Editore Emons
Anno 2024
Genere Giallo
368 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Angela Ricci
Ottavo volume della serie di Harald Gilbers, ottimo giallista storico sempre tradotto in italiano da Angela Ricci, “I delitti del Luxor” è la nuova pericolosa indagine del commissario ebreo Richard Oppenheimer, e della sua assistente Sabine Murr.
Personaggi ben inquadrati, ormai a ogni puntata Gilbers ci ha introdotto nelle vite private di Oppenheimer e degli amici di lui e di sua moglie, con i quali stavolta condivideremo le preoccupazioni per la possibile futura sorte del loro quasi figlio adottivo.
Una perfetta ambientazione berlinese poi, con preziosi dettagli legati all’epoca e allo stile di vita in cui la storia si dipana. Che fa tornare in libreria Harald Gilbers, autore tedesco meno noto in Italia perché scrive di argomenti ostici a chi non ha ricordi diretti o magari pensa che quei ricordi sarebbero da dimenticare.
Berlino, 1950. Con la corsa agli armamenti tutta in salita e con la Russia che ha già dimostrato di disporre anche lei della bomba atomica, nel settore occidentale della ex capitale tedesca ora divisa tra Ovest ed Est, le merci sono tornate a riempire i banchi dei negozi e la vita dei tedeschi sembra quasi avviata a riprendere un naturale tran tran, nonostante i segni della guerra e le macerie post bombardamenti siano ancora ben presenti. Dopo tanti anni difficili, sembra quasi che si possa tirare un sospiro di sollievo.
Il commissario Oppenheimer, ormai reintegrato nella sue precedenti funzioni nella polizia criminale di Berlino, continua a vivere in una stanza della villa che l’amica Ilse ha ereditato da una zia. Lui e sua moglie hanno praticamente adottato Leo, il piccolo orfano borsista nera conosciuto per caso.
Ma sembra che non possa concedersi una minima tregua dal lavoro, neppure in quella che dovrebbe essere la sua giornata di libertà perché una sua vecchia amica Rita, un passato da spogliarellista , lo viene a cercare mentre sta rientrando a casa. Rita è preoccupata per la scomparsa dell’amica Lotte e chiede aiuto a Oppenheimer.
Per diramare un avviso di ricerca tuttavia serve una denuncia che verrà presentata dall’amministratore del condominio dove Lotte viveva. E il punto di partenza per l’indagine potrebbe essere una sala da ballo, il Luxor, dove lei aveva lavorato e ritornava spesso. Un locale dove è possibile fermarsi fino a tarda notte e, per le donne tedesche, un eccellente modo per farsi avvicinare da ufficiali americani ed eventualmente diventare le loro amanti.
Ma ora Lotte è scomparsa. Potrebbe essere stata rapita da dei malviventi per ottenere un riscatto? Oppure visto che il suo amante era un americano, potrebbe trattarsi di un qualche ricatto ed essere finita in mano ai sovietici? Oppure peggio…
I romanzi di Gilbers, che inquadrano fedelmente sia l’agghiacciante periodo tedesco dell’Era Nazista, che della sua fine e del dopo, come questo, sono gialli storici che dovrebbero far riflettere e magari servire da indispensabile ripasso per chi si volesse informarsi davvero.
Sissignori, perché Harald Gilbers, senza dare lezioni o spendere giudizi, narra tranquillamente ciò che accadde e poi lascia solo al lettore il compito di valutare. Lui non giudica, si limita a descrivere quello che fu lo scenario in Germania, corredato dalla supina accettazione e l’ottuso servilismo di un popolo plagiato anche da inaudite complicità politiche internazionali. Un popolo che per anni, si è lasciato affascinare e cullare dalle grida, dai proclami di una mostruosa dittatura che calpestava tutti i diritti umani.
Una dittatura che, inebriata di potere, peggio di una tela di ragno, aveva avviluppato i cervelli e le coscienze di troppi tedeschi costringendoli a chiudere bocca, occhi e orecchie. Fino a doversi risvegliare, quelli che sopravvissero, in un mondo in preda alla fame e alle rovine. E stavolta attraverso le pagine del suo romanzo, Gilbers trasporta direttamente il lettore in quell’epoca come solo lui magistralmente sa descrivere.
Patrizia Debicke
Lo scrittore:
Harald Gilbers (Monaco di Baviera, 1969) ha studiato letteratura inglese e storia moderna e contemporanea. Prima di diventare regista teatrale, ha lavorato come giornalista delle pagine culturali e per la televisione. I suoi gialli sono tradotti in francese, polacco, danese e giapponese. Il primo romanzo della serie dell’ex commissario Oppenheimer, Berlino 1944. Caccia all’assassino tra le macerie (pubblicato da Emons nel 2016), ha vinto il Glauser Preis 2014, uno dei più importanti riconoscimenti per i gialli in Germania, mentre il secondo romanzo, I Figli di Odino, ha ottenuto in Francia il Prix Historia 2016.












