Franco Vanni – Morte e miracoli del numero 3. La nuova indagine di Steno Molteni

81

Editore Baldini + Castoldi
Anno 2026
Genere Giallo
pagine – brossura e ebook


Nell’anno in cui ai campionati mondiali, le squalifiche non vengono decise sul campo ma nello studio ovale della Casa Bianca e sulla panchina azzurra ritorna un tizio che se ne era andato, non per una pessima figura rimediata sul campo, ma solo per un ricco assegno sventolato dai regnanti Sauditi. Scrivere un libro peraltro antecedente a entrambi gli eventi sulle grandi miserie del piccolo calcio di provincia può quasi sembrare pleonastico ma, in realtà, è un fedele ritratto nel mondo del calcio attuale in cui se il pesce come sempre puzza dalla testa si può ben dire che anche la coda non è che sia messa molto meglio.

Perché i grandi scandali che periodicamente scuotono il mondo del calcio affondano le loro radici nelle acque torbide delle piccole realtà sportive dilettantistiche in cui si muovono personaggi di dubbia moralità, sempre a caccia della pepita che possa far svoltare la loro carriera (e ingrossare il loro conto in banca).

In questo sottobosco Franco Vanni spedisce i suoi protagonisti un giornalista, un ispettore di polizia e una fotografa d’assalto a cercare cosa si cela dietro l’apparente incidente stradale che è costato la vita a una giovane promessa di una piccola squadra brianzola, pronto a spiccare il volo verso la massima serie e una carriera luminosa vaticinata da più di un esperto.

La storia si sviluppa su due piani che potrebbero sembrare distinti e distanti tanto quanto lo sono gli hotel di lusso di Milano in cui alloggiano procuratori predatori, sempre pronti ad affondare le zanne nella carne viva delle piccole società sportive. E appunto le società, che invece vivono di pochi mezzi economici molto spesso dispensati dalla generosità di qualche mecenate e soprattutto dell’entusiasmo mai sopito di vecchi allenatori, burberi personaggi che indossano da anni la solita vecchia tuta lisa e che hanno tirato su generazioni di aspiranti campioni, la maggior parte dei quali ha poi appeso le scarpe al chiodo prima di poter anche solo vedere di riflesso le luci della ribalta.

Oltre a questi fondamentali personaggi, troviamo anche il classico sottobosco umano che prolifera ai piedi dei protagonisti del magico mondo della pedata d’autore fatto di ragazze molto sveglie (nello specifico pure troppo) che fiutano la preda con ricchezza futuribile quasi meglio dei procuratori-squalo già citati. E poi bodyguard, la cui passione per il culturismo fa a gara con quella degli immancabili ultras da stadio, che sono probabilmente il peggior prodotto della retorica guerriera che descrive quella che dovrebbe essere una sana competizione sportiva come una sorta di guerra dei mondi, dove i colori sociali sono il vessillo di un’identità preconfezionata da regalare a quelli che non hanno mai saputo trovare la propria in modo autonomo e consapevole.

La narrazione è lineare senza salti di tempo o flashback troppo lunghi e fa proseguire in parallelo l’indagine poliziesca con quella giornalistica, e anche qui troviamo un grande classico che è l’influenza che le due professioni esercitano l’una sull’altra, aiutandosi vicendevolmente a trovare le risposte che servono, da un lato a far sì che la giustizia rimetta ordine nel caos sociale creato dal crimine e dall’altro consentire che la cronaca degli avvenimenti sia basata su fatti reali e prove concrete e non su ipotesi e supposizioni che, come spesso realmente capita, non hanno alcun fondamento solido se non lo scopo di creare sensazionalismo intorno a eventi che meriterebbero maggiore sensibilità e rispetto.

Finale ben congegnato che rivela ancora una volta la “banalità del male” senza ricorrere a improbabili quanto inutili colpi di scena.

Mauro Bossi


Lo scrittore:
Franco Vanni (Milano, 1982), cronista al quotidiano «la Repubblica», ha seguito centinaia di casi di cronaca nera e giudiziaria. È docente al master in Giornalismo dell’Università Cattolica. Insegna all’Accademia del giallo. Con tre amici cura il blog di pesca anonimacucchiaino. it. Nel 2015 ha pubblicato Il clima ideale, suo primo romanzo, premiato come migliore esordio italiano alla trentesima edizione del Festival du Premier Roman de Chambéry. Nel 2017, con Andrea Greco, ha scritto il saggio d’inchiesta Banche impopolari. Nel 2018 ha pubblicato per Baldini+Castoldi il giallo Il caso Kellan, in cui compare per la prima volta come protagonista il giornalista-investigatore Steno Molteni.