Alessandra Acciai – Assenza da giustificare

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Editore Piemme / Collana Thriller
Anno 2024
Genere Thriller
384 pagine – brossura e ebook


“Alzo gli occhi verso le finestre di Adriano, sopra il tetto e ancora più su, osservando il cielo scuro. Alla luna manca un pezzo per essere piena. A me tantissimi.
Le stelle sono lontanissime, puntini minuscoli e irraggiungibili, difficile definirli stelle”.

“A me tantissimi”.
In queste tre parole c’è tutto il personaggio di Alina Mari, che ho amato dalla prima pagina, come l’intero romanzo.
Alessandra Acciai: un vera, grossa sorpresa, molto piacevole, per una lettrice compulsiva di gialli e thriller da una vita, sempre più spesso delusa da storie banali, stanche, ripetitive.
E allora ben venga una ventata di freschezza, una lettura accattivante, che unisce una bella storia a un ottimo stile di scrittura.

Un po’ di trama…
Alina Mari è un’ispettrice di polizia romana. Personaggio complesso, tormentato che di più non si può, e ne ha ben donde: abbandonata, cresciuta in orfanotrofio, ambiente duro e anaffettivo, con la sola amicizia di Tito, tutt’ora suo solo amico e quasi-fratello.
Vive in un camper, sotto casa di Adriano, l’uomo che l’ha portata via da quella specie di prigione, e che per lei è come un padre.
La donna non ha mai avvicinato un uomo, anzi, proprio non sopporta il contatto fisico con nessuno, ma desidera un figlio. Perciò si reca in una clinica di Bruxelles per tentare l’inseminazione artificiale. Proprio in quel momento, viene richiamata perentoriamente a Roma: un omicidio da affrontare, ed è il suo primo caso da ispettrice! Perciò non può sottrarsi. E rimanda tutto.

È uno strano omicidio, quello che ha davanti. Una donna riservata, tranquilla, professoressa in un esclusivo Liceo privato, di matrice cattolica: Elena Cantini. Il cadavere è in un parco, in posizione di croce, con l’anulare mozzato.
Da dove partire?
Quando l’ispettrice scopre che altri casi simili erano accaduti parecchi anni addietro, pensa a un serial killer. Ma le altre erano prostitute, che cosa c’entra una donna rispettabile come la Cantini?
Da qui parte l’indagine, che sarà lunga, meticolosa e densa di scoperte interessanti. Non solo, ma anche di personaggi ambigui, o adorabili, come il pubblico ministero Ricceri, amore a prima vista per le lettrici (e si spera anche suo…).
C’è un altro protagonista delizioso in questa storia: è Dirac (come il fisico!), il cane meticcio della professoressa Cantini, che trova in Alina una sostituta perfetta della sua padrona e questo sì, sarà amore a prima vista. Dirac parteciperà a tutte le manovre, alle scoperte, come un vero poliziotto.

Ciò che più ho apprezzato in questo romanzo è stata la narrazione a due binari: contemporaneamente alla storia gialla, le vicenda personale di Alina Mari, a tratti struggente, piena di sentimento, di dolore, ma senza mai voler impietosire il lettore. Piuttosto, è come se l’autrice volesse farci immedesimare nella protagonista (lo dico da donna) e ci riesce!
Abbiamo un doppio personaggio: da un lato, la poliziotta tenace, intuitiva, che pur rapportandosi con i colleghi uomini con le dovute distanze, è una buona collaboratrice e un buon capo.
Dall’altro, la donna fragile, con il fantasma del suo doloroso passato che incombe sempre e che le impedisce di avere normali rapporti con le persone.

“ So che ci vorrà del tempo, ma almeno ho allineato tutti i tasselli davanti a me: ci sono le mani di mia madre, il dottor Montparnasse, i miei ovuli fecondati, suor Germana, tutti gli orfani del mondo. Ogni storia di abbandoni e tradimenti. E le solitudini. Le assenze”.

Mentre la vicenda procede, e con essa l’indagine, avviene nella donna un lento cambiamento, una sorta di maturazione, che apre il cuore alla speranza. Di cosa, vorrete sapere? Lo scoprirete leggendo, e vi assicuro, cari lettori, che vi appassionerà tanto quanto me, al punto che ho visto la parola fine con molto rammarico (letto in due giorni!) e che mi auguro di leggere presto un seguito, con un altro caso interessante e con questa donna che mi ha preso il cuore.
Qui c’è tutto: femminicidi – mai come ora attuali – introspezione nell’universo femminile; suspence. Infine: una Roma descritta con amore in tante pennellate qua e là.
Che dire: con-si-glia-tis-si-mo!

Rosy Volta


La scrittrice:
Alessandra Acciai è laureata in Discipline dello spettacolo. È attrice, sceneggiatrice e produttrice cinematografica. Assenza da giustificare è il suo esordio nella narrativa.