Gino Marchitelli – Il covo di Lambrate. Il commissario Lorenzi e il prigioniero scomparso

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Editore Frilli / Collana I tascabili noir
Anno 2018
Genere Noir
240 pagine – rilegato e ebook

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Dopo la vittoria alleata in Africa settentrionale (1942-43), Roosevelt e Churchill decisero che fosse arrivato il momento per dare il via all’invasione del territorio europeo governato dall’Asse. Il ponte ideale per raggiungere il cuore del vecchio continente pareva l’Italia, considerata il “ventre molle” d’Europa e si pensava che l’invasione della penisola avrebbe provocato in tempi brevi la caduta del fascismo, garantendo il controllo più o meno totale delle operazioni nel Mediterraneo. Detto fatto! Il 10 luglio 1943 La 7a Divisione americana del generale Patton e l’8a Armata britannica di Montgomery sbarcarono in Sicilia. Alla Divisione Canadese vennero assegnate come obiettivo le spiagge tra Pozzallo e Pachino. Il soldato semplice Roger Miller, biondo ventenne ex studente universitario a Montreal, mise piede a terra sulla costa dell’Ambra con il suo battaglione della seconda brigata che conquistò il forte di Pachino. Di là, nei giorni successivi, le truppe alleate mossero verso l’entroterra e il 28 luglio Miller prese parte alla conquista di Agira, in provincia di Enna e durante una breve tregua nei combattimenti, rallegrata dalla festa per la liberazione della città, incontrò una giovane e bellissima contadina siciliana, Concetta Lauria. Per i due giovani, nonostante le barriere linguistiche, fu immediato colpo di fulmine. In guerra quando è infinitamente più labile il confine tra vita e morte, l’amore vince sempre.

Sicilia & Milano 2010. Concetta Lauria è rimasta in Sicilia e ha fatto la sua vita. Ormai anziana, ma fiera e ancora lucida, riesce a contattare un docente di storia, il professore Moreno Palermo, considerato tra gli esperti studiosi dell’epoca per conferirgli l’incarico di trovare delle informazioni su Roger Miller (presumibilmente morto alla fine della guerra). Non ha più avuto notizie del giovane canadese dopo una lunga lettera inviatale da Cassino, in cui le chiedeva di non dimenticarlo. Poi però più nulla. Finita la guerra aveva fatto fare ricerche, ma sempre invano. Solo dopo quattro anni aveva ricevuto una lettera di informazioni dall’Ambasciata Canadese di Roma. Roger Miller figurava tra i tanti soldati dispersi in guerra. Era stato promosso a caporale e le ultime notizie certe, lo davano impegnato nei combattimenti in Toscana, nella zona di Tigliano, Pontassieve, poco lontano da Firenze nel 1944. Nient’altro…” Il professore Palermo ha ascoltato le parole della signora Lauria. Ha appreso che il suo grande e indelebile amore per Roger Miller le ha lasciato in dono una bambina, Stella, bionda e dagli occhi chiari come suo padre, nata nel 1944. Concetta Lauria non riusciva e non voleva dimenticare il canadese e verso la fine della propria esistenza sperava di sapere insomma quale fosse stata la sua sorte. La vecchia signora affida a Sara, sua nipote figlia di Stella, il compito di fare da trait d’union e dare una mano al professor Palermo nella ricerca della verità. Ma sono passati ben 70 anni. Bisogna cercare e cercare e sperando molto nella fortuna e nel caso.

Ciò nondimeno Palermo, avvalendosi di un sito che riporta alla luce segreti nascosti del regime, scopre l’esistenza di centinaia di campi di prigionia fascisti. E, seguendo le tracce di Miller fatto prigioniero in Toscana, da là lo studioso riuscirà a risalire fino alla Lombardia e a individuare nelle campagne del sud-est milanese la presenza di luoghi, in cui numerosi prigionieri canadesi erano stati segregati e impiegati come schiavi, in aziende agricole fedeli al regime. In un paese del Lodigiano il professor Palermo viene aggredito. Evidentemente si sta avvicinando troppo alla verità. Non basta perché il suo giovane assistente Marco Rossi, da lui incaricato di approfondire i suoi sospetti verrà rapito si presume contemporaneamente a un omicidio di un automobilista in un sottopassaggio di Lambrate. Delitti, sangue e criminali da trovare in fretta se si vuole ritrovare il ragazzo rapito ancora vivo.

A questo punto Gino Marchitelli riporta in scena e in primo piano il suo eroe e personaggio cult, il commissario Lorenzi che si troverà coinvolto in una complicata indagine, che presenta mille sfaccettature e che lo costringerà a scavare nei laceranti misfatti della storia del nostro Paese, alla fine del conflitto, risalendo a quel lontano passato e alle tante perverse motivazioni di certe stragi. Cosa si nasconde tra i vecchi fabbricati di una cascina nelle campagne tra Paullo e Caleppio di Settala? Cosa significa la connivenza economica di un potente capo della ‘ndrangheta con gli affari di un’azienda agricola? Cosa cerca un capitano dei carabinieri dei servizi? Ma nonostante gli ostacoli posti sul loro cammino, il commissario Lorenzi e il suo vice Del Giudice e i loro uomini, con il prezioso appoggio di Cristina, storica compagna del commissario e sonora voce di Radio Popolare e della sua instancabile assistente Marta Jovine, coinvolte in una faraonica e minuziosa ricerca sui documenti di quell’epoca, riusciranno trovare il bandolo della matassa e arrivare alla soluzione del caso. Tutto l’orrore si celava là, quanto di più aberrante e vigliacco commesso in quegli oscuri e marci momenti della storia italiana legati alla caduta del regime fascista, quando anche i repubblichini più convinti dovettero cambiare casacca pur di salvarsi dal prezzo che avrebbero dovuto pagare. Ma se il tempo può cancellare la pena, non potrà mai cancellare la COLPA. Un romanzo in cui si alternano delicate storie d’amore, terrena passione, inutile e disumana violenza e criminalità. Un romanzo coinvolgente se non fosse per l’incalzante rincorrersi di flash back e il mixer di differenti episodi, che rischiano talvolta di sbilanciare un po’ il ritmo della narrazione. Peccato, perché Il covo di Lambrate racconta una bella storia ed è un romanzo ben documentato che si prefigge di collegare nei fatti alcune infamie che hanno caratterizzato i momenti vicini alla fine del secondo conflitto mondiale nel nostro Paese. Quei momenti che per troppi anni sono rimasti segregati nel buio, sfuggendo all’attenzione degli strumenti di comunicazione di massa. Momenti che videro storie di aberranti crudeltà consumate nell’ombra in un contesto che allora privilegiava l’omertà e l’oblio.

