Stefano Mantero e Maria Teresa Valle – L’uovo di Colombo

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Editore Delos Digital / Collana Odissea Digital
Anno 2018
Genere Giallo storico
144 pagine – versione digitale


Siamo a Genova nel 1892. In città si preparano due eventi epocali: l’Esposizione Internazionale dedicata al quattrocentesimo anniversario della “Scoperta dell’America” (a opera del genovese Cristoforo Colombo, naturalmente) e il primo congresso delle Società Operaie, in conseguenza del quale nascerà il Partito Socialista Italiano.
Il romanzo si apre con un uomo a cavallo che, sferzato dalla pioggia scrosciante, risale nottetempo il monte in direzione del convento francescano. A metà della salita vede una figura a terra, smonta di sella… e viene ucciso. Il giorno dopo, il suo cadavere viene ritrovato. Il morto è addirittura il priore del convento, Goffredo Orsini, un uomo all’apparenza benvoluto da tutti.
Il bibliotecario Bartolomeo, che preferirebbe rimanere a occuparsi dei suoi volumi, viene convocato dall’arcivescovo reggente, Tommaso Reggio (figura storica), che gli affida temporaneamente la guida del convento; è chiaro comunque che sarà lui a diventare priore non appena Goffredo sarà stato sepolto. Bartolomeo sa che il priore nascondeva un segreto ma, essendogli questo stato comunicato in confessione, non può condividerlo con nessuno.
Di scrivere della morte del priore, che inizialmente sembra essere un semplice, sia pur tragico, incidente, per il quotidiano locale, il Secolo XIX, è Giulio Crovetto, giornalista inesperto ma volonteroso, che i colleghi della redazione tendono a guardare un po’ dall’alto in basso a causa della sua gioventù.
Anche i Carabinieri, comandati dal Maresciallo Luciano Bedin, sembrano essere giunti alla stessa conclusione: la morte di Fra’ Goffredo è stata una triste disgrazia. Pur essendo il priore un bravo cavaliere, probabilmente il cavallo è scivolato nel fango e il frate è caduto sbattendo fatalmente il capo.

Ma Crovetto, visitando il convento e parlando con Bartolomeo, inizia a nutrire qualche sospetto e coinvolge la zia Cecilia, medico con una mentalità molto progressista.
E qui sospendiamo il racconto della vicenda.
Gli autori sono Stefano Mantero e Maria Teresa Valle, entrambi residenti a Genova. La loro ricostruzione della città a fine ‘800 è meticolosa, precisa, accuratissima, piena di particolari interessanti che non vengono però inseriti al fine di sbandierare questa loro conoscenza dell’ambientazione storica come invece capita in altri romanzi ambientati in tempi passati: ogni elemento della Genova del passato che viene menzionato in questo romanzo è necessario alla storia o alla costruzione dei personaggi, che grazie anche a questo acquistano uno spessore. Oltre a esistere in relazione alla storia principale, infatti, ognuno ha anche una vita, interessi, preoccupazioni indipendenti dalla morte del priore Orsini. Come la gente normale. Questa attenzione rende i vari personaggi molto più “veri” e realistici di quelli che tendiamo a trovare in molti romanzi, soprattutto quelli con ambientazione storica.
La storia centrale, quella della morte del priore, è in alcuni capitoli addirittura lasciata quasi del tutto da parte per concentrarsi su altri fatti che succedono ai protagonisti; anche questo, se per alcuni potrebbe sembrare un po’ fastidioso (almeno detto così), aggiunge comunque al realismo di questo romanzo.

Insomma, oltre a essere un interessante noir e un bel romanzo storico, “L’uovo di Colombo” è anche un interessante spaccato della società genovese del 1892 tra personaggi presi in prestito dalla realtà ed eventi di portata epocale. Un romanzo piacevole da leggere, scorrevole e accattivante, una lettura davvero consigliata.

Marco A. Piva


Gli autori:
Maria Teresa Valle è nata a Varazze (SV), e risiede attualmente a Genova. Sposata, ha due figli e due splendidi nipoti. Iscritta all’Università di Genova si è laureata in Scienze Biologiche e specializzata in Patologia Generale. Ha lavorato in qualità di Dirigente Biologa all’Ospedale San Martino di Genova. Fin da bambina ha amato la lettura e la scrittura. Per i Fratelli Frilli Editori ha pubblicato diversi noir con protagonista Maria Viani.

Stefano Mantero è nato il 30 maggio 1962 a Genova, dove risiede nel centro storico della città. A causa di una malattia, all’età di quattordici anni perde la vista. Fin da bambino ha sempre amato la lettura e la scrittura e questa passione gli ha consentito di collaborare con diverse testate giornalistiche fra le quali Il Lavoro-La Repubblica e Il Secolo XIX. Nell’ambito dell’Unione Italiana dei Ciechi ha ricoperto vari incarichi dirigenziali. Appassionato di teatro ha frequentato corsi di scrittura teatrale e ha partecipato a numerose mise-in-scène. La passione per gli studi storici lo ha spinto a intraprendere il corso di laurea in Storia presso l’università di Genova. Ha pubblicato un noir e un libro di racconti con la Casa Editrice De Ferrari. Un secondo noir con Libero di scrivere, nonché diversi racconti per antologie.