Editore Todaro
Anno 2026
Genere Giallo
256 pagine – brossura e ebook
Per quanto venga citata nella sinossi principale va detto che della Milano fatta di aperitivi frenetici e rooftop alla moda nel romanzo se ne trova ben poca dato che il romanzo, come tutti i noir che si rispettino, è ambientato nella banlieu meneghina e più precisamente lungo una delle direttrici Sud-Est, la statale Paullese che attraverso una lunga teoria di capannoni e cascine collega Milano a Cremona.
Ma quello in cui si concentrano le storie poco edificanti è, ovviamente, il primo tratto quello che lambisce la grande metropoli senza toccarla e ne gestisce il lato oscuro lasciando al Centro città il suo abbagliante quanto finto luccichio di ricchezza perbene e perbenista. Un tratto di strada popolato da luoghi teoricamente visibili a tutti ma praticamente invisibili per la interminabile moltitudine di pendolari che percorrono la statale tutte le mattine per recarsi al lavoro e la sera per tornare a casa e che, durante la notte, diventano teatro di storie di ordinaria delinquenza sconosciute ai più fino a che un evento tragico non ne svela trama e ambientazione.
Partendo proprio da un omicidio e un suicidio che lascia più di una perplessità a coloro che indagano, comincia la narrazione di una catena di eventi apparentemente slegati fra loro ma che alla fine trovano un filo comune. L’autore a questo scopo ha diviso in due parti ben distinte la narrazione raccontando all’inizio del romanzo come la Polizia si muove per scoprire chi, e perché, c’è dietro a una serie di suicidi messi in atto con una tecnica giudicata inefficiente dalla scientifica ma efficace nei fatti, cosa che rende assai difficile portare avanti le indagini al commissario Biondo e alla sua assistente Garofalo.
Ma tutti gli eventi, grandi e piccoli che siano, hanno sempre una spiegazione, a volte semplice, a volte molto più complessa, spesso derivante da analisi introspettive che le persone, di loro spontanea volontà o costrette dagli eventi, svolgono su sé stesse fino ad arrivare a un esito che molto spesso li accomuna ad altri individui con destini apparentemente diversi.
Destini che si allineano nel momento in cui le riflessioni per quanto dissimili giungono alla medesima conclusione e portano alla medesima decisione nei confronti di una vita nei confronti della quale si sentono in debito con una sola e irreversibile possibilità di saldarlo.
A questo aspetto più umano e introspettivo Barone dedica la seconda parte del romanzo costituita da un lungo flashback che inizia con le riflessioni di un ispettore di Polizia in pensione e termina là dove avviene l’ultimo delitto fornendo così agli inquirenti ma, soprattutto, al lettore, una chiave di lettura degli eventi narrati in precedenza e che fin lì erano rimasti sospesi in un limbo fra il misterioso e l’incomprensibile che mantiene viva la curiosità in chi vuole capire non solo il come ma anche il perché.
Resta da dire che proprio questa narrativa sdoppiata su due piani completamente diversi mostra un’esperienza di lettura davvero particolare, che ci porta a leggere nella prima parte quello che sembra più essere una sorta di reportage sul sottobosco della criminalità milanese che ha nei comuni della cintura metropolitana il suo habitat naturale.
Nella seconda parte invece il lettore affronta una sorta di trattato di Psicologia attraverso il quale l’autore fornisce una fra le miriadi di possibili chiavi di lettura di ciò che muove l’animo umano verso un percorso che ha come fine ultimo l’espiazione di una colpa o l’assunzione di una responsabilità troppo a lungo negata.
Mauro Bossi
Lo scrittore:
Salvo Barone, nato a Palermo nel 1956, vive a Como dal 1999. Per uscire dal cliché della vita a una dimensione, quella del lavoro, si è concesso un cambiamento piacevole dedicandosi alla scrittura di gialli. Con Todaro Editore ha pubblicato due romanzi che hanno come protagonista il commissario Efisio Sorigu, Le regole del formicaio (2010) e Una giustizia più sopportabile (2012). Nel 2020 ha inaugurato la serie del commissario Enzo Biondo con il romanzo Cani da Riporto (da poco ripubblicato in ebook da Todaro) e nel 2024 è uscito il secondo romanzo della serie, L’uomo senza una scarpa.












