmo, debole, il fragore di qualche vetro infranto che cade a terra. Sentimmo un aspro gracchiare di gioia maligna. Migliaia di ali sbatterono all’unisono.
Non sappiamo quale ansia ecologica, di specie e di fine impero abbia evocato dall’immaginario profondo l’idea creativa di questi e di altri uccelli ma certamente quelli di Frank Baker meritano, per originalità e scrittura, più attenzione. Il romanzo si presenta in un’edizione su cui l’editore ha dedicato molta cura, in una bella carta e una copertina appropriata, cura di quasi altri tempi editoriali. Gli Uccelli di Baker è un romanzo tra il weird classico e il new weird, della modernità che subisce una vendetta dell’inconoscibile, è una bella lettura per gli amanti del genere e un riferimento importante per cultori e critici.
Antonio Vena
Lo scrittore:
Frank Baker (Londra 1908-1983) è stato autore di quindici romanzi fra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, a lungo dimenticati e oggi in via di riscoperta. Da giovanissimo trovò impiego nel settore delle assicurazioni marittime nella City di Londra, mentre in seguito lavorò come organista di chiesa. Entrambe le esperienze confluirono nel romanzo Gli uccelli (The Birds, 1936), che sebbene alla pubblicazione vendette solo trecento copie, fu in parte rivalutato dopo l’uscita del celebre film omonimo di Alfred Hitchcock nel 1963. L’opera che tuttavia diede maggiore notorietà all’autore fu Miss Hargreaves (1940), altro romanzo dai toni fantastici. Negli ultimi due decenni della sua vita, Baker si dedicò alla saggistica e a scrivere testi per la televisione.












