Massimo Marcotullio – Neve sporca

1830

Editore Todaro / Collana Impronte
Anno 2018
Genere Noir
260 pagine – brossura e ebook

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C’è il fascino discreto di Pavia, ci sono le colline dell’Oltrepo, c’è una nevicata come non si vedeva da tempo a ovattare tutto, anche la morte, il sangue, l’odio, la follia.
E c’è un assassino che non troverete facilmente in altri gialli, una belva spinta da un’ossessione per il libro della Rivelazione, l’Apocalisse di San Giovanni, e da un odio che ha un suo perché, e che si può comprendere, e che vi costringerà a riflettere, a farvi domande umanissime, su quel confine troppo stretto e a volte invisibile che sposta la soglia della giustizia in vendetta.
‘Neve sporca’, edito da Todaro Editore, è l’ultima fatica letteraria per Massimo Marcotullio ed un nuovo avvincente caso per il suo protagonista fuori dagli schemi e sopra le righe, Beo Fulminazzi, l’investigatore privato già noto ai suoi lettori nei precedenti romanzi della serie.
Un anti eroe, un uomo con più ombre che luci, con una vita intricata di matasse personali che non riesce a sbrogliare come ben sa chi ha letto anche i precedenti romanzi con questo tormentato ma ben riuscito protagonista.

In ‘Neve sporca’ troviamo un Fulminazzi diverso, anche invecchiato, un uomo che nell’ultimo anno ha visto cambiare drasticamente la sua vita: ha scoperto di avere un figlio, di cui ignorava l’esistenza, Kyriam, ventisettenne, vegano, poco amante delle donne e molto dell’informatica. Un figlio diverso da quello che si sarebbe immaginato.
Una rivelazione sorprendente, che scombussola tutto in un uomo già difficilmente inquadrabile di suo. Non solo, Fulminazzi ha conosciuto la bella Arianna, giornalista giramondo e se ne è innamorato perdutamente, nonostante abbia la metà dei suoi anni, inoltre è tornato a vivere a Pavia, sua città natale.
Città tranquilla, la provincia sonnecchiosa, dove non dovrebbe succedere mai nulla, e invece…
Un incarico, il primo dopo mesi, lo rimette in pista: da consumato investigatore di vecchio stampo Fulminazzi comincia a indagare, muovendosi porta a porta, e nei bar per trovare notizie di un misterioso scrittore scomparso.
Nei suoi giri incontra Pepp, al secolo l’ispettore Peppino Riffaldi, ipocondriaco, disincantato, suo vecchio amico molto amato dai suoi uomini, ma poco dai superiori e dal commissario Gregucci da cui prende ordini.

Sta seguendo un caso difficile, di quelli che non vorresti mai seguire: sulla tranquilla Pavia si abbatte la scure di “un angelo della morte”, che si porta via un prete di pessima reputazione, in odore di pedofilia, e altre vite di persone altolocate, ma di animo nero, che predicano bene e razzolano male.
Le indagini di Pepp si intersecano con quelle di Fulminazzi, muovendosi nell’ambiente di un collegio per rampolli difficili, tutti provenienti da ricche famiglie.
Amante del buon cibo, del vino e delle donne, sullo sfondo di una Pavia, ormai muta rispetto ai suoi ricordi, Fulminazzi arriva all’epilogo della truce vicenda, insieme al figlio e a Pepp, sulle nevi dell’Oltrepo pavese, in una caccia mozzafiato.
Protagonista di ogni ricerca è l’informatica, cui l’investigatore è totalmente allergico! In suo soccorso operano l’incredibile Kyriam e l’avvenente Arianna.
Marcotullio conquista il lettore con una scrittura pulita, con una lettura gradevole, che coinvolge pagina per pagina, in un libro, “che si beve in poche ore”, tenendo in sospeso il lettore fino all’amaro epilogo e che si conclude con un nuovo e imprevisto cambiamento nella vita di Fulminazzi.
E con una serie di domande a cui tocca a voi dare la vostra risposta, scrollandovi di dosso la maledetta neve sporca delle colline pavesi…
Una su tutte: quando un Abele si trasforma a sua volta in un Caino voi da che aperte state?

Il nero, il male, il cattivo, possono essere travasati dal bianca, dal bene, dal buono? E superato un certo confine è possibile tornare indietro?
Pagina dopo pagina Marcotullio ci obbliga a interrogarci, anche suo noi stessi, lasciando fa ognuno di noi la propria conclusione. Con la consolazione di un viaggio in una Pavia suggestiva, a volte anche troppo, e delle splendide colline di un freddo Oltrepo.

Fabrizio Carcano

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Lo scrittore:
Disegnatore di fumetti, strumentista in un gruppo di musica popolare, direttore di un teatro lirico, Massimo Marcotullio si dedica alla letteratura noir in età matura, spinto da un incorcibile empito di autolesionismo.
Esordisce con una serie di racconti pubblicati in varie antologie edite in Germania. Nel 2003 l’editore Todaro dà alle stampe il suo primo romanzo La morte e il salumiere, cui fa seguito, nel 2006, Il corpo del mondo. Sempre nel 2006, per i tipi di Piemme, esce in libreria Il sangue dello scorpione, primo romanzo di una trilogia, che si completa con la pubblicazione de Il Fabbricante del fuoco (2007) e I guardiani del tempio (2008). Nel 2009, con lo pseudonimo di Michael Travis, pubblica il romanzo L’ultimo Papa. Alcune opere dell’autore sono già state tradotte in lingua tedesca e spagnola. Nel 2011 ha pubblicato Oro, incenso e mitra, sempre per Todaro.
Appassionato di cucina, attività cui si dedica con infinita cautela a causa di una fastidiosa quanto ostinata pinguedine, Massimo Marcotullio si sta dedicando alla stesura del terzo episodio della serie che vede come protagonista l’investigatore privato Beo Fulminazzi. Nessuno, men che meno l’autore stesso, sa quando l’opera sarà terminata.