Patrizia Debicke

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Lo scrittore:
Luigi Pietro Romano Marchitelli, detto “Gino ha lavorato per molti anni sulle piattaforme petrolifere della Saipem, per la ricerca del petrolio in mare, come tecnico elettronico. E’ attivo nel campo delle energie rinnovabili e nell’impiantistica elettrica ed elettronica. Militante nella CGIL e in Democrazia Proletaria ha partecipato alle dure lotte dei lavoratori delle piattaforme petrolifere in mare. Attualmente è vice presidente A.N.P.I. di San Giuliano Mil.se ed è presidente dell’Associazione Culturale Il Picchio, collabora attivamente alle iniziative di LIBERA contro le Mafie nel sud Milano A livello personale ha affrontato senza timori la stesura del romanzo Qvimera con il quale ha deciso di denunciare le condizioni di vita e lavoro e i soprusi che si vivono nei cantieri edili infiltrati dalla mafia e no. Da sempre impegnato nel sociale è una persona attiva e motivata nel campo della promozione culturale-letteraria nel Paese con un’attenzione particolare alle fasce popolari colpite dalla crisi e dal degrado sociale ed economico che stiamo attraversando. Cantautore finalista al concorso Camaleonte 2013 – Salone del Libro di Torino con un brano dedicato agli operai caduti alla Thyssen Krupp. Autore del noir d’esordio “Morte nel Trullo”, giugno 2012, di “Qvimera”, 25 aprile 2013 e, nel Dicembre 2013, del noir “Il Pittore” che ha vinto il diploma d’onore all’opera inedita 2013 Premio Internazionale IL MOLINELLO e menzione speciale alla PROVINCIA in GIALLO 2014.Nel Giugno 2014 ha pubblicato il DVD ‘Siamo i ribelli della montagna’, video intervista ai partigiani protagonisti della liberazione della Val D’Ossola nel 1944. Luglio 2014, il libro di testimonianze sulle stragi di Stato “Una storia di tutti” in memoria delle vittime delle stragi.

Nel 2014 entra a far parte degli scrittori della nota casa editrice di gialli Fratelli Frilli Editori di Genova con la quale viene pubblicato “Milano non ha memoria” nell’ottobre del 2014, romanzo che vince il diploma d’onore al concorso Unica Milano come opera che ricorda le narrazioni di Scerbanenko.

Nel 2015 viene pubblicato, attraverso un progetto di crowdfunding che vede l’adesione di centinaia di lettori, il romanzo “Il barbiere zoppo – 1969 Una ragazza e la scoperta della Resistenza” che viene ripubblicato nell’Ottobre del 2015 dalla Infinito Edizioni con la prefazione di Lidia Menapace e che vince il diploma d’onore come una delle migliori opere edite italiane del 2015 al concorso internazionale IL MOLINELLO.

Nel Novembre del 2015 esce la seconda opera per conto della Fratelli Frilli “Sangue nel Redefossi”.

In Agosto 2016 il romanzo “Il Pittore“, tradotto in lingua Inglese, è uscito in formato e-book in tutto il mondo sulle piattaforme Amazon.

Alla fine del 2016 è uscito per la Fratelli Frilli Editori “Il segreto di piazza Napoli”, la prima indagine di un nuovo ed intrigante personaggio, l’ex brigadiere dei carabinieri Totò Maraldo.

Nella primavera del 2017 è uscita la storia illustrata per bambini “Ben, Tondo e Gatto Peppone” pubblicato dalla Vento di Zefiro Edizioni e che è poi diventato un lungo viaggio in bicicletta dell’autore da Milano a Brindisi, dal 19 agosto al 4 settembre 2017, per raccogliere 3.000€ di fondi da destinare a dei laboratori didattici per i bambini dei comuni terremotati di Amandola e Visso nelle Marche. Il viaggio è stato talmente seguito e sostenuto dall’opinione pubblica fino a raggiungere l’incredibile risultato di 10.000€ che hanno finanziato 4 laboratori invece che due e donato circa 200 copie del libro ai ragazzini delle scuole elementari dei comuni coinvolti.

E’ stata presentata al ministero della cultura nel 2017 la sceneggiatura per un progetto per la realizzazione di un film indipendente medio-corto tratto dal romanzo “Il barbiere zoppo”.

A novembre 2017 è uscito il secondo capitolo de “Il barbiere zoppo” che si intitola “Milano tra Utopia & Rivoluzione” attraverso un’operazione di crowdfunding che ha visto l’adesione e il sostegno di centinaia di persone al progetto letterario

Per maggiori info sull’autore http://www.scrittorefelice.it/