William Le Queux – Il ministro del male. La storia segreta di Rasputin

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Editore Lorenzo de’ Medici Press
Anno 2025
Genere Saggistica
245 pagine – brossura
Traduzione e introduzione di Sara Musarra Pizzo


Il ministro del male di William Le Queux, tradotto per la prima volta in lingua italiana e pubblicato da Lorenzo de’ Medici Press, analizza una delle figure più enigmatiche, criptiche e nello stesso tempo ammaliatrice e seducente del Novecento russo: Grigirij Efimovic Rasputin, il “monaco nero” che fu capace di sedurre, dominare e sopravvivere fino ai confini della leggenda.
La storia segreta di Rasputin, opera dello scrittore anglo-francese William Le Queux, uno degli autori più prolifici della narrativa poliziesca e d’inchiesta del primo Novecento che ha saputo fondere e intrecciare in un racconto travolgente romanzo e documento storico.
Le Queux raccoglie in questo libro l’insieme delle rivelazioni scritte, una sorta di resoconto storico, del giovane Feodor Rajevski, il segretario e servitore personale di Rasputin. Pagine e pagine di segreti, tradimenti e sotterfugi sconvolgenti attorno alla figura di una delle più inquietanti personalità della Russia moderna.

Il romanzo si sviluppa tra il crepuscolo dell’impero zarista e l’inizio del Novecento in un crescendo di tensione e mistero.
Ma cosa si sa davvero di Grigorij Rasputin contadino, ladro di cavalli prima e consigliere privato dei Romanoff e mistico influente dopo?
Misticismo, politica, follia e seduzione si alternano, tra le stanze imperiali sullo sfondo dell’ultima e fragile stagione dell’Impero Russo, prima della guerra e della rivoluzione.
Le Queux compie una scelta molto interessante ed efficace: quella di “raccontare” la figura di Rasputin e del suo rapporto con la corte imperiale da una prospettiva interna, attraverso gli occhi della persona, il suo segretario personale, che in quegli anni fu la sua ombra e testimone oculare di tutti i complotti e intrighi del Grichka russo.
Una prospettiva che permette al lettore di essere una sorta di testimone dei fatti narrati che lo fa entrare nel vivo delle vicende. Lo stesso si immedesima nel punto di vista del narratore che riesce a trasmettergli perfettamente tutto il suo disprezzo e disgusto per questo “Santo ciarlatano” e la rabbia per la sua impotenza nel cambiare l’esito degli eventi.

Il ritratto che Le Queux fa di Rasputin, attraverso Feodor Rajevski, appare così realistico, brutale a tratti spaventoso da suscitare davvero nel lettore sentimenti di avversione e disgusto ma anche di “mistica” curiosità.
Il personaggio storico di Rasputin risulta essere contradditorio, enigmatico, seducente, a tratti geniale ma, forse, è proprio questo che lo rende, ancora oggi, una figura estremamente affascinante e intrigante da “conoscere” nonostante la sua perversione, crudeltà e malvagità.
In questo romanzo, Le Queux è riuscito, con grande maestria tramite una narrazione fluida e accattivante, a svelarci molto sulla figura e l’operato dello Starec, il Santo, della Russia dei Romanoff.
Ci conduce in un viaggio avventuroso e coinvolgente non solo dal punto di vista degli accadimenti storici e sociali ma anche e soprattutto dal punto di vista di introspezione psicologica nei confronti di una delle figure più controverse e misteriose del primo Novecento.

Un romanzo, che non da ultimo, vuole essere una critica morale e sociale della Russia pre-rivoluzionaria caratterizzata da un’ossessionante e accecante superstizione religiosa per cui qualsiasi mascalzone ubriaco può diventare un “santo uomo”semplicemente dicendolo e dopo aver “approfittato” dei vicini. Dopotutto Rasputin non fu altro che un esempio di tutto questo.Tutte le azioni del “monaco nero” erano quelle di un truffatore arrogante e perverso. Tuttavia, la sua intelligenza era estremamente percettiva e non mancava di quell’astuzia di mujik, di contadino, combinata con un senso di lungimiranza che era affatto straordinaria.
Questo, con i suoi soavi modi, la sua affettazione di grande pietà e il suo grande fascino sulle donne di ogni età e ogni classe sociale, lo avevano portato alla posizione di potere assoluto alle spalle del trono di Russia.

Benedetta Borghi


Lo scrittore:
William Le Queux (1864-1927) scrittore, viaggiatore e diplomatico, ha proposto al pubblico di tutta Europa oltre 150 romanzi. Considerato un maestro del genere poliziesco, giallo e thrilling, Le Queux univa alle trame complesse e ai colpi di scena un particolare interesse per le vicende storiche del suo tempo che seppe reinterpretare e rendere avvincenti a suo modo. La passione per i documenti e i dettagli storici colloca le sue opere a metà strada fra saggio e romanzo. Fra le sue più fortunate creazioni, La spia dello zar (1910), Il mistero del raggio verde (1915), L’ombra del passato (1915), I segreti del Foreign Office (1920).