Editore Salani
Anno 2025
Genere Noir
210 pagine – brossura e ebook
Guido Caffè, giovane laureato in Scienze Politiche con una tesi sul sequestro e la morte di Aldo Moro, vive a Roma in un quartiere “multi” come lui stesso lo definisce.
Madre proprietaria di una nota tabaccheria e padre poliziotto ora in pensione.
Il romanzo si “apre” sul set di un film sul rapimento di Aldo Moro dove Guido fa la comparsa: un modo come un altro per guadagnare qualcosa prima di trovare un impiego consono per la sua laurea e anche per soddisfare la sua grande passione per il cinema.
È proprio sul set che Guido rivede il suo professore di storia Rodolfo Vettori e Sandro Labella che copre, affiancata da Guido, il ruolo del carabiniere che trova Moro nel bagagliaio della Renault 4.
A interpretare il ruolo di Aldo Moro è il famosissimo attore Tano Berruti che dopo pochi giorni verrà trovato morto ai piedi delle scale di quello stesso palazzo, dove anche il professor Vettori vive e che la sera prima aveva cenato proprio a casa di quest’ultimo insieme a Labella e a Guido.
Piccoli indizi di morte è la prima indagine di Guido Caffè, il personaggio costruito da Alessandro Ferranti. Un personaggio particolare e completo poiché l’autore ci racconta tutto di lui, dalla tabaccheria della madre, dal suo incidente nel lago, dall’amore per la sua compagna di liceo Valeria, all’amicizia con Nick.
Guido Caffè è ricoverato in ospedale dopo l’incidente nel lago in cui ha rischiato di morire annegato, quando sente parlare per la prima volta del caso di omicidio di una giovane ragazza, Carla Guglielmi, e scambia le proprie opinioni con Attilio, suo compagno di stanza e appassionato di cronaca nera.
Carla era morta ammazzata. Io, invece ero sopravvissuto. Lei uccisa e poi gettata in acqua. Io, invece, in acqua ero entrato volontariamente.
Un parallelo dal quale Guido non riesce a liberarsi, un’indagine, quella sull’omicidio di Carla, che lo sconvolge e lo appassiona nello stesso tempo e dove l’acqua diviene un elemento simbolico, ciò che per lui è stato un evento che ne segna la vita per lei si trasforma in un sepolcro.
L’indagine è affidata alla commissaria Esther Palma che si serve nella tabaccheria della madre di Guido e che poco alla volta diventerà intima di quest’ultimo coinvolgendolo nell’indagine sulla Guglielmi e non solo.
La figura di questa detective così indomita e un po’ fuori dalle righe, è dimostrato anche dal suo voler coinvolgere il giovane neolaureato Guido Caffè nella sua indagine, rende però quest’ultima più dinamica e coinvolgente.
Ferranti è riuscito a ben caratterizzare anche i personaggi secondari che rivelano sfumature ambigue pagina dopo pagina, alimentando sempre di più il mistero di cui è avvolto il romanzo.
La narrazione non segue un percorso lineare: salta nel tempo, ruotando attorno alla morte di Carla Guglielmi, c’è un prima e un dopo l’omicidio della giovane donna e dissemina piccoli indizi con precisione così da tenere alta la suspence fino all’ultima pagina.
L’autore intreccia con grande maestria la vicenda personale del protagonista con la realtà storica, creando una trama tra finzione e memoria di un passato relativamente recente di un periodo buio della storia d’Italia, quello degli Anni di Piombo.
Ma Ferranti riesce a raccontarlo al lettore con estrema delicatezza e sensibilità non giudicante cercando di offrirgli, nei limiti, una lettura “nuova” che solo il cinema è in grado di dare e soprattutto una profonda riflessione introspettiva su certe eventi e azioni.
Piccoli indizi di morte, il primo di una serie, è un giallo ben costruito ed equilibrato con personaggi sfaccettati ma completi, una trama coerente, dinamica quanto basta ma soprattutto che lascia spazio ai sentimenti, alla delicatezza, all’umanità.
Benedetta Borghi
Lo scrittore:
Alessandro Ferranti (1985) ha studiato Relazioni Internazionali. Ha lavorato come speaker e conduttore radiofonico. Come attore ha recitato in varie serie di successo, tra le quali Hanno ucciso l’uomo ragno e Il Gattopardo, e lavorato per registi come Ridley Scott, Paolo Virzì, Francesca Archibugi, Nanni Moretti, Pupi Avati, Ferzan Ozpetek, Paolo Sorrentino.












