Viveca Sten – Ritorno all’isola

1200

Editore Marsilio / Collana Farfalle
Anno 2019
Genere Giallo
462 pagine – brossura e epub
Traduzione di Alessia Ferrari


Fuggire da qualcosa, da qualcuno. Essere ostaggio della paura, preda di un terrore che non sente ragioni. Sentirsi braccati e cercare rifugio, protezione in un luogo che senti come casa. Un luogo in cui hai trascorso tutti i momenti felici, da che sei stato piccolo, da che hai memoria. Un posto dove pensi che niente di brutto possa trovarti e dove invece trovi la morte.

“Se solo fosse riuscita ad arrivare a Sandham tutto si sarebbe sistemato. In nessun altro luogo si sentiva altrettanto al sicuro.”

Jeanette Thiels, nota giornalista, corrispondente nelle zone più calde e pericolose di guerra, è spaventata e cerca rifugio nell’isola di Sandham dove la nonna aveva una casa e dove ha trascorso le vacanze fin dalla più tenera età. È divorziata e ha una figlia di circa tredici anni. È la vigilia di Natale quando giunge su un’isola completamente ricoperta di neve, dove i profili degli edifici si riconoscono a stento. È il giorno di Santo Stefano quando un’addetta alle pulizie dell’albergo dove alloggiava, ne rinviene il cadavere completamente sepolto dalla neve. Resta da accertare se si tratta di un malessere e di un conseguente congelamento o di una morte sospetta, ma il fatto che la sua stanza sembra essere stata messa a soqquadro nella ricerca di qualcosa e che il computer, oggetto inseparabile per una giornalista, non si trovi, fanno propendere più per la seconda ipotesi.
Ad indagare sono Thomas Andreasson, ispettore della squadra anticrimine della polizia di Nacka, con gli altri poliziotti che fanno parte della squadra e Nora Linde, avvocato, profonda conoscitrice di quei luoghi e legata a Thomas da una lunga amicizia che ha radici nel loro passato. Protagonisti affiatati che si trovano a tirare le fila anche di questo romanzo che è il quarto della serie legati all’isola di Sandham, che realmente si trova al largo di Stoccolma e dove l’autrice passa le sue vacanze da tantissimi anni.
Viveca Sten, con una scrittura semplice e diretta, possiede la capacità di rendere visibile e udibile quello che descrive in chi legge, riesce a tenerti legata alla trama, dapprima con un andamento normale per poi accelerare il ritmo dalla seconda parte fino ad un finale dove tutto sembra precipitare, dove il fiato non sembra bastare mai e la pelle è continuamente inondata da brividi. Ma non solo.
L’autrice ha creato come personaggi persone normali, con difetti, timori, con sogni, con rimpianti e rimorsi, che sanno essere spietati. Personaggi che si muovono lungo il bordo frastagliato e scivoloso di una trama che non ti lascia rotolare lontano, che ti trattiene attraverso le indagini, i dubbi, le ipotesi e i sospetti fino a quando tutto si ricostruisce davanti ai tuoi occhi, che tu lo voglia vedere o meno. Per quanto una realtà possa essere scomoda, per quanto la verità minacci di mandare tutto in frantumi, è l’unica opzione possibile.
L’ispettore Andreasson, molto legato alla moglie e alla figlia di pochi mesi è allo stesso tempo preso dal suo lavoro che a volte gli riempie l’anima di lati negativi. Un uomo che sa ascoltare, un uomo che non si stanca di cercare la verità, un poliziotto che sa seguire una pista fiutata con intuito. Un uomo che sa chiedere aiuto. L’avvocato Linde, molto legata ai figli, divorziata e con un nuovo compagno, in precario equilibrio tra ciò che è stato e ciò che è. Una donna che avverte pressione sul luogo di lavoro, quando magari sente con forza che la propria coscienza non indica la stessa strada segnata dagli interessi. Una donna che sa scegliere le proprie priorità ed agire di conseguenza.
La vittima, la giornalista che ha rinunciato a molto per seguire i propri sogni, per farsi portavoce degli indifesi, contro i soprusi, sempre pronta a denunciare senza paura delle possibili ritorsioni.
Un’ambientazione particolare e allo stesso comune per caratteristiche alla maggior parte dei thriller nordici, dove la neve avvolge tutto, dove l’oscurità incombe sulla luce del giorno, dove i suoni sono ovattati e tra di essi riesce ad imporsi lo scricchiolio del ghiaccio.
Una lettura che mi ha rapito in un crescendo di emozioni, passando per come il desiderio di un figlio possa contaminare un’anima, per come l’istinto di sopravvivenza sia una forza capace di tutto, per il modo discriminante in cui alcuni si pongono nei confronti degli immigrati, contro l’integrazione, consapevoli invece che il luogo in cui nasci può fare la differenza tra la vita e la morte. Passando per le difficoltà che si possono incontrare in certi ambienti lavorativi, per i difficili rapporti tra genitori e figli dove smettere di recriminare a volte è impossibile quanto necessario.
Una lettura che nel fare ritorno, segna un cammino dal quale non è più possibile tornare indietro.

Federica Politi


La scrittrice:
Viveca Sten, dopo una brillante carriera giuridica, è oggi tra le autrici scandinave di genere di maggior successo internazionale. Vive a nord di Stoccolma con il marito e i tre figli e trascorre lunghi periodi sull’isola di Sandhamn, dove la sua famiglia possiede una casa da generazioni. La serie dei Misteri di Sandhamn, gli “omicidi tra i fiordi” da cui è stata tratta una serie televisiva seguita da settanta milioni di persone nel mondo, è pubblicata in venticinque paesi.