Lello Gurrado – Quattro bravi ragazzi

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Editore Baldini+Castoldi
Anno 2020
Genere Giallo
144 pagine – brossura e epub


Credo che se chiedessero a chiunque di noi delle esperienze vissute da ragazzini, avremmo tutti delle storie da raccontare sui prepotenti che frequentavano le scuole, gruppi di due o tre – o anche più numerosi – che amavano tormentare i compagni con dispetti, fregando le merende o i soldi, bucando le ruote della bicicletta. Succedeva anche fra militari, il nonnismo era diffuso e tollerato, quasi fosse una sorta di prova da superare, per riconoscere fra i tanti quelli più forti.
Queste brutte abitudini negli anni non solo sono aumentate, ma si sono modificate, trasformate. O forse i ragazzini di oggi sono peggiorati, ma quello è un altro problema…
Con la nascita di Facebook, Instagram e i vari social, questi gesti vengono anche condivisi tramite foto o video. Non è di molto tempo fa il video dello studente che minacciava il professore con il casco dello scooter, azione che francamente mi ha scosso per la carica violenta del ragazzo, ma soprattutto per l’immobilità del professore, reazione sicuramente voluta per non causare conseguenze ben peggiori.

Lello Gurrado non è nuovo a storie che hanno come protagonisti i ragazzi, lo ha fatto con il suo romanzo precedente, Fulmine, e lo ripete ora, con il giallo intitolato “Quattro bravi ragazzi. Storie di ordinario bullismo” uscito da poco per Baldini+Castoldi.
La storia in breve: Luca, diciassette anni, uno studente del Liceo Scientifico Enrico Fermi in una non meglio precisata città del Nord, viene investito da un treno e pare trattarsi di un tragico incidente. Ma a distanza di poco tempo un suo amico viene trovato morto su una panchina, come fosse stato vittima di un’overdose. Se all’inizio sembra una tragica coincidenza, anche un terzo ragazzo muore. A quel punto Michele Amoruso, detto Il Cerbero, decide di investigare su quelle strane morti e scopre che intanto non erano poi così tanto dei bravi ragazzi. Dietro le loro facce pulite da adolescenti sembrano nascondersi episodi di bullismo, forse sottovalutati da genitori e professori.
Amoruso è autoritario, tenace, con una dedizione totale al lavoro. Un uomo che usa ferirsi se sbaglia nelle sue intuizioni il quale, proprio come il Cerbero, ha tre teste che non sempre non sono in accordo tra loro, ma su una cosa ragionano nello stesso modo: bisogna rendere giustizia ai morti.

Un libro che si legge in un pomeriggio, nel quale la trama gialla fa quasi da sfondo a una problematica che sembra non conoscere interruzioni né fine. Il bullismo è una piaga sociale che non ha fatto altro che espandere la propria cassa di risonanza attraverso i social, come fossimo in un’era di voyeristi e tutto quello che è sopruso, prepotenza, violenza, debba essere filmato, fotografato e condiviso. Non ci sono più filtri, non ci sono più confini tra il “dentro” e il “fuori”.
Una ragazzina può facilmente ritrovare una sua foto su internet, semplicemente perché qualcuno ha voluto farla vedere a tutti.
La portata di questo fenomeno credo sia senza precedenti. I giovani non hanno la percezione o le complete informazioni sul web e sulle gravi conseguenze che potrebbero portare. Così come forse alcuni genitori non hanno ben compreso che non è molto intelligente condividere le foto dei propri figli sui social. E’ come se la nostra vita debba essere messa in piazza, come se questo nascondesse un bisogno di “esserci”, una necessità di apparire.

Lello Gurrado, attraverso una storia raccontata con parole semplici e con concetti di facile interpretazione, ci fa entrare in un liceo e ci offre uno spaccato di vita che coinvolge i giovani, ragazzi da un lato sbruffoni e bulli, dall’altro fragili e schiacciati da ciò che la società impone loro. Non che alla nostra età fosse diverso, ma era diverso l’atteggiamento dei nostri genitori, la responsabilità dei professori. Tutto questo con gli anni è stato depauperato, stigmatizzato. La severità di un tempo è stata sostituita dalla tolleranza di oggi, ma si è forse perso il polso della situazione.
Occorre ripartire da zero, dalle basi. Occorre insegnare ai ragazzi l’educazione, quella civica. Occorrono libri come questo, da far leggere sia ai giovani, ma anche ai loro genitori. Assolutamente consigliato.

Cecilia Lavopa


Lo scrittore:
Lello Gurrado, nato a Bari il 10 aprile 1943, è giornalista professionista dal 1965. Ha sempre lavorato a Milano ricoprendo vari incarichi nelle più importanti case editrici nazionali: Rizzoli, Mondadori, Rusconi, RCS Corriere della Sera. Da alcuni anni vive a Cernusco sul Naviglio. Tra i suoi libri ricordiamo: Il Mestieraccio (1979), Khomeini e la questione iraniana (1980), Gli sdrogati (1985), Mamma eroina (1986), Don Mazzi: sono un prete da marciapiede (1999), Assassinio in libreria (2009), Fulmine (2014, Premio Legenda Giovani 2015 di Ciriè), La Grande Guerra di Elmo e Sauro (2018, finalista al Premio Cassino 2019).