Giuliano Pasini – Il silenzio che resta

323

Editore Piemme
Anno 2026
Genere Thriller
368 pagine – brossura e ebook


Hello? Hello? Hello?
Is there anybody in there?

Una delle canzoni più celebri della storia, dolce e straziante insieme, suggellata da uno degli assoli più apprezzati di sempre, è il sottofondo musicale che attraversa l’ultimo libro di Giuliano Pasini, Il silenzio che resta (Piemme), una narrazione intima e dolorosa che gli ha richiesto dieci anni di lavoro, un atto coraggioso che “permette di fare pace con te stesso”; un thriller denso in cui colpi di scena e viaggi dentro la multiforme psiche dei personaggi si alternano e si confondono.
Comfortably Numb, il capolavoro senza tempo dei Pink Floyd, che significa qualcosa come piacevolmente insensibile, è la colonna sonora che Elena, la protagonista del romanzo, ascolta ossessivamente in loop nelle sue giornate, diventate, dopo la sparizione di suo figlio, un vuoto da riempire cercando di anestetizzare il dolore e alterare la percezione di una realtà troppo grande e complessa per essere compresa e accettata fino in fondo.
Siamo a Treviso, a pochi giorni dal Natale, non certo il periodo dell’anno più adatto a chi soffre, a chi sente la mancanza di chi si ama, perché l’atmosfera è pervasa da un sentore di promesse e serenità, che però a molti è preclusa. Sensi di colpa, di smarrimento, di malessere che non riescono a essere spenti da amicizie, altri affetti, dal lavoro che viene affrontato come rimedio, da terapie farmacologiche o psicologiche.

Un bambino è svanito nel nulla, e un anno più tardi, stesso giorno e stesso luogo, accade la stessa cosa, l’incubo peggiore per ogni madre, un trauma devastante. Ma forse dietro queste sparizioni c’è altro, ci si aspetta che in queste brutte storie i colpevoli vengano identificati, processati, puniti, e bisogna fare in fretta per trovare chi commette crimini così brutali. Ce ne accorgiamo anche nel quotidiano, l’opinione pubblica cerca continuamente dei casi di tragedie in cui poter avere un colpevole, parteggiare per i sospettati, dare soluzioni al caso anche dal divano della propria casa, dimenticandosi dell’angoscia provata da chi è coinvolto in prima persona in questi fatti.
E sembra proprio una triste storia di provincia quelle raccontata da Pasini, dove c’è una mamma benestante ma depressa, violenze familiari che sono accettate e nascoste, il lavoro femminile che deve passare necessariamente in secondo piano con la nascita di un figlio, bullismo tra ragazzi, invidie e gelosie tra amiche, emulazione, senso del dovere che diventa ricatto personale.

L’autore scava in maniera feroce in questa discesa nella disperazione, ci porta a osservare da vicino gli abissi in cui può precipitare la mente, attraverso le figure dei protagonisti, tutti alle prese con qualcosa di non confessato e non confessabile. Un giallo psicologico, dove anche il lettore partecipa alla ricerca di chi ha fatto sparire Mattia, è al fianco dell’altro protagonista del libro, il vicequestore Santo Mixielutzi, soprannominato “Sfinge”, con i suoi silenzi carichi di significato. Nella ricerca di chi ha ridotto la madre in quello stato di confusione, nella sua inarrestabile calata agli inferi, all’angoscia di quanto a poco a poco si scopre attraverso l’ipnosi effettuata da una terapeuta, sente la tensione davanti al racconto di un uomo fatto di buio…
Si chiude il libro, ma certe ferite rimangono difficili da rimarginare.

The child is grown
The dream is gone
I have become comfortably numb

Mauro Cremon


Lo scrittore:
Giuliano Pasini, nato a Zocca in provincia di Modena, è un orgoglioso uomo d’Appennino che vive in pianura, a Treviso.
Socio di Community, una delle più importanti società italiane che si occupano di reputazione, è presidente del Premio Letterario Massarosa e in giuria di altri concorsi italiani e internazionali.
Il suo esordio, Venti corpi nella neve (ora Piemme), diventa subito un caso editoriale, tradotto in diversi Paesi. Seguiranno Io sono lo straniero e Il fiume ti porta via, tutti con protagonista Roberto Serra, poliziotto anomalo e dotato di grande umanità, in perenne fuga da sé stesso e dal male che lo affligge. È così che si muore ne segna il ritorno a Case Rosse, dieci anni dopo il primo romanzo.
Un’ambientazione che ritroviamo, così come la coppia Serra e Tonelli, nell’ultimo appassionante thriller di Pasini, L’estate dei morti.