Soren Sveistrup – Conta fino a due

128

Editore Rizzoli
Anno 2026
Genere Thriller
592 pagine – brossura e epub
Traduzione di Eva Kampmann


Più leggo e più mi convinco che il passato di ognuno sia ciò che condiziona più di tutto il presente. Quello che abbiamo vissuto e la maniera in cui lo abbiamo vissuto, ci segna così profondamente da provocare cicatrici indelebili o addirittura ferite che non si rimarginano. E superare quello che è stato è difficile. In alcuni casi impossibile, perché coincide con quello che siamo diventati, ne è la sostanza, la forza e la spinta primitiva. E come si riesce ad andare contro se stessi?

“perché gli sembra sempre più facile respirare quando i fantasmi del passato
non lo salutano a ogni angolo di strada.”

È un freddo giorno di San Valentino quando una donna di quarantuno anni scompare nel nulla a Copenaghen. Silje è separata. L’ultimo messaggio prima di scomparire è per la figlia che è con il padre. A indagare sul caso di scomparsa Naia Thulin, che dopo aver risolto un paio di anni prima il caso dell’ Uomo delle Castagne, aveva preferito essere spostata in una posizione più tranquilla, ai Crimini informatici. Ed è proprio dalla messaggistica della donna scomparsa che affiora qualcosa di inquietante. Sembra che fosse vittima da settimane di uno stalker che usava strofe di una filastrocca per giocare a nascondino, abbinate a foto o video della donna facendola sentire perseguitata. Ad affiancare Naia in questa indagine anche Mark Hess, che sta attraversando un momento familiare difficile – ma che non si risparmia in questo caso – che sembra collegato all’omicidio di una ragazza di due anni prima, che aveva ricevuto i medesimi messaggi della conta.

“Conta fino a uno, conta fino a due”

Nel momento in cui ho saputo che sarebbe uscito non vedevo l’ora di poterlo leggere, perché il romanzo precedente con protagonisti questa coppia di investigatori mi era piaciuto molto. E “Conta fino a due” è un thriller che ha rispettato le promesse, donandomi una lettura serrata che va a scavare nelle fragilità, nelle ossessioni, nei dolori, nelle paure che ci portiamo dietro senza avere la forza o il coraggio di superarle perché in certi casi estremi sarebbe come rinnegare se stessi. Le atmosfere sono quelle nordiche e forti sono le suggestioni. Il modo in cui la trama si snoda sotto i nostri occhi è accattivante, così come la connessione che c’è tra la mente del killer e come inscena la morte delle sue vittime, che rappresenta alla perfezione il malessere che vorrebbe cancellare dalla società. La narrazione è fresca così come lo stile che con abilità ti porta in una dimensione oscura in precario equilibrio tra il bene e il male.

“Erano tutti vittime involontarie della vita dei grandi.”

Qui ho trovato il dolore insuperabile per chi ti viene strappato dal cuore. La tenerezza di un legame tra fratelli così diversi tra loro e dove il senso di protezione si sprigiona da chi sembra essere più debole. Ho trovato la paura di concedersi all’amore per proteggere se stessi ma anche la felicità e la serenità che ci investe quando finalmente si riesce a lasciarsi andare a esso. Ho trovato i segreti, quella zona inaccessibile dove i figli sono qualcosa di diverso da quello che conosciamo di loro. E loro di noi.

Federica Politi


Lo scrittore:
Soren Sveistrup è nato a Copenaghen nel 1968. Adottato quando era ancora molto piccolo, ha trascorso l’infanzia sull’isola remota di Thurø, a sud della Danimarca. Ha scelto la strada della sceneggiatura perché “puoi usare tutto quello che sei, che ti porti dietro, tutti i sentimenti, e farci qualcosa. Capirlo è stata una grande liberazione”. L’uomo delle castagne è il suo primo romanzo, un grande successo in patria tradotto in 25 paesi.