Editore SEM / Collana SEM Classic
Anno 2026
Genere Thriller/noir
304 pagine – brossura e ebook
Dopo aver concluso un romanzo scritto da Patrick Fogli rimane come la sensazione che da quel momento in poi non potrai che cercare una storia altrettanto potente e stratificata come quella di “Le chiavi di casa”.
Difficile esprimere un’opinione tra il gradimento della storia o del personaggio che l’autore ha creato negli anni, il suo Gabriele Riccardi, perché sono talmente in simbiosi una nell’altro che ci voleva proprio Riccardi per essere protagonista e ci voleva proprio questa storia per Riccardi.
Lo conferma Fogli stesso, in una sua intervista che, per le caratteristiche dell’ex poliziotto, ora gestore del ristorante Lavori in corso a Bologna, per la sua ricerca della verità e di raccontare il mondo dal suo punto di vista e magari cercare di cambiarlo per quanto possibile, per intervenire con chi gli chiede aiuto, Riccardi è l’uomo giusto.
In breve: Lorenzo Verratti, un senzatetto, muore fra le braccia di Gabriele fuori dal suo locale. Sembra cercasse proprio lui. Tutto quello che ha a che fare con la sua morte porta alla famiglia Landi, morta molti anni prima nell’incendio della loro casa. La sorella della vittima gli chiede di indagare, anche se ormai Riccardi ha cambiato vita: gestisce il locale, vive con Martina, avvocato che gestisce una casa rifugio per donne maltrattate insieme alle sue socie, cerca in qualche modo di espiare le colpe del suo passato, placando quei demoni che ben conosce ma che non può reprimere.
“Non posso stare dentro, non riesco a starne fuori. È sempre la stessa storia. C’è qualcosa che si ripropone ogni volta che la violenza intacca la mia bolla. Un senso di colpa per quello che sono e che ho fatto.”
Non voglio anticiparvi di più sulla trama, articolata e costruita non dimenticando di riannodare tutti quei fili di Arianna che portano all’epilogo finale. Fogli è abilissimo nel condurci in un labirinto nel quale semina una serie di sottotrame, che chiameremo casette, dandoci in mano un mazzo di chiavi che le apre tutte ma, attenzione, non vi dirà a quale chiave corrisponde ogni serratura, almeno fino a un certo punto.
Questa suspense rende il plot molto dinamico e ricco di spunti di riflessione, rendendo ogni percorso intriso di particolari e attenzione ai dettagli.
Vi capiterà di fare delle soste e rileggere frasi che dovrete appuntare, per la bellezza delle parole.
Patrick Fogli, vincitore del Premio Scerbanenco nel 2018 con il romanzo “A chi appartiene la notte” (Baldini + Castoldi), ingegnere elettronico per necessità e scrittore per passione, creatore insieme a Massimo Carlotto di Scritture DeGeneri (che vi consiglio di seguire su Gli Stati Generali dell’Immaginazione) mi disse durante un’intervista: “Spero che il lettore entri così dentro quello che scrivo da sentirselo addosso.”
Ed è proprio questa la sensazione: di entrare nelle pieghe della storia a gamba tesa, nelle vicissitudini del protagonista ma anche di chiunque ruoti intorno alla sua vita. Si parla di famiglia, delle tragedie che si consumano dietro tante porte e che nessuno può immaginare, del senso di colpa che si avviluppa attorno ai protagonisti, del delirio di onnipotenza che spegne ogni campanello di allarme e cela i pericoli che si nascondono. Di due metà che diventano due solitudini. Della fragilità dell’uomo, delle cicatrici che restano e che fanno ancora male, del Male che si camuffa in Bene e saranno tutti pronti a sorridere e applaudire. Del controllo che i personaggi credono di avere della propria vita. A chi cerca di costruire un ordine mentale per contrastare il caos.
Si percepisce che c’è stato un grande lavoro dietro alla costruzione di questo romanzo, due anni di gestazione, di cura, di pazienza, che hanno portato a un ottimo risultato. Assolutamente da leggere.
Siamo fatti del male che abbiamo ricevuto.
Cecilia Lavopa
Se volete saperne di più, presenterò l’autore alla Libreria Feltrinelli di Milano, in Viale Sabotino n. 28, giovedì 18 giugno alle 18:30.
Lo scrittore:
Patrick Fogli è nato nel 1971 a Bologna e vive sull’Appennino reggiano. Laureato in ingegneria elettronica, ha scritto più di dieci romanzi, raccontando il lato oscuro dell’essere umano, della società, della nostra storia recente. Nel 2018, con il romanzo A chi appartiene la notte, ha vinto il premio Scerbanenco. Per Sem è uscito Le chiavi di casa (2026).












