Arnaldur Indridason – Quel che sa la notte

1373

Editore Guanda / Collana Narratori della Fenice
Anno 2019
Genere Giallo
317 pagine – rilegato e epub
Traduzione di Alessandro Storti


Ogni nuovo romanzo dell’autore islandese Indridason è per me, amante da sempre delle sue storie e delle sue ambientazioni, motivo di entusiasmo e di immediata lettura.
Dalle sue vicende emerge il ritratto di una terra difficile sì, per le condizioni climatiche, per le problematiche che ne conseguono, come la depressione, la solitudine, l’abuso di alcolici e di droghe, ma talmente affascinante che alla fine tutto passa in seconda linea.

Dai primi, indimenticabili romanzi con protagonista il poliziotto Erlendur (come scordare i suoi tormenti, e la vicenda del fratellino smarrito nella tempesta e cercato per sempre?) fino a questo, che ci presenta un nuovo personaggio, Konrað, i lettori hanno avuto modo di apprezzare il suo stile intrigante, che non stanca mai.

Non accade tutti i giorni che una guida turistica, mentre porta un gruppo di escursionisti a spasso sul ghiacciaio del Langjökull,veda attraverso il ghiaccio trasparente il volto di un giovane uomo perfettamente conservato! Dopo il primo stupore, e dopo avere recuperato il corpo, tagliando il blocco, la polizia scopre essere il cadavere di un imprenditore del luogo, Sigurvin, sparito misteriosamente trent’anni prima.
A quei tempi si era occupato dell’inchiesta il poliziotto Konrað, ora in pensione, senza venirne a capo. In realtà si pensava ad un presunto colpevole, un certo Hjaltalìn, che era stato visto litigare violentemente con lui prima della scomparsa. Ma in mancanza di prove certe, tutto era decaduto.
Konrað ha ancora sul petto questo caso non risolto, ma non è più il suo momento.
Conduce da pensionato una vita triste, nel ricordo dell’amata moglie morta di cancro qualche anno prima.
Ma il destino è in agguato, e non vuole ancora lasciarlo tranquillo.
Hjaltalìn, morente, lo fa chiamare perché deve parlagli, e Konrað si reca al suo capezzale, convinto che l’uomo confessi l’omicidio per scaricarsi la coscienza. Non va così. Il moribondo ribadisce la sua innocenza e lo accusa di avergli rovinato la vita.
Sempre più in crisi di coscienza, l’ex poliziotto si tormenta nei dubbi, ma un fatto nuovo lo scuote. Una donna gli commissiona delle indagini sulla morte del fratello, Villi, investito da un pirata della strada pure trent’anni prima. Una curiosità? Villi era il testimone del famoso litigio fra Sigurvin e Hjaltalìn.
Ma allora i due cold case sono collegati? Lo scopriremo…leggendo. A questo punto Konrað non può tirarsi indietro, e parte ad indagare, anche come collaboratore della polizia locale.

Bella indagine, lenta e complessa, ma godibile in ogni singola pagina.
Indridason riesce a “ scoprire” un tassellino alla volta, e ad arrivare dove non si penserebbe mai: la foto di classe di tanti anni fa; la partecipazione ad un gruppo scout; una relazione proibita e sconosciuta a tutti…
Il caso è molto interessante e ben congegnato, come tutti i precedenti; c’è però molto di più in questi romanzi, che una mera storia gialla.
La vita in Islanda, innanzitutto, che a dispetto dei luoghi comuni sulla qualità dei paesi nordici, ci rivela, attraverso le narrazioni, il rovescio della medaglia. Problematiche a cui ho già fatto cenno, ma che pesano molto sul bilancio finale.
In queste storie alcoolismo e solitudine sono sempre tristemente presenti, e condizionano la vita e le azioni dei protagonisti.
Il clima fa la sua parte: in certi momenti il lettore “sente” veramente il gelo, il vento che ulula e passa attraverso gli indumenti,ed accresce la malinconia senza fine che impregna ogni pagina.
La storia personale di Konrað va di pari passo con il suo lavoro: non c’è momento in cui egli non ricordi qualche momento di dolcezza con la moglie perduta, o qualche episodio di tanti anni prima, soprattutto legato ad una sua menomazione fisica che lo ha reso da ragazzo oggetto di bullismo, rendendolo insicuro ed infelice.
Tutto l’insieme , narrato dall’autore con grande sensibilità, fa di ciascun romanzo – anche questo – delle storie complete, ricche di introspezione, di descrizioni paesaggistiche, di sentimento.
Romanzo sicuramente, per gli amanti del nordico di qualità, imperdibile.

Rosy Volta


Lo scrittore:
Arnaldur Indriðason è nato nel 1961 a Reykjavík, dove ha sempre vissuto. Si è dedicato alla scrittura, sia di romanzi sia di sceneggiature, dopo aver lavorato come giornalista e critico cinematografico per la maggior testata islandese, il Morgunblaðið. Tradotto in quaranta lingue, nel corso della sua ventennale carriera di scrittore ha vinto numerosi premi, fra cui due Glasnyckeln e un Gold Dagger. Guanda ha pubblicato tutti i suoi romanzi: Sotto la città, La signora in verde, La voce, Un corpo nel lago, Un grande gelo, Un caso archiviato (inserito dal Publishers Weekly nella lista dei dieci migliori gialli di tutti i tempi), Un doppio sospetto, Cielo nero, Le abitudini delle volpi, Sfida cruciale, Le notti di Reykjavík, Una traccia nel buio, Un delitto da dimenticare, Il commesso viaggiatore e La ragazza della nave.