Editore SEM
Anno 2020
Genere Giallo
384 pagine – rilegato e epub
Traduzione di Roberta Corradin
Quando hai venti o trent’anni ti sembra di essere invincibile. Hai la sensazione che non invecchierai mai e guardi con compatimento chi, arrivato alla soglia della terza età, compie ogni gesto quasi a seguire un rituale. La tazza di the alle cinque, il cagnolino da portare a spasso o il gatto a fare le fusa sulle ginocchia con un buon libro fra le mani.
Come se, da vecchi, non si avesse accesso a nessun’altra attività che attendere il giorno della…dipartita. E allora, in tutta questa tristezza di vecchie membra e dentiere da incollare, troviamo un centro residenziale per pensionati nel Kent, in Gran Bretagna, nel quale quattro simpatici vecchietti si ritrovano una volta alla settimana per parlare di omicidi irrisolti.
Badate bene, non della ricetta della torta di mele o del lavoro a maglia…
L’idea certamente non è nuova e la stessa casa editrice riporta il riferimento al Bar Lume di Marco Malvaldi, ma il divertissement in versione inglese è ugualmente assicurato, mi potete credere.
Voce narrante è Joyce, donna minuta e dai capelli bianchi. Ha lavorato per anni come infermiera. Poi c’è Elizabeth, della quale si sa poco, tranne che delitti e indagini erano il suo pane quotidiano.
A seguire, Ibrahim, che alla veneranda età di ottant’anni ne dimostra molti di meno, grazie al pilates, dice lui. Infine c’è Ron.
Ogni giovedì, l’appuntamento fisso, grazie ai fascicoli della polizia che Elizabeth riesce a portare da loro, è di studiare i casi rimasti senza colpevole.
Questa cricca improbabile, questa banda geriatrica, sembra ringalluzzirsi proprio grazie allo strizzare delle meningi per ricostruire i fatti, per ipotizzare nuovi elementi che potrebbero portare alla risoluzione delle indagini, inebriati dal caso come teen ager che hanno fatto troppo tardi.
Ci sono anche un ispettore capo della stazione di polizia di Fairhaven, Chris Hudson, e Donna Freitas, agente di polizia di ventisei anni che tiene lezioni di consigli pratici per la sicurezza domestica. Entrambi sono ben felici di poter disporre di una…squadra di canuti attempati.
Il destino vuole che ci sia un omicidio proprio vicino alla loro casa di riposo e i nostri quattro protagonisti troveranno un’energia che neanche quelli di Cocoon riescono a starci dietro e hanno l’arguzia e la padronanza di chi dalla vita è già stato messo alla prova tante volte.
Richard Osman con questo romanzo ha fatto centro per la simpatia e la vivacità con cui è riuscito a creare una storia che va al di là del semplice giallo. La caratterizzazione dei personaggi è riuscita in un modo tale che io li vedevo, curvi e un po’ acciaccati, discutere di morti e di assassini. E mi veniva da sorridere pensando al valore aggiunto che avrebbero gli anziani se non venissero sempre considerati lo scarto della società, una zavorra inutile. E su questo argomento bisognerebbe sensibilizzare i nostri giovani, a maggior ragione in un periodo come quello che stiamo attraversando adesso. Quanto avrebbero da raccontarci…
E ci ha visto lungo anche Spielberg, che ha acquistato i diritti per realizzarne un film.
Lo scrittore probabilmente non si aspettava un successo così travolgente al suo esordio nella letteratura gialla, ma è bastato avere l’idea giusta al momento giusto e…voilà, il vecchietto, ops… l’omicidio è servito.
Cecilia Lavopa
Lo scrittore:
Richard Osman (1970) è un presentatore televisivo, produttore, regista e scrittore inglese. “Il club dei delitti del giovedì” è il suo primo romanzo.












