Editore Sonzogno / Collana Romanzi
Anno 2026
Genere Giallo storico
300 pagine – brossura e ebook
Venezia, prima metà del Cinquecento.
Alla vigilia di un’elezione resa imminente dalla malattia del doge, Marcantonio Bragadin, figlio minore di una delle famiglie fondatrici della città, viene richiamato urgentemente a Venezia da una missiva.
Per lui sono in serbo progetti ambiziosi, destinati a escludere il primogenito Giovanni.
Ma quando il potere è in gioco, l’ordine naturale delle cose può essere sovvertito. In ballo non c’è soltanto il destino della famiglia Bragadin ma il futuro stesso della Repubblica.
Lo scontro tra le forze in campo si fa sempre più serrato: da un lato la fazione guidata da Pietro Loredan; dall’altro quella dello spietato comandante dell’esercito della Serenissima Sebastiano Venier.
Le loro manovre si intrecciano alle trame filopapali, alle mire espansionistiche della Francia di Francesco I e dell’ impero di Carlo V e all’avanzata ottomana nel Mediterraneo.
L’unica speranza di preservare l’indipendenza sembra affidata a una misteriosa invenzione che gli ingegneri dell’Arsenale, cuore simbolico e tecnologico della città, stanno mettendo a punto tra le sue mura
Un segreto decisivo e pericoloso che ha attirato nella Serenissima le più abili spie straniere, infiltrate nel tessuto cittadino per impossessarsene.
Chiamato a un compito molto più grande di lui, Marcantonio Bragadin è costretto a destreggiarsi fra intrighi politici, rivalità familiari, minacce e sotterfugi per scoprire chi tiene davvero le redini dell’inganno e chi decide davvero il destino di Venezia.
Luca Josi e Allegra Scattaglia, al loro primo romanzo, conducono con grande maestria il lettore nella Venezia del Cinquecento dipingendo, con dovizia di particolari, un quadro perfetto della situazione politica e sociale della città dell’epoca.
Si ha la reale sensazione di camminare tra le calli affollate di gente di ogni estrazione sociale e dai svariati mestieri, di frequentare ridotti per discutere di arte, di guerra, di giustizia e soprattutto pianificare intrighi.
Lungo Riva del Ferro, mercanti, facchini, operai si affannano a trasportare ceste per il mercato, mentre da ampie chiatte, ormeggiate sul Canal Grande davanti al palazzo, altri lavoranti scaricano bauli e casse spedite dai signori di Norimberga e da quelli di Amburgo, di Lubecca e dalle altre città dell’Hansa, sul Baltico.
La narrazione fluida, precisa, molto coinvolgente, ricca di suspense e di mistero permette al lettore una sorta di partecipazione agli eventi descritti come se fosse, se non un protagonista, certamente una comparsa nelle vicende descritte.
La sua attenzione è tenuta alta dalla prima fino all’ultima pagina senza dargli la possibilità di adagiarsi un momento e di perdersi negli avvenimenti.
I personaggi, non solo quelli principali ma anche quelli definiti secondari, sono molto ben caratterizzati e costruiti così da offrire al lettore una “conoscenza” psicologica degli stessi completa ed esaustiva e fondamentale per comprendere i motivi del loro agire. Dietro alla costruzione di ogni personaggio c’è uno studio profondo della psicologia umana, proprio perché è necessario rendere quest’ultimo il più coerente e credibile possibile, così da offrire al lettore la possibilità di identificarsi o immedesimarsi in uno di loro e non solo.
Probabilmente è per questo che in quest’opera non si riesce a tracciare un linea netta tra personaggi primari e personaggi secondari, in quanto gli autori hanno saputo dare a ciascuno di loro una propria importanza, un proprio valore che contribuisce a dare completezza all’intera vicenda narrata.
Ad alcuni personaggi il lettore si affeziona e si identifica perché riescono a entrare in comunicazione con la parte più emotiva, più sensibile, più profonda di quest’ultimo.
Un accenno particolare e doveroso merita il notevole e impegnativo lavoro di ricerca, documentazione e ricostruzione storica eseguito magistralmente dagli autori che permette ad un romanzo storico di essere degno di questo appellativo.
Permettere a chi lo legge di conoscere epoche storiche molto lontane da noi in ogni senso o approfondirne certi aspetti rimanendone molto coinvolto e incuriosito, penso sia uno degli obiettivi più desiderati di chi si cimenta in questo genere letterario.
La storia narrata è ambientata, come si diceva, nella prima metà del Cinquecento ma le vicende, l’agire dei personaggi, gli intrighi, i sotterfugi rappresentano una commedia o meglio una tragedia umana universale, senza tempo, in cui ciò che conta di più spesso non si vede e quasi mai nasce dall’oggi al domani. A volte, certe forze restano ferme per anni, silenziose, finché non decidono di muoversi.
La fiducia, la lealtà e la famiglia sono valori per cui vale la pena lottare anche quando tutto ti sembra crollare addosso e mettere ogni cosa in discussione.
Marcantonio Bragadin l’ha imparato a sue spese. Ora divora la strada sotto la pioggia di inizio gennaio. L’acqua gli fa bruciare la ferita ancora aperta, ma non rallenta. Adesso avanza nella bufera.
Benedetta Borghi
Gli scrittori:
Luca Josi e Allegra Scattaglia vivono a Roma. Questo è il loro primo romanzo ed è
ispirato a una figura della storia familiare di Luca, Marcantonio Bragadin.












