Silvia Bottani – Il giorno mangia la notte

1265

Editore SEM
Anno 2020
Genere Noir
277 pagine – brossura e epub


Tre vite.
Tre vite che non potrebbero essere più diverse, più lontane, se il destino non ci mettesse lo zampino….
Ed una notte un denominatore comune le intreccerà per sempre, in un groviglio doloroso ed inestricabile.
Naima,il personaggio chiave della storia, è una bellissima ragazza di origini marocchine, italiana di seconda generazione. Insegnante di sostegno, appassionata di Kick boxing, che pratica con assiduità in palestra.
Nella stessa palestra, Stefano si allena e la nota. Aspirante avvocato di bell’aspetto, biondo, tatuato, fascista militante in gruppi di estrema destra, sfoga con lo sport la violenza che ha dentro.
Giorgio è il padre di Stefano.
Cinquantenne che vive una vita squallida, fatta di gioco d’azzardo, di cocaina, di ricordi amari, legati all’ex moglie di cui è ancora innamorato e al tempo della Milano da bere, quando era un uomo benestante e di successo. Gite in barca a vela, aperitivi, lavoro soddisfacente. Un tempo.

E poi, Milano.
Una città viva, che pulsa, che accompagna ogni azione, ogni movimento dei protagonisti, ogni stato d’animo.
Una città che spazia dal centro, sfolgorante di luci e di benessere, alle periferie degradate, ai negozietti di extracomunitari dove si può comprare alcool ed altro ad ogni ora della notte, ai giardinetti di Rogoredo che pullulano di tossici e di spacciatori.

In una calda notte d’estate, la madre di Naima viene rapinata per pochi soldi proprio da Stefano, ridotto alla disperazione dalle perdite al gioco; la donna, nel tentativo vano di inseguirlo, viene investita e ferita gravemente.
Naima riattaccò e le tornò in mente quello stupido modo di dire: – Ciò che non succede in un anno, succede in una notte.
Era maligno e vero. Si sentì improvvisamente sola, di fronte ad un niente che le si apriva davanti, uno spazio di cui non aveva le coordinate”.

L’incontro fra Naima e Stefano è come una scossa elettrica: entrambi capiscono, a pelle, che da quel momento l’attrazione che c’è fra loro non potrà che portarli in una direzione.
Ma, nel frattempo, la madre di Naima muore, e il dolore per questa perdita fa quasi male fisicamente.
Si mescolano, nella ragazza, il desiderio di sapere che cosa sia realmente accaduto, e chi sia il responsabile, e una sorta di rabbia interna che la divora, che non si appaga neppure con lo sport, con il sesso. E’ un sesso quasi rabbioso, quello che unisce Naima e Stefano; che non ha nulla di dolce e di appagante, ma deve solo colmare il vuoto, il dolore che hanno dentro.
Uno scontro: ecco, questa storia, più che incontri, è fatta di scontri. Tra questi due ragazzi, i cui corpi si cercano disperatamente, ma pare combattano una battaglia…
Tra padre e figlio, che non trovano più motivo di dialogo, di fronte al fallimento senza speranza di Giorgio.
Tra Giorgio e l’ex moglie, che ormai non si illude più in un riscatto dell’uomo, e accetta stancamente le sue bugie.
Infine, tra Stefano ed i suoi amici camerati, tra cui l’ambigua figura di Massimo, per i diversi modi di gestire manifestazioni e proteste. Soprattutto quando Stefano comincia a dubitare delle sue certezze, fino ad allora granitiche.
Un romanzo duro, sempre giocato sul filo del rasoio, che dà un senso di malessere interiore, ma che nel contempo non lascia tregua alla lettura.
Si percepisce quasi, in tutti i personaggi, un bisogno di annientarsi, che sia in un amplesso, come in una sniffata di coca, un bicchiere di superalcolico, una scarica di pugni data in palestra.

I corpi parlano molto, in questo romanzo: è una storia in cui la fisicità si coglie in ogni pagina, nel sudore dello sport o dell’amore, nella sofferenza di un corpo che sta morendo, nella gracilità del tossico che si trascina alla ricerca della “roba”.
Una storia che si soffre: il lettore la vive e la sente a pelle mentre legge, e vorrebbe cambiare le situazioni, le persone, ma può solamente seguire impotente le drammatiche vicende che li legano, e vanno in crescendo verso il finale…
Un finale di speranza, nonostante tutto ciò che accade e che è accaduto. E che lascio scoprire al lettore. Un noir veramente intrigante ed imperdibile, scritto con stile accattivante e grintoso: promosso con lode.

Rosy Volta


La scrittrice:
Silvia Bottani. Milanese, esperta d’arte contemporanea e collaboratrice di diverse agenzie di comunicazione, già nota ai lettori di riviste come “Riga”, “Rivista Segno”, “Arte”, pubblica il suo romanzo di debutto con la casa editrice  Sem. E “Il giorno mangia la notte”