Giancarlo Vitagliano – Milo. Detective per amore

1922

Editore Homo Scrivens / Collana Dieci
Anno 2017
Genere Noir
210 pagine – brossura

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Il dolore è qualcosa di vivo, pulsante. Il dolore ti tiene sveglio, ti toglie l’appetito, ti priva dell’ entusiasmo necessario per scendere dal letto e affrontare una nuova giornata. Il dolore non ti dà tregua, s’insinua in ogni pensiero o distrazione riportandoti esattamente al centro di esso. Il dolore ha diverse origini. Può scaturire dalla mancanza improvvisa di qualcuno che ami. E allora si fa lacerante perché non c’è rimedio: chi non c’è più non ti verrà restituito in alcun modo. Rimane solo il ricordo, piccoli attimi di vita condivisa in cui avere l’illusione che niente è cambiato, per poi ripiombare nella dolorosa realtà fatta di assenza.

Bada bene: non a cancellare, perché questo non è possibile e non è giusto che succeda per l’amore e il rispetto che portiamo ai nostri cari, ma a superare questo momento così particolare.”

Milo è un ragazzino di dodici anni. La sua vita scorre tranquilla come quella di un bambino che si affaccia all’adolescenza, fino a quando una mattina, mentre si trova a scuola gli arriva la notizia sconvolgente della morte della madre. E’ stata uccisa e il corpo è stato ritrovato da un contadino vicino ad uno stagno. La polizia sospetta di qualche balordo che abbia agito per derubarla. A distanza di un anno però, nessuna novità nelle indagini.  Milo ogni giorno ha provato a convivere con il dolore, cercando di restare vicino al padre senza fargli pesare i propri silenzi. Ha trovato rifugio nei libri, soprattutto nei gialli diventando un esperto in materia. E sarà questa sua passione insieme alla desolazione per i mancati progressi nelle indagini della polizia a spingerlo in una personale ricerca del colpevole.

Giancarlo Vitagliano ha scritto un romanzo che affronta una tematica importante come l’omicidio di una donna, di una madre, in una maniera delicata, senza sbatterci in faccia l’orrore ma facendocelo intravedere dagli occhi di un bambino, del figlio della vittima.

Narrando la storia in prima persona siamo prelevati dal nostro quotidiano per essere catapultati in quello di Milo.  L’autore ci  mostra il mondo dal punto di vista del ragazzino: con il candore della sua innocenza; con  ingenuità di fronte ai fatti della vita; con la crescente curiosità per quello che non conosce. Il risultato è che  siamo dentro alla  sua realtà e vediamo e sentiamo esattamente come lui. I suoi sospetti diventano i nostri e non riusciamo a spingerci oltre: le sue scoperte diverranno le nostre. Affiorano dai ricordi del figlio caratteristiche o insegnamenti della madre mentre   lui si trova ad affrontare ogni accadimento, rendendola presente durante tutta la storia. Milo ha saputo fronteggiare le avversità che ha incontrato senza cadere nel pietismo ma trovando coraggio nonostante tutto.

Con uno stile chiaro, essenziale, accessibile che rispecchia l’età del protagonista, Vitagliano ci conduce in un’indagine particolare in cui non sono mancati sospetti e smentite. Ha creato personaggi semplici ma con un intenso carico emotivo. Ha saputo portarci in una realtà familiare in cui i sentimenti non sempre rispecchiano la realtà, arrivando ad intessere una storia dove niente è scontato.
Giancarlo Vitagliano mi ha portata nel cuore di un bambino che più di tutto, dovrà riuscire a convivere con il dolore. Magari con il tempo si farà meno pungente ma sarà per sempre presente.

Federica Politi

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Lo scrittore:
Giancarlo Vitagliano vive a Napoli con la moglie e due figlie, ed è cardiologo presso il più grande ospedale del sud Italia. È appassionato di libri, fumetti, cinema, musica e moto. Ha pubblicato quattro romanzi: Fantasmi dentro (Cicorivolta 2009); Che musica ascolti (Photocity Edizioni 2011); L’amore negato (Lettere Animate 2014) e Malaika (Watson 2015) oltre a diversi racconti gialli e noir in varie antologie.