Gianluca Morozzi – Gli Annientatori

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Editore Tea Collana Narrativa TEA
Anno 2018
Genere Noir
196 pagine – brossura e ebook

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Questo è l’inferno: non sapere da quanto tempo sei all’inferno”.
Così si apre questo nuovo romanzo di Gianluca Morozzi, con un brevissimo capitolo tutto in corsivo, misterioso e terrificante. “Anche l’inferno è preferibile agli Annientatori”.

E poi comincia la storia, in ordine cronologico, raccontata però da un protagonista cui il fatto terribile che non riusciamo a comprendere (non ancora, almeno) è già avvenuto. Si tratta insomma della descrizione del percorso che ha portato il narratore a… non si sa, ma è atroce.

Il protagonista è Giulio Maspero, un autore che ha avuto un certo successo con il suo terzo romanzo, “Zanne e artigli”. Dopo un breve excursus su come Giulio si arrivato a diventare uno scrittore, (e sui suoi pessimi rapporti con un padre gretto e ignorante), ci ritroviamo d’estate, un’estate torrida, a Bologna, dove il protagonista è nato e vive. Abita con la fidanzata, e tiene corsi di scrittura creativa. Ma non ama più la sua donna, e ha una serie di avventure con alcune partecipanti al corso; finché la fidanzata non lo scopre, e lo caccia di casa; per fortuna, un conoscente ha un appartamento in affitto in periferia che deve abbandonare per qualche settimana, e lo offre gratuitamente a Giulio. E qui, in quel condominio abitato da persone strane ma affabili (alcune lo sono fin troppo), comincia la rapida spirale che porterà Maspero a trovarsi in balia degli Annientatori.

Già, gli Annientatori. Il protagonista li nomina più di una volta, ma resta oscuro di chi si tratti, che cosa gli abbiano fatto, perché Giulio li tema e li odi tanto. Gli Annientatori, che danno il titolo al romanzo. Un titolo misterioso, angosciante. Come misterioso e angosciante è il libro.

Morozzi ha scelto di farci sapere subito che il destino di Giulio Maspero è atroce, che qualcosa di terribile lo aspetta alla fine delle pagine del romanzo. Lo dice chiaramente nelle primissime pagine. Leggiamo quindi “Gli annientatori” con la consapevolezza di questa spada di Damocle che incombe su Giulio, aspettando solo di sapere cosa sia successo, come, perché. E questo rende il romanzo ancora più avvincente; anche le pagine all’apparenza più innocue, come la prima visita di Maspero alla curiosa osteria vicino alla sua nuova casa o l’incontro casuale con una bellissima donna che lo ammira in maniera leggermente ossessiva, ci lasciano a chiederci se le terribili creature che hanno trasformato la vita del protagonista in un vero e proprio inferno si nascondano lì, dietro il volto dell’oste burbero o della “Liv Tyler manga” (definizione usata nel romanzo).

Si tratta di un libro che si legge di corsa, che non si lascia mettere giù. Un paio di centinaia di pagine, ma volano, una dopo l’altra, con la voglia – anzi, la necessità – di scoprire cosa sia successo. Morozzi ci ha abituati a situazioni angoscianti, a personaggi alla fin fine spiacevoli ma con i quali alla fine ci si ritrova a simpatizzare. Questo “Gli annientatori” segue quel filone, ma creando una situazione – come sempre nei lavori di questo autore – originale, affascinante.

Un romanzo, insomma, sconsigliato agli schizzinosi e ai deboli di stomaco, ma direi quasi imprescindibile per chi ama leggere storie angoscianti, costruite in maniera sopraffina, indimenticabili.

Marco A. Piva

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Gianluca Morozzi è nato nel 1971 a Bologna, dove vive. Musicista, conduttore radiofonico, tiene corsi di scrittura creativa ed è direttore editoriale di Fernandel. Autore di saggi, racconti, graphic novel.