Editore Fazi / Collana Darkside
Anno 2026
Genere Thriller
276 pagine – brossura e ebook
Michele Navarra torna in libreria con il suo personaggio cult, l’Avvocato Alessandro Gordiani, di cui ormai siamo al decimo capitolo.
La trama del romanzo ruota tutta intorno a un episodio di “morte bianca”: un operaio precipita da un tetto durante dei lavori di manutenzione e della sua morte ne viene accusato Umberto Boni, nuovo compagno di Chiara, ex moglie di Gordiani.
Il protagonista sta subendo una crisi personale e professionale, ed è sempre più convinto ad abbandonare la professione, ma l’intervento della figlia Ilaria, anche lei avvocato, lo convince ad occuparsi del caso.
Appena i due, coadiuvati dalla sempre presente Patrizia, cominciano a indagare si trovano davanti a depistaggi, minacce e segreti, che trasformano quello che sembrava apparentemente un incidente in qualcosa di molto più complesso.
Navarra scrive thriller giudiziari molto legati alla pratica forense – lui è stesso è un avvocato penalista – e nei romanzi con protagonista Gordiani mescola procedura legale, tensione morale e critica sociale. In questo romanzo il tema centrale è proprio il confine tra la giustizia “formale” e la “responsabilità umana”, con particolare attenzione alla sicurezza sul lavoro e al senso di colpa del protagonista.
Gordiani è il vero centro emotivo del libro. Nei precedenti romanzi lo abbiamo visto brillante ma anche tormentato; in questo episodio appare più stanco, quasi svuotato. La sua non è solo una crisi professionale ma anche esistenziale.
All’inizio sembra voler abbandonare tutto: il lavoro, la lotta continua dentro ai tribunali, la responsabilità di difendere delle persone, soprattutto quelle ambigue. Il caso di Boni, però lo costringe a interrogarsi su una domanda fondamentale: “Un avvocato deve difendere il cliente o la verità?”
Gordiani è un personaggio “di confine”: non è un classico super-eroe, non è un cinico, anzi, ma non è nemmeno completamente innocente. È un uomo che conosce i meccanismi della giustizia da ben sapere che spesso la verità procedurale non coincide con la verità reale.
Nel romanzo emerge anche il suo lato paterno. Il rapporto con la figlia Ilaria è uno degli elementi che gli impediscono di arrendersi alla sua depressione, al suo allontanamento e a riprendere in mano la vita e la carriera. In questo senso, Gordiani, è un personaggio molto umano, segnato da una fatica “morale” più che dall’azione.
Due gli altri personaggi resi interessanti dalla storia.
Il personaggio di Boni è interessante, perché Navarra lo interpreta in una maniera particolare: non è una vittima, ma nemmeno innocente. Anche se nel romanzo rimane quasi sullo sfondo, la sua figura crea una tensione continua: Gordiani non è così certo della sua innocenza e questo alternarsi di sospetto da una parte ed empatia dall’altra, rendono il personaggio sopra le righe anche per il lettore che legge la sua storia. Boni è il classico imprenditore italiano, quello di cui noi tutti ci siamo fatti un’idea, fatto di compromessi, responsabilità scaricate verso il basso, e zone grigie nella sicurezza sul lavoro.
E poi c’è Ilaria. Il suo è un ruolo molto simbolico. È la persona che tende una mano al padre e lo aiuta a rialzarsi. Rappresenta la nuova generazione con un occhio diverso, meno disilluso. Crede ancora che valga la pena schierarsi. Il titolo stesso del romanzo, Dalla stessa parte, assume un senso: dalla parte di chi bisogna schierarsi? Della legge? Della famiglia? Della verità o della propria coscienza?
D’altronde lo sappiamo e Navarra ce lo ha raccontato più volte, la giustizia non è mai semplice; il sistema giudiziario è fatto di “persone” che possono essere più o meno fragili, più o meno fallibili. Ogni persona, proprio perché è un essere umano, porta con sé interessi, paure e ambizioni.
Lo stile di scrittura è scorrevole anche nelle parti più tecniche legate alle procedure legali, con dialoghi brillanti e punteggiati da una sottile ironia. L’uso del dialetto e i riferimenti musicali arricchiscono l’introspezione psicologica del protagonista.
Il libro è consigliato non solo agli amanti del genere “legal”, ma a chi cerca una lettura che interroghi la coscienza e rifletta sulle zone d’ombra della giustizia italiana.
Silvia Marcaurelio
Lo scrittore:
Michele Navarra è un avvocato penalista dal 1992. Nel corso della sua carriera ha avuto modo di seguire in prima persona alcune delle vicende giudiziarie più importanti della storia italiana, dalla strage di Ustica ai fatti della Uno bianca. Ha inventato la figura dell’Avvocato Alessandro Gordiani, personaggio ricorrente nei suoi legal thriller, penalista coscienzioso che si divide tra le pesanti responsabilità della professione e la sua indole ironica e scherzosa. Tra le sue pubblicazioni: Solo Dio è innocente (2020), Nella tana del serpente (2021), Il peso del coraggio (2023), Per non aver commesso il fatto (2024), tutti editi da Fazi nella Collana Darkside.












