Jo Nesbo – Macbeth

2056

Editore Rizzoli Editore Collana Narrativa Straniera
Anno 2018
Genere poliziesco noir
612 pagine – rilegato e ebook
Traduzione di M. T. Cattaneo

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Non è il Jo Nesbo cui siamo abituati, d’accordo, ma non per questo è meno valido, anzi! Accanto ai fans del noto giallista norvegese entusiasti di “Macbeth”, ce ne sono altri delusi di non trovare nel romanzo i tratti tipici dei libri di Nesbo, bestseller come  “La ragazza senza volto”, “ Il Leopardo”, “Il Pettirosso”, “L’uomo di neve” o il più recente “Sete”. Vero è che di paesaggi innevati, dell’ispettore Harry Hole e dei suoi feroci serial killer, qui non c’è traccia: qui c’è una densa cupezza dove uomini e spettri si confondono, c’è un basso cielo nero che scatena burrasca su una città stremata dal degrado, dalla droga e dalla corruzione.
“Macbeth” di Jo Nesbo è un romanzo scenografico di grande effetto, marchiato a fuoco dai tratti del dramma shakespeariano.

Chiariamo subito che ogni riferimento all’opera di Shakespeare è voluto. Il testo di Nesbo rientra infatti in una operazione commerciale della Hogarth Press di Londra, editrice fondata nel 1917 da Virginia e Leonard Woolf, oggi proprietà del gigante editoriale Penguin Random House. Il progetto “Hogarth Shakespeare” presenta la rivisitazione dei capolavori di Shakespeare per mano di romanzieri contemporanei come Margareth Atwood, che ha riscritto “La Tempesta”, Howard Jacobson, con “Il mercante di Venezia” o Anne Tyler con “La bisbetica domata”. Cimentandosi col “Macbeth”, Jo Nesbo ha creato per la storia un contesto alternativo efficace e credibile, ha modellato personaggi moderni su quelli che si battevano nella Scozia medioevale, riuscendo a infondere lo spirito del Macbeth classico in un noir poliziesco notevolissimo.
Lo scenario è quello di una città morente, avvelenata da un decadimento inesorabile. Poco influisce il collocamento temporale – Nesbo ha scelto gli anni ’70, quel che importa è la lotta tra poliziotti giusti, poliziotti corrotti e bande criminali che tramite omicidi, ricatti e mazzette tengono in pugno la popolazione.

L’agente Macbeth starebbe dalla parte dei giusti, se potesse accantonare un passato turbolento, di violenza e di droga; del resto, la “miscela” preparata dalle Streghe, tre prostitute al soldo di Ecate, re del narcotraffico, non è una qualunque droga sintetica, ma una misteriosa pozione dagli effetti formidabili, che Macbeth conosce molto bene. Ciò nonostante, lui è il poliziotto migliore, tanto che viene messo a capo dell’Unità Anticrimine, ma non pago di questo, mosso da una sfrenata ambizione, comincia la scalata dei poteri costituiti. Lo sprona e lo sostiene Lady, la sua donna, avida e battagliera. Perfetto alter ego di Lady Macbeth, Lady possiede il Casinò più esclusivo della città, l’Inverness, dal quale ordisce trame affinché l’uomo che ama conquisti la carica di Commissario Capo.

Il piano è spietato e astuto, ma su tutto avrà la meglio l’oscura ossessione che sconvolge la mente di Macbeth portandolo a tradire gli amici più cari e perfino se stesso, condannandolo come da copione al tormento di orride visioni, per poi spingerlo in un abisso di follia.
Il romanzo è potente, a me è piaciuto moltissimo. L’Autore è riuscito a prendere le distanze dai propri canoni stilistici per adottare una forma espressiva immaginifica, che ha dato vigore al dramma psicologico pur tenendo il ritmo di un poliziesco al fulmicotone. Con il suo nuovo “Macbeth”, Jo Nesbo osa, sperimenta e si rinnova, confermandosi il grande Autore di sempre.

Maria Teresa Casella

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Lo scrittore:
Jo Nesbo, norvegese, è uno degli autori di crime più importanti al mondo. Della serie con protagonista Harry Hole, presso Einaudi ha pubblicato: Il leopardo, Lo spettro, Polizia, Il pipistrello, Scarafaggi, Nemesi, Il pettirosso, La stella del diavolo, Sete e L’uomo di neve. Da quest’ultimo è stato tratto l’omonimo film con Michael Fassbender.