Lara Gallet – Carne di cane

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Editore Catartica edizioni / Collana Urban Jungle
Anno 2025
Genere Noir
216 pagine – brossura


A volte pare di sentire una voce che supera il grigiore dalla nebbia, la nebbia dell’oblio, della scrittura approssimativa, la nebbia delle storie banali, prive di qualsiasi interesse, buone solo a intrattenere per qualche ora prima di finire nel dimenticatoio. Ebbene, questa voce che pare di sentire – che abbiamo un disperato bisogno di sentire – ha un timbro differente, un suono che ti accarezza ma ti graffia, che ti attira ma allo stesso tempo ti colpisce con un potente pugno nello stomaco. Questa voce l’ho appena sentita, l’ho seguita, mi ha sedotto, è la voce di Lara Gallet.

“Carne di cane” è un esordio letterario che racconta la spaventosa bellezza che potrà in futuro arrivare dalla sua penna, una penna che sa essere dolce e feroce, appassionata e disarmante, ma che in ogni caso lascia nella mente e nell’anima un segno profondo.
Il suo mondo letterario è quello delle persone che non compaiono, di cui nessuno si occupa, ma che hanno quelle vite che soltanto il dramma sa rendere così intense. Ed è proprio questa intensità che Lara Gallet è abilissima a cogliere e raccontare. I suoi personaggi vagano in una steppa di desolazione emotiva, raccolgono quel poco che passa la terra. Sentimenti che per noi sono ordinari, per loro diventano il miraggio che li costringe ad avanzare.

«Al capannone passiamo una buona mezz’ora a guardarci attorno. Ci appoggiamo al furgone e beviamo del caffè freddo. Non c’è aria e ci vorrà un gran bel coraggio, oggi, per lavorare. Per la prima volta vedo lo sconforto sul volto di Pablito, credo abbia paura di schiattare per via del caldo. Lo invito a non strapazzarsi perché non voglia che perda l’occasione di veder nascere il suo primogenito. Prendo tutto l’occorrente e mi metto a pulire le vetrate. A furia di allungare quel maledetto bastone tergivetri ci sto rimettendo la schiena. Sento un dolore lancinante, ma non posso smettere, così mi prendo una pausa solo per buttare giù una pastiglia e aspettare che il dolore si riduca. Mi fanno incazzare quelli che dicono che il dolore è connesso allo stato di salute della psiche. Lasciatemi dormire sul mio divano, io non chiedo altro. Io e Adam potremmo avere una vita meravigliosa, altroché.»

“Carne di Cane” è una raccolta di tredici racconti lunghi, quasi dei romanzi in miniatura. Tredici storie nelle quali non è importante il luogo, che può essere Lecco, Monza o la Romania, ma piuttosto i protagonisti, sempre esistenze difficili, al limite della sopportazione. In questo universo che si distende attorno a noi, spesso invisibile ai nostri occhi, si alternano gioie, dolori, affetti e devastazione. Le vite stesse dei personaggi somigliano agli ambienti in cui si muovono, luoghi polverizzati, spesso senz’anima, popolati di persone, cani e sciacalli, che non sempre sono in forma animale. La difficoltà di affrontare l’esistenza, il désespoir, come con una parola terribile i francesi chiamano la perdita totale di speranza, sono i fili che portano avanti le marionette che si muovono sul palcoscenico disarmante di Lara Gallet. La forza d’animo e la convinzione che qualcosa forse potrebbe cambiare, sono la benzina che fa funzionare i loro motori stanchi, che li costringe, quasi, a mettere un piede dopo l’altro, per procedere verso un futuro ormai privo di illusioni.

La scrittura di Lara Gallet è semplice e lussureggiante allo stesso tempo. Sa raccontare un mondo che, nonostante appaia respingente, è pervaso da un fascino dolce e malinconico che traspare tra le righe della sua narrativa e ti entra dentro, ti accomuna alle anime morte che, pur muovendosi con una fatica primordiale, ancora posseggono il dono della luce dentro di sé.
Per finire non posso esimermi dal citare un brano dei ringraziamenti alla fine del libro e che Lara Gallet dedica a un carissimo amico comune: «Ringrazio Lorenzo Mazzoni per i viaggi nell’Est, per i quartieri degradati, per le letture e per ogni cosa che mi ha insegnato.» E lo ringrazio anch’io.

Enrico Pandiani


La scrittrice:
Lara Gallet è nata a Carate Brianza il 27 agosto 1984. È laureata in Scienze Umane dell’Ambiente e insegna in un centro di formazione professionale. È appassionata di brutalismo architettonico e di luoghi abbandonati di cui ama collezionare immagini che traduce nei suoi racconti. Ama viaggiare nell’Est Europa e nei Balcani e sogna di vivere a Sarajevo.
Innamorata delle marginalità e dei piccoli borghi antichi, ama però perdersi nelle strade di Milano e delle capitali dell’ex blocco sovietico ed è sempre alla ricerca di suggestioni e personaggi. Carne di cane è il suo esordio letterario.