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Contorni di Noir | September 22, 2017

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James Lee Burke – Creole Belle

| On 10, Ott 2015

Editore Unorosso Marchio editoriale di Parallelo45 Edizioni
Anno 2015
Genere Hard boiled
576 pagine – brossura
Traduzione di Frigerio Porta G.

 

COPERTINA-CREOLE-BELLE-500PXC’è del marcio in Louisiana.

In queste parole, parafrasando Shakespeare e il suo amletico “c’è del marcio in Danimarca”, si annida il senso, il cuore e la forza di questo bel romanzo di James Lee Burke.

In un’atmosfera torbida e paludosa  si dipanano le vite e le avventure dei protagonisti:  buoni e  cattivi. I buoni sono Dave Robicheaux e il suo amico Clete Purcell, rispettivamente detective ed ex detective della polizia di New Orleans, ex commilitoni in Vietnam, disincantati, ma allo stesso tempo candidi e onesti fino al midollo e fino alle estreme conseguenze. I cattivi invece sono tanti, inafferrabili, sgusciano via velando le loro perfide intenzioni e le più efferate malefatte con i sorrisi e l’opulenza che solo il denaro, tanto e di dubbia provenienza, regala.

Chi ama Burke, e lo segue da sempre, lo sa bene: la Louisiana che racconta nei suoi romanzi non è solo un territorio, è un’anima intera. Un mondo a due facce. Una, quella fascinosa, colorata e musicale della New Orleans da cui veniva anche Louis Armstrong, una specie di festa mobile e paradiso della gioia ostentata e continua, che balla al suono di “When the saints go marchin’ in” come se fosse un’allegra sarabanda quando invece è una canzone che parla di morti;  l’altra faccia della città  è  l’acquitrinosa palude di mangrovie e bayou, dove tra i vapori nebulosi e le acque morte, scivolano e  si insinuano le creature della paura e della perversione. Una città, New Orleans, dove i resti della devastazione dell’uragano  Katrina ancora deturpano il paesaggio e le anime della gente.

” Dopo la sparatoria dietro la mia casa sul bayou Teche, a New Iberia, subii tre operazioni, una delle quali mi salvò la vita.”

Comincia così questa nuova avventura di Dave Robicheaux, appena uscito dalla precedente, che lo ha lasciato vivo per miracolo. Ma lui non impara mai. Non si tira indietro. Lui è uno che non si ferma davanti a niente, nemmeno alle pallottole. Come a dire: mi avete lasciato mezzo morto, ma eccomi qui, più duro e puro di sempre.

La storia: A New Orleans spariscono ragazze. E non solo. Nella fluida opacità delle paludi, uomini senza scrupoli, portatori insani di follie antiche e barbare, hanno costruito un impero di denaro  e potere, sotto coperture appena credibili. Ma tanto che importa? perché mai nascondersi? Da che mondo e mondo i potenti non devono temere nulla, perché la rete di protezione di cui possono disporre è tenuta insieme da altri poteri: la politica, la finanza, il ricatto.

E qui, in Belle Creole, le radici del male affondano in un passato lontano e in un orribile segreto.

“Tornai ai resoconti forniti dai sopravvissuti di Auschwitz. Molti di loro parlavano di un giovane ufficiale delle SS particolarmente crudele…”

Dave e Clete intuiscono che qualche tremenda verità si nasconde nella vita della potente famiglia Dupree. Quando questo sospetto si aggancia al macabro ritrovamento del corpo martoriato di una giovane ragazza nella palude, i due cercano, incautamente e contro molte resistenze locali, di smascherare i colpevoli. Ma così facendo si scontrano con il torbido ambiente che detiene i poteri occulti della città, scatenandone la rabbia e la vendetta.

La caccia ai responsabili della sparizione e della morte di quella e forse di altre  giovani ragazze, provoca una guerra spietata dove non si fanno prigionieri.

D’altra parte non si lotta solo per la supremazia personale o sociale, ma, come sempre, per i soldi. Una montagna di soldi, un everest di dollari legati al petrolio e alle trivellazioni selvagge del mare che bagna la Louisiana, il Golfo del Messico. Trivellazioni che già in passato avevano causato lo scempio della costa e la distruzione dell’ecosistema, avvelenando le acque, i pesci, tutto.

“Nell’aprile del 2010 l’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon di BP provocò 11 morti e riversò nelle acque del golfo circa cinque milioni di barili di petrolio. ” (Il Post)

Nel gorgo delle vicende che affollano questo romanzo, solo l’amicizia incondizionata dei due vecchi compagni d’armi, Dave e Clete, resta pura e incontaminata. In questa sorta di Inferno Louisiano, dove la discesa al cuore del male sembra non avere mai fine, i due protagonisti sono alternativamente Dante e Virgilio, scambiandosi i ruoli di guida e di salvatore.

“Eravamo in una tempesta, il fuoco bruciava dietro di noi, e ci sostenemmo l’un l’altro.”

Dire di più significherebbe svelare troppo di questa storia che fa delle sorprese e dei colpi di scena il suo forte, insieme alla eccellente caratterizzazione dei due protagonisti, Dave e Clete, dolenti portatori della consapevolezza dell’eterna persistenza del male e della incrollabile necessità di combatterlo comunque, anche sapendo che forse si resterà sconfitti..

Dave Robicheaux al cinema ha avuto il volto, azzeccatissimo, di Tommy Lee Jones, portato sullo schermo dal regista Bertrand Tavernier nel film del 2009: L’occhio del ciclone, tratto dall’omonimo romanzo del 1993  di J.L. Burke.

Il romanzo è imponente, 576 pagine, tutte cadenzate dallo stile inconfondibile di Burke, colorate come un blues e intense come il profumo dei fiori tropicali che punteggiano il bayou, tra le mangrovie giganti e le piccole imbarcazioni dei bracconieri e dei contrabbandieri.

E’ un gran libro, scritto da un maestro del genere. Condividiamo in pieno  la frase dell’altro maestro del genere giallo che è Michael Connelly, riportata in quarta di copertina, e  che dice :” Burke è un grande romanziere americano, i cui lavori sono ineguagliabili.”

Ineguagliabili davvero, una pagina di James Lee Burke si riconosce dalle prime righe e non si molla finché non si è finito il libro. Libro che può essere poi usato dai lettori più intraprendenti come straordinaria guida turistica ai luoghi del detective Robicheaux, e, per i più golosi, come guida gastronomica alle meraviglie culinarie della Louisiana, a cominciare dal Gumbo, tutte descritte  e inframmezzate a citazioni musicali da veri intenditori  del blues e della sua storia.

Solo  un appunto va fatto a questa pubblicazione, e cioè l’eccessiva presenza di refusi tipografici. Si spera e ci si augura che in una ristampa o seconda edizione, l’editore provveda a in proposito.

Carla Vistarini


Lo scrittore:
James Lee Burke (Houston, 5 dicembre 1936) è uno scrittore statunitense. Autore di romanzi polizieschi e thriller, ma anche di molta narrativa mainstream e di numerosi racconti, ha creato il personaggio di Dave Robicheaux e concepito la lunga saga della famiglia Holland, a partire dal capostipite Sam (personaggio realmente esistito, che prese parte alla battaglia di Alamo), per giungere ai suoi pronipoti Hack Holland e Billy Bob Holland, protagonisti di numerosi romanzi. (da www.wikipedia.it)