Patrizia Debicke Van der Noot – L’inglese di Tiziano

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Editore AltreVoci edizioni / Collana Altri tempi
Anno 2026
Genere Noir storico
310 pagine – brossura e ebook


L’inglese di Tiziano o l’uomo dagli occhi glauchi si può, già, ammirare sulla splendida copertina dove su fondo scuro campeggia la figura di un uomo rinascimentale, un aristocratico molto attraente, fiero e dallo sguardo intenso ed enigmatico che il maestro Tiziano Vecellio realizzò tra il 1540 e il 1545.
Il romanzo si apre con la descrizione del gelido inverno inglese del febbraio 1543 con la persona di William Cyssel, giovane studioso segnato da una perdita dolorosa che cambierà radicalmente il suo destino. Il suo percorso, da uomo di studio a figura sempre più coinvolta nei precari equilibri politici della corte di Enrico VIII, giunto alla sua sesta moglie e segnato da una fragilissima salute mentale.
La figura di Enrico VIII aleggerà sullo sfondo per tutto il romanzo e non per questo si può considerare meno importante per lo svolgersi degli eventi.

Al centro del romanzo troviamo, in realtà, il personaggio tanto affascinante quanto sfuggente di Lord Francis Templeton, figlioccio di Thomas Howard, duca di Norfolk.
Il nostro amato sovrano si è compiaciuto di affidare a Lord Francis Templeton un importante incarico. Lord Templeton sarà il nostro osservatore presso il Concilio… Durante la sua visita a Venezia, Lord Francis Templeton intende incontrare il celebre pittore Tiziano Vecellio, per commissionargli il suo ritratto.
Ufficialmente il suo viaggio in Italia ha come scopo quello di farsi ritrarre dal maestro Tiziano. In realtà, dietro questa motivazione si nasconde una missione molto più complessa e pericolosa in cui si annidano grandi intrighi di potere e religiosi che si dipaneranno lungo tutta la successione degli eventi.
La figura di Tiziano Vecellio con la sua arte, i suoi capolavori, la sua bottega fa non solo da “cornice” al romanzo ma soprattutto rappresenta quella genialità artistica, quel senso del bello e quella sensibilità emotiva che hanno fatto dell’Italia la culla del Rinascimento e la culla dell’Arte.

Venezia è la prima tappa di questa delicata e rischiosa impresa. Nella suggestiva cornice del Carnevale veneziano, tra maschere e feste a Palazzo Ducale, Lord Templeton si trova coinvolto in una rete di eventi che lo conducono fino a Roma, la città eterna dove stringerà una profonda amicizia con il cardinale Alessandro Farnese, nipote del Papa Paolo III. E i veri obiettivi del suo viaggio emergeranno definitivamente non senza il sopraggiungere di nuovi terribili pericoli.
Una Roma così ben descritta da rendere palpabile il suo fascino architettonico ma soprattutto umano anche se, a volte, un po’ insidioso.
Siamo nel 1545, la situazione politica in Europa è caratterizzata da una profonda frattura religiosa e da intensi conflitti di potere, con l’imperatore Carlo V che tenta di mantenere l’unità cattolica contro la diffusione del protestantesimo. A dicembre si apre il Concilio di Trento, convocato da Papa Paolo III, con lo scopo di riformare la Chiesa cattolica e definire i dogmi in risposta alle dottrine luterane e calviniste.

L’ambientazione storica del romanzo è molto precisa e ben ricostruita e denota un rigoroso e capillare lavoro di ricerca e di documentazione non solo storica ma anche architettonica, artistica e dei costumi dell’epoca da parte dell’autrice. Grazie a questo la credibilità della narrazione e degli stessi personaggi, il rapporto tra finzione e realtà storica risultano essere molto solidi e equilibrati.
Anche la costruzione dei personaggi è molto accurata e ben riuscita così da renderli, tutti indistintamente, vivi, credibili mai scontati e soprattutto con una loro identità e personalità den definite da scongiurare il decadere in sgraziate caricature.
Particolarmente interessanti e intriganti sono le figure di Lord Templeton così affascinante ma nello stesso tempo così sfuggente ed enigmatico e quella del cardinale Alessandro Farnese, il Gran Cardinale, figura di spicco del Rinascimento italiano nonché figura chiave della Controriforma e qui sicuramente un coprotagonista nella “vicenda romana” di questo romanzo. Il Farnese ben rappresenta l’uomo di Chiesa rinascimentale con i suoi vizi e le sue virtù ma anche dall’elevata statura politica, diplomatica e culturale.

La scrittura della Debicke è ricca e fluida con alternanza di descrizioni e di dialoghi che rendono la lettura piacevole e coinvolgente. Il ritmo è sempre sostenuto: colpi di scena, intrighi e momenti di forte tensione e pericolo tengono sempre alta l’attenzione e la curiosità del lettore convinto che stia sempre per accadere qualcosa di inaspettato.
Sono molteplici gli elementi che contribuiscono a fare di un romanzo storico un’opera degna di questo appellativo ma, soprattutto, la difficoltà consiste nel riuscire a incastrarli tutti con coerenza, equilibrio e maestria per ottenere, così, una narrazione coinvolgente, profonda e costruttiva. Patrizia Debicke van der Noot ci è sempre riuscita molto bene non deludendo mai le aspettative dei suoi lettori e, ovviamente, non lo ha fatto nemmeno questa volta con il suo L’inglese di Tiziano.

Benedetta Borghi


La scrittrice:
Patrizia Debicke van der Noot è nata a Firenze e dopo varie esperienze lavorative dal 2003 si dedica alla scrittura. Ha viaggiato molto e ha trascorso la sua vita sia in Italia che all’estero.
Ha scritto romanzi, gialli, gialli storici con Corbaccio (tra cui L’uomo dagli occhi glauchi ora ripubblicato da AltreVoci con il titolo L’Inglese di Tiziano), TEA, Todaro e AliRibelli, e racconti per antologie e racconti lunghi pubblicati in e-book con Milano Nera e Delos Digital. Ha vinto diversi premi, tra cui il Premio alla carriera al IX Premio Europa nel 2012 e il premio della critica al Premio Internazionale “Michelangelo Buonarroti” di Seravvezza nel 2015 per La sentinella del papa. Nel 2022 si classifica seconda al Liberi di Scrivere Award con Il segreto del calice fiammingo e nel 2025 vince il Premio Selezione IusArteLibri e Festival 2025 per la sezione “Storie Nobili e Nobiliari”.
È collaboratore editoriale di Writers Magazine Italia, Milano Nera, Contorni di noir, Libro guerriero e Liberi di Scrivere, e coordinatore e conduttore per il Festival del Giallo di Pistoia. Tiene conferenze storiche per il FAI, per gli Istituti Italiani di Cultura di Francia e Lussemburgo, per l’Università del Lussemburgo. Conduce workshop di scrittura per scuole medie e superiori.