Grazia Verasani – Iris di marzo. Una nuova indagine per Giorgia Cantini

890

Editore Marsilio / Collezione Farfalle
Anno 2025
Genere Giallo
160 pagine – brossura e ebook


 

“Un’indagine non è mai come lanciare un’esca e poi avvolgere lentamente il mulinello, si formano sempre mille cerchi d’acqua che confondono sovrapponendosi tra loro, il fiume è limaccioso e il pesce imprevedibile”.
Romanzo davvero intrigante, questo di Grazia Verasani.
Ho detto “romanzo”, perchè qui non ci troviamo di fronte a un giallo come tanti, dove c’è un morto ammazzato, un poliziotto o una squadra; delle indagini.
Qui entriamo nel mondo degli adolescenti, con le loro problematiche; insicurezze, travagli, solitudine; sogni non realizzati. Poi c’è questa donna, Giorgia Cantini, di professione investigatrice privata, che mi ha affascinata fin dalle prime pagine.

Chi non è più giovane, chi ha già passato gli “anta”, chi ha vissuto…capisce tutto di lei. Il suo modo di pensare, il suo essere single, i ricordi, le delusioni. I rimpianti.
Giorgia Cantini ne ha, di rimpianti: l’uomo che ha amato – che ama ancora!- è tornato dalla moglie; una cara sorella, Ada, è morta suicida anni prima in circostanze dolorose. C’è sufficiente materiale per soffrire.
Ma bisogna anche vivere, mangiare, pagare i conti, e allora l’agenzia investigativa di Giorgia accetta un compito che parrebbe banale: una mamma logorata dai dubbi, consunta dalle preoccupazioni, le chiede di seguire (o meglio, stare al fianco di) suo figlio Libero. Il ragazzo è chiuso, tormentato, rifiuta il dialogo: e se frequentasse brutte persone? Magari una baby gang? Si domanda la donna. E se assumesse sostanze?
Così Giorgia, giusto per non dare troppo spazio ai pensieri e alla malinconia, accetta di occuparsi del caso.

E incontra Libero. Riesce, in un certo senso e con molte riserve, a conquistarsi la sua fiducia. Con lui conosce i suoi amici abituali: il marocchino uscito dal carcere minorile; il ragazzo che ha smesso di studiare e porta le pizze; il figlio di papà, sbruffone, che tormenta gli animali. Olimpia, magra ai limiti dell’anoressia, con le braccia tagliuzzate: cicatrici che parlano da sole. Infine, Iris: bella, sfrontata, ribelle, dalle frequentazioni poco pulite (ha fatto anche la escort con vecchi bavosi e insospettabili).
Tutti sono affascinati da lei. Magari anche un po’ innamorati.
Così viene descritta: ”Vederla vivere è stato lo spettacolo più bello a cui ho mai assistito, da dare le vertigini. Era come quelli che camminano su una fune a molti metri di altezza senza guardare giù. Diceva che non avrebbe mai concesso a nessuno di impedirle di essere felice”.

Ma mentre Giorgia e Libero intrecciano un sottile legame, fatto di amore per la musica e timide confidenze, iris viene trovata morta, accoltellata e abbandonata in un carrello del supermercato. Tutti sono sconvolti, anche Giorgia. Sembra che il suo “lavoro” di avvicinamento con Libero sia vanificato in un attimo.
Così l’investigatrice parte con un’indagine privata e parallela, per capire che cosa sia accaduto a Iris, anche se questo le costerà dolore, perché le farà rincontrare il suo amore ormai perduto.
Una storia introspettiva.

Il mondo degli adolescenti – di un certo tipo di adolescenti – qui è sviscerato, narrato, gridato quasi. La loro insoddisfazione; le incomprensioni in famiglia; i sogni non realizzati. Il bisogno di essere compresi, che sfocia in gesti a volte esagerati o inconsulti.
La vita di una donna, non moglie , ma che ama molto; non madre, ma che riesce ad instaurare un dialogo coi ragazzi. Non più giovane, con tutto ciò che questo stato comporta.
Una Bologna notturna e triste, vista attraverso i finestrini di una Citroen scassata, nel peregrinare notturno di Giorgia e di Libero.
Una storia che “prende”. Non c’è, nella trama, una sbavatura, né un passo sbagliato.
Noir al punto giusto, personaggi raccontati così bene che pare di conoscerli. Contesto che si intona alla perfezione con gli stati d’animo.
Una bella storia triste!

Rosy Volta


La scrittrice:
Grazia Verasani ha esordito giovanissima con alcuni racconti apparsi su il manifesto. Oltre a Quo vadis, baby?– da cui nel 2005 è stato tratto l’omonimo film di Gabriele Salvatores e nel 2008 una serie tv prodotta da Sky – e agli altri romanzi della serie con protagonista l’investigatrice Giorgia Cantini (l’ultimo, uscito nel 2020, è Come la pioggia sul cellofan), ha pubblicato varie opere tra cui From Medea (Sironi 2004), da cui nel 2012 è stato realizzato il film Maternity Blues di Fabrizio Cattani, Tutto il freddo che ho preso (Feltrinelli 2008), Mare d’inverno (Giunti 2014), Lettera a Dina (Giunti 2016) e La vita com’è (La nave di Teseo 2017). Per Marsilio, nel 2021 è uscito Non ho molto tempo, in cui racconta della propria amicizia con Ezio Bosso. I suoi libri sono tradotti in vari paesi tra cui Francia, Germania, Portogallo, Stati Uniti e Russia.