Editore Giunti / Collana M
Anno 2019
Genere Giallo
416 pagine – brossura e epub
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Niente di meglio di quella leggera cadenza fiorentina in bocca ad alcuni personaggi per calarci subito nell’atmosfera di una Firenze e dintorni della “gloriosa e boriosa” epoca fascista della seconda metà degli anni 30. Ormai quell’epoca è storia, ma a conti fatti è un mondo a noi lontano – ma non troppo – per particolari, esempi e fatti nuovi che ci mettono in guardia. Venerdì 3 luglio 1936: si comincia con un incipit da manuale: «Iniziò tutto come al solito, così come cominciano sempre queste storie. Qualcuno che trovi il fattaccio ci vuole e quella volta toccò a Ettore Becchi, tranviere classico, da operetta, che non fece assolutamente nulla di diverso da quello che faceva oramai da tempo immemorabile quando, alle cinque di mattina, si recava al deposito per iniziare il turno… all’altezza del ponte alla Vittoria, si fermava…. e da lì scendeva giù per le scalette di terra battuta fischiettando l’Aida per raggiungere il vespasiano sottostante … Quel venerdì del 3 luglio 1936 … entrò, si mise in posizione, aprì la bottega…» Ma appena espletata la sua necessità lo sguardo, oibò, gli cadde sul pavimento e là notò una scarpa abbandonata. Una scarpa da donna, nella fattispecie; ci mise un po’ a capire, poi corse fuori e nell’orinatoio gemello di fianco, scoprì bocconi a terra il cadavere insanguinato della proprietaria. Appena il tempo di rifiatare e uscire, risalire i gradini affannosamente, inforcare la sua bicicletta e raggiungere il telefono pubblico più vicino per dare l’allarme.
Dall’altro lato della cornetta gli intimarono subito, nella sua veste di pubblico ufficiale, di tornare indietro e tenersi a disposizione. Cosa che fece e trovò ad attenderlo la polizia, che era arrivata prima di lui. Lo scortarono dal dottore, il vice commissario, e con suo gran stupore si trovò davanti un giovanotto dagli occhi chiari, con i baffetti messi di moda da Amedeo Nazzari con il film Cavalleria, in testa borsalino e addosso un soprabito, come un poliziotto di quelli visti al cinema, ma appena un ragazzo, al massimo ventisei anni, appena uscito dall’università. Ma lui il dottore, il vice commissario ancora in rodaggio e incappato in un brutto caso di omicidio, per lui sarebbe il primo vero caso, è Vitaliano Draghi giovane laureato che ha seguito anche corsi si specializzazione all’estero e, volente o nolente, dovrà rimboccarsi le maniche, fare un veloce ripasso mentale su tutto quello che per ora ha solo imparato sui banchi e farsi carico dell’indagine. Per forza. Vedi caso siamo a luglio, è piena estate, gran caldo, tutti i suoi superiori sono impegnati o in congressi lontano o in ferie e quindi la patata bollente sta per cadergli dritta come un fuso sulle spalle.
Certo, a prima occhiata, difficile da dire e il nostro vice commissario, appena svezzato, non sa ancora quanto davvero bollente sia questa patata e quanto delicato e complicato il caso. Si scoprirà presto infatti che la vittima è la giovane e bella moglie del senatore Bistacchi, uomo di gran peso nel fascio e vicinissimo al Duce. Siamo nell’Italia del 1936, per la stampa è passato il dictat del Duce che in Italia tutto è solo OK. Niente fattacci di cronaca, solo sfilate di Balilla e giovani italiani. Annacquare, nascondere è la regola. E a maggior ragione un delitto come questo che vede coinvolta l’elite politica. Insomma tutti soffiano sul collo del dottor Vitaliano Draghi, vice commissario, figlio del fattore di un ricco conte, pretendendo risultati. E casi come questi devono essere chiusi il più in fretta possibile. Lui, che non è troppo sicuro di aver fatto la scelta giusta buttandosi alla criminologia, teme che il compito sia troppo gravoso per lui. Insomma accetta di impegnarsi ma dichiara di aver bisogno di rinforzi. E ottiene il beneplacito del prefetto. Ma non gli basta la sua squadra pur valida e invece sa lui cosa gli serve: la testa geniale di Pietro Bensi, il contadino della fattoria nel Chianti in cui è cresciuto e che praticamente l’ha visto nascere. Pietro, il suo vecchio mentore, colui che gli ha insegnato ad analizzare sempre fatti e cose per andare fino in fondo. Già perché è stato proprio lui, mente aperta e vorace, colui che ha letto e continua a leggere tutti i libri della biblioteca del padrone e si ingegna a costruire complicati marchingegni, a far germinare in Vitaliano la passione per gli enigmi e per inventare le trappole. Perché se vuoi catturare una volpe, devi pensare come una volpe, ripete sempre Pietro. E in questo caso la volpe da catturare sarà un assassino. Ma ci vuole faccia tosta e determinazione per convincere un contadino, neanche tanto segretamente antifascista, a seguire il suo allievo detective a Firenze per le strade e nei ricchi palazzi dove anche le mura hanno orecchie…
In questa nuova Firenze che ha raso al suolo il vecchio centro cittadino mediceo per far posto alla savoiarda modernità piemontese. Un duo inquisitivo d’eccezione, una strana coppia destinata a intraprendere una serie di indagini, caratterizzate da inciampi, misteri, e tutto più o meno in segreto per non far scoppiare lo scandalo! Una collaborazione che regalerà all’allievo esperienza e sicurezza e al maestro maggiore adattabilità e capacità razionale. Ma anche quando tutto sembra risolto… La verità piange… E allora si dovrà scavare di nuovo, più a fondo. Un giallo con un ritmo piacevolmente lento che ci consente di rivivere certe atmosfere, i malumori di un’Italia con la bocca tappata che sta vivendo i suoi anni forse più oscuri, quelli del fascismo. Un giallo vecchia maniera, classicheggiante, con le investigazioni che lasciano spesso spazio alla storia e alla caratterizzazione dei tanti personaggi, incontrati man mano per strada, e con un’inedita, sorprendente e stuzzicante coppia di detective. Un’originale e interessante new entry per il giallo italiano. Tornerà?
Patrizia Debicke
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Lo scrittore:
Fabrizio Silei (Firenze, 1967) ha lavorato per anni come sociologo, dedicandosi soprattutto alle tematiche dell’identità e della memoria. Ha raccolto testimonianze di chi ha vissuto la guerra e i lager nazifascisti, memorie del mondo contadino, storie e leggende della tradizione toscana: esperienze confluite in questo suo esordio nel giallo, primo di una serie con protagonisti Pietro Bensi e Vitaliano Draghi. Ha alle spalle numerosi successi e riconoscimenti come autore di narrativa per ragazzi, tra cui il prestigioso Premio Andersen nel 2014. I suoi libri sono stati tradotti in 18 Paesi.












