Carmine Mari – Morte sulla Joannis

200

Editore Homo Scrivens / Collana Gatti neri e vicoli bui
Anno 2025
Genere Thriller storico
368 pagine – brossura


A ridosso del primo conflitto mondiale, in un clima particolare in cui l’Italia è in guerra con la Libia e in Armenia i Giovani Turchi hanno instaurato un clima di terrore, nel porto di Salerno, a causa del maltempo, approda una nave con passeggeri provenienti da diverse nazioni. Giunta in porto, la nave Joannis diventa luogo di un fatto increscioso: nella cabina n. 4 vengono trovati uccisi con colpi di arma da fuoco due uomini: Astryan, un intellettuale armeno/russo e Bennet, un commerciante inglese amante della fotografia.
Il fatto che vi siano due uomini uccisi all’interno della stessa cabina, con la stessa arma potrebbe non creare sorpresa, l’anomalia è nel proiettile. Infatti i due uomini sono stati freddati da proiettili diversi, inoltre fra i due non vi è apparente legame e dunque è oscuro anche il movente.

Indagano sul caso il commissario lombardo Merli e il cronista Edoardo Scannapieco che al mestiere di reporter affianca il lavoro come concierge tuttofare all’Hotel d’Angleterre, albergo in cui vengono ospitati i passeggeri della Joannis. L’hotel sarà teatro di passioni amorose, sguardi maliziosi, intrighi, seduzioni, buon cibo e l’omicidio di un altro passeggero, questa volta un belga. Gli interrogatori apriranno il sipario su probabili implicazioni dei servizi segreti e traffici illeciti apparentemente inutili alla soluzione del caso. Ma sarà davvero così?

Mari con questo romanzo apre una vetrina sulla storia dei primi del Novecento affrontando, grazie ai suoi personaggi, alcune delle questioni che hanno interessato l’Italia in quegli anni. Nei primi decenni del secolo scorso cominciavano a diffondersi le idee delle suffragette, delle lotte sindacali per le condizioni degli operai e per quelle ancor più deprecabili delle donne operaie toccando la delicata questione dello sfruttamento minorile. A questo si aggiunge lo sguardo sulla questione troppo poco affrontata della questione Armena e le conseguenze che ha provocato. Infine ho trovato interessante la costruzione dei personaggi femminili. Donne forti, determinate e soprattutto emancipate fuori dagli schemi che determinano il proprio e l’altrui destino.

Un bel romanzo che ha tutto: innanzitutto una bella storia ma anche suspense, passione, e ironia con quello spirito “protettore di Santo Strafotte” cui qualche volta dovremmo votarci tutti. L’autore ci aveva già immersi nelle atmosfere dell’Hotel d’Angleterre con il romanzo omonimo, e con Morte sulla Joannis dimostra di conoscere non solo la Salerno del 1911 ma anche e soprattutto gli scenari della storia coeva ai fatti narrati al punto che la microstoria verosimile si insinua nella realtà storica con naturalezza e coesione e nel lettore può insinuarsi il sospetto che la vicenda narrata sia effettivamente accaduta,

Luciana Fredella


Lo scrittore:
Carmine Mari vive e lavora a Salerno. Fra i suoi romanzi Hotel d’Angleterre (2021), vincitore del premio letterario Giallo al centro di Rieti; Il fiore di Minerva (2022); L’alfiere d’Oriente (2024). Gatti neri e vicoli bui: Collana di narrativa in giallo e noir.