Giallo di Sera a Ortona 2: Tre domande a Romano De Marco

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Romano De Marco è direttore artistico del festival Giallo di sera a Ortona, nella quale la scorsa estate è riuscito a portare scrittori di crime conosciuti a livello nazionale e internazionale, grazie anche all’assessore alla cultura del Comune di Ortona, Cristiana Canosa, che ha fortemente caldeggiato l’idea della rassegna per offrire ai cittadini e ai turisti un’ampia offerta di servizi non solo dal punto di vista delle attività ludico-ricreative, ma anche per quelle culturali.

Eventi di questo tipo in Italia ce ne sono parecchi, ma vi possiamo garantire che questo è “speciale”, a cominciare dalla bravura del conduttore nelle presentazioni, al quale abbiamo voluto fare qualche domanda.

1. Siamo alla seconda edizione del festival e la prima è stata un successo di pubblico e di critica. Anche quest’anno ti sei assicurato la presenza di grandi autori come Diego De Silva, Giancarlo De Cataldo, Valerio Varesi, Marcello Fois, Paola Barbato e perfino un grande attore come Francesco Acquaroli. Ci stai prendendo gusto?
R.: Confesso che quest’anno contavo di scamparla. A causa del noto problemino abbiamo dovuto annullare la data originariamente prevista dell’ultimo week end di giugno, e mi vedevo già in ferie a godermi un po’ di riposo o a concentrarmi sulla promozione del mio nuovo romanzo. Poi (per fortuna) le cose hanno iniziato ad andare meglio ed è arrivata la telefonata dell’assessore alla cultura del Comune di Ortona, Cristiana Canosa, alla quale non riesco mai a dire di no. Detto fatto, abbiamo allestito una seconda edizione addirittura raddoppiata rispetto alla prima (due week end interi con un’anteprima) e con nomi davvero importanti che mi rendono orgoglioso di essere direttore artistico di questo festival.

2. Ortona è una città che si è rivelata accogliente e interessata a questo tipo di eventi e la precedente location è stata pienissima di gente, come ci auguriamo accada quest’anno nella Piazza del Teatro Tosti. Cosa ha fatto la differenza rispetto ad altri festival dove la partecipazione è – purtroppo – molto più esigua
R.: Ortona è una città particolare, è sul mare ma non proprio (è affacciata su un porto commerciale) è in una posizione strategicamente eccellente (a mezz’ora da Pescara e a due ore da Roma) ma risente di una storica propensione all’indolenza e al disfattismo dei suoi cittadini. Un cartellone di eventi estivi che spazi dallo spettacolo alla cultura all’intrattenimento è vitale per dare ossigeno alle attività ricettive e commerciali e da qualche anno la nuova giunta comunale sta puntando a creare una continuità che possa diventare segno distintivo della città, connotarla come “il luogo abruzzese in cui andare a trascorrere le sere d’estate”. La risposta dello scorso anno è stata molto buona, abbiamo avuto presenze negli alberghi da Milano, dalla Sardegna, dalla Puglia. Incrocio le dita anche per quest’anno pur se con qualche timore dovuto al contingentamento obbligatorio delle presenze agli eventi, a causa del Covid.
Vorrei che al di là delle baruffe politiche e degli interessi personali di qualche polemista di professione che rosica per non potersi mettere in mostra personalmente, tutte le forze in gioco si rendessero conto che il cartellone di eventi estivi è vitale per la nostra città e che bisogna per forza investire per poter avere un ritorno.
Personalmente, ci tengo a dirlo, non percepisco compensi, non voglio mettermi in mostra (anche perché non ne ho bisogno, al festival di quest’anno non presenterò nemmeno il mio nuovo romanzo) e metto in gioco le mie ferie e i miei contatti nel mondo dell’editoria per dedicarmi a rendere Giallodisera un evento di risalto nazionale.

3. Sei un grande autore di noir e di thriller e sei appena uscito, tra l’altro, con un nuovo romanzo – Il cacciatore di anime, Piemme. È più semplice preparare la stesura di un romanzo o organizzare un festival? Pregi e difetti di entrambi? E come ci riesci?
R.: Ti ringrazio per il “grande” ma credo che sia un appellativo da riservare a ben altri autori. Sono un artigiano del “Crime”, cerco di proporre sempre cose originali pur rispettando le regole del genere che scrivo. Più difficile un romanzo o un festival? Mah… Forse il romanzo, perché più passano gli anni, più aumenta il numero di quelli pubblicati (siamo a dieci…) e più sento forte la responsabilità di impegnarmi, studiare, migliorare la mia scrittura, in segno di rispetto nei confronti dei miei lettori che oramai sono migliaia e mi seguono con continuità e affetto.
L’ultima cosa che voglio è deluderli. Il pregio di organizzare un festival è di poter ospitare nella mia terra tanti amici cari con i quali condivido le mie scorribande letterarie in giro per l’Italia.

Segnatevi le date e iniziate a prenotare, noi iniziamo a darvi i dettagli:
17-18-19 luglio
24-25-26 luglio
Numero unico prenotazione eventi: 373-3444333
L’accesso senza prenotazione sarà consentito fino a esaurimento posti in piazza del Teatro.