AA.VV – Delitti al Thriller Café

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Editore I Buoni Cugini Editori Collana Almeno un morto
Anno 2018
Genere Giallo
328 pagine – brossura e ebook
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Per arrivare a certi traguardi bisogna essere caparbi. Bisogna lasciarsi alle spalle le ansie o imparare a conviverci e farle diventare alimento, carburante, per continuare nel proprio percorso, continuare a perseguire quelle passioni che ti tengono alzato la notte o che ti fanno svegliare prima del resto del mondo civile. È necessaria abnegazione, ma soprattutto tanta umiltà – caratteristica che, di questi tempi, sembra essersi squagliata come burro sui toast. Io, per fortuna, conosco persone che hanno questo mix di grandi pregi. Una ospita le mie elucubrazioni e sopporta il mio sproloquiare, un altro è senza dubbio Giuseppe Pastore, motore iperurano di Thriller Café, blog (cui definizione di blog sta stretta come il vestito della prima comunione messo oggi) che è arrivato là dove non si sarebbe mai aspettato prima (orrendo tentativo di chiosare il main-title trekkiano). Il traguardo, o meglio, una delle tappe dato che ci sono tutti i presupposti per averne altre, è questa antologia di racconti curati da un’altra realtà da coccolarsi, i Buoni Cugini Editore che già dal nome ispira quella bonomia e quel rispetto che spesso l’editoria mainstream dimentica sotto il tappetino d’ingresso. Così, complice anche il mio inveterato amore per le antologie di racconti, mi ritrovo tra le mani questo libro e…

Scrivere un racconto giallo è un esercizio per nulla facile. Comodo quando hai trecento pagine per divagare e spiegare e fare collegamenti; molto più complesso quando l’estensione massima non deve superare la dozzina. La tradizione del racconto giallo è quella che ha dato origine al giallo stesso: Poe, Conan Doyle, Christie, Carr, Wallace – e la lista potrebbe permettermi agevolmente di chiudere per tempo questa recensione – hanno portato il genere giallo all’attenzione del pubblico tramite brevi racconti. La loro indiscussa capacità era quella di riuscire a condensare, nel breve, tutta quella ossatura che un giallo richiede, spesso ricorrendo a un coup de théâtre, a un’intuizione che illudeva il lettore fino al suo disvelamento inaspettato sul finale. Questo improvviso straniamento, questa derivazione inattesa e provocatoria che sparigliava le carte attraeva – ed attrae – il lettore che altro non bramava se non d’essere condotto in un apparentemente normalissimo racconto che poi mostrava la sua anima nera.

L’antologia di Thriller Café nasce da un concorso letterario e racchiude 14 racconti tra cui quelli dei vincitori ed altri e di una penna d’eccezione, Piergiorgio Pulixi (l’altra, Romano De Marco, redige una piacevolissima prefazione). Avete quindi l’imbarazzo della scelta in fatto di stili, ambientazioni e vicende. Ogni scrittore affronta l’ossimoro del racconto giallo (come lo definisce De Marco) con intuizioni e scelte espressive diverse. Questa è una delle cose che amo nelle antologie: essere messo di fronte a stili letterari diversi, uso della parola, costruzione della vicenda, descrizione dei personaggi e quale sia l’intuizione, il wit che ognuno mette in quella dozzina di pagine. Altro aspetto da non sottovalutare è che l’antologia non vi obbliga a un ritmo: potete scegliere d’iniziare dal racconto il cui titolo vi ispira maggiormente e, magari, scoprire che in realtà quello che vi affascina di più è quello verso il quale non avevate speso così tanto interesse all’inizio.

Brevemente, per necessità, in merito agli scrittori presenti, ma soprattutto ai racconti; indubitabilmente quelli che sono arrivati nella terna finale hanno una marcia in più: Troncanetti, Di Matola (il mio preferito) e Landini mostrano passione e devozione verso il genere, cosa che capirete subito perché il loro racconto fila diretto e l’idea che lo anima è nello stesso tempo semplice, ma brutale. Il resto del gruppo mostra qualità, in certi casi inciampa non per imperizia, ma credo proprio pagando il fio a questo ossimoro che è il racconto giallo, che non perdona tentennamenti o ipotetiche spiegazioni a posteriori. A posteriori il racconto manco c’arriva. Se volete diventare “Collezionisti” – così come sono coloro che acquistano libri da i Buoni Cugini – direi che non avrete di che pentirvi.

Michele Finelli

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Titoli e autori:
Introduzione di Giuseppe Pastore
Prefazione di Romano De Marco
Piergiorgio Pulixi – La brezza del mare
Luana Troncanetti (primo classificato) – OFF
Gianluca Di Matola (secondo classificato) – Il giorno dei morti
Riccardo Landini (terzo classificato) – Presti e il caso del cieco a gettone
Gianluca Bellizia – Uccidere i mostri
Marco Bertoli – Giustizia divina
Paolo Caminiti – Un veleno chiamato odio
Federico De Sivo – Ain’t no sunshine
Ezio Gavazzeni – Miss Gennaio
Raffaella La Villa – Fango
Sconamiglio Enrico – Gli occhi di Lara
Paolo Tagliaferri – Elsinore
Fausto Tanzarella – Quel gentile signore del terzo piano
Daniele Torquati – Era tranquillo, salutava sempre

Ndr:  un cenno su Giuseppe Pastore: si diletta anche a scrivere e ha pubblicato alcuni racconti su antologie e riviste e ottenuto vittorie e piazzamenti in numerosi concorsi letterari. E’ autore (assieme a S. Valbonesi) del saggio “In due si uccide meglio”, dedicato ai serial killer in coppia. Dal 2008 gestisce il ThrillerCafé, con la poco recondita ambizione di farlo diventare il locale virtuale dedicato al thriller più noto del web.