Rosa Teruzzi – Non si uccide per amore

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Editore Sonzogno
Anno 2018
Genere Giallo
159 pagine – brossura e ebook

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Dopo una trepidante attesa ritrovo finalmente il trio di investigatrici più bizzarro che ci sia: Libera, Iole e Vittoria che mi trasportano in un’altra indagine da risolvere.

Questa volta non ci sono casi su cui investigare, sarà Libera la vera ed unica protagonista di questa storia, la miss Marple del Giambellino, che farà luce sull’omicidio del marito Saverio, morto molti anni prima per mano sconosciuta e rimasto caso irrisolto. Il ritrovamento di un bigliettino “Martedì 25 , alle sette, nel parcheggio” in una vecchia camicia del marito porterà Libera a fare un tuffo nel passato per farsi giustizia da sola.

La sosterranno nelle indagini la mamma Iole, che seppur stravagante riesce sempre ad essere d’aiuto, il Dog, cronista del quotidiano La città e la sua giornalista la Smilza con cui Libera costruirà un rapporto sempre più intenso fatto di vicinanza ed affinità. Ricerche che si snodano tra Milano e la Calabria e che portano le tre donne ad incontrare ambienti malavitosi dove regna il silenzio e l’omertà e dove ci sono tanti segreti da scoprire. Strani collegamenti tra Saverio e alcuni boss della ‘ndrangheta’ e le loro famiglie ci introdurranno in un mondo caratterizzato da bugie ed inganni.

Sapiente la descrizione di Milano e dell’hinterland, che per chi come me conosce quei posti, ti trasporta nei luoghi descritti nelle pagine del romanzo accanto ai protagonisti. Una Milano severa e altezzosa in grado di regalarci scorci inaspettati e poetici celati dietro il trambusto della città, Milano come città d’acqua che riesce a descrivere bene l’intreccio romantico tra la vita tormentata e vivace della protagonista e luoghi da lei più amati. Libera è il personaggio che ho più amato di tutti, una donna impaurita dal proprio futuro, piena di dubbi relativamente all’uomo che crede di amare ma che non riesce ad avere al suo fianco, che lotta per avere un rapporto migliore con la figlia…
Una donna forte perché fragile. Si, perché, la fragilità è una forza. E’ la forza delle donne che vivono le pulsioni della loro anima.

Assente ingiustificata Vittoria, che troppo impegnata in una nuova relazione amorosa, non sarà d’aiuto per niente nelle ricerche e non renderà giustizia al padre. Un’ indagine complessa caratterizzata da dubbi e paure, ma soprattutto da emozioni, quelle vere, come l’amore, quello incondizionato per il proprio uomo e la famiglia, per il proprio lavoro, ma anche il dolore e la sofferenza, la perdita e la delusione, l’accettazione della fine e la paura del cambiamento.
Rosa Teruzzi, nasce come giornalista di cronaca nera nel quotidiano pomeridiano “La Notte”: uno tra i giornali milanesi più popolari negli anni cinquanta e sessanta. Per anni è stata curatrice di Verissimo ed attualmente è caporedattrice del programma televisivo Quarto Grado oltre che scrittrice di gialli di cui l’ultimo è “Non si uccide per amore”.
L’amore per i caselli ferroviari risale alla sua infanzia e per immergersi meglio e rendere più reali le descrizioni dei paesaggi, ha deciso di comprare all’asta un casello ferroviario in un paese sul Lago di Como, dove potersi rifugiare d’estate, quando è in pausa il programma a cui lavora e dedicarsi completamente alla scrittura.
Un giallo dalle tinte un po’ rosa a cui non si può resistere, che fa riflettere e sorridere. Resto in attesa di nuove avventure, perché no, anche amorose di Libera e di tutte le altre donne di questo romanzo.

Eliana Russillo

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La scrittrice:
Rosa Teruzzi vive e lavora a Milano. Per Sonzogno ha pubblicato La sposa scomparsa (2016) e La fioraia del Giambellino (2017). Questo è il terzo volume della serie che vede come protagoniste le tre investigatrici milanesi.