Giorgio Ballario nato a Torino nel 1964, è giornalista e lavora a La Stampa. Ha pubblicato racconti in svariate antologie giallo-noir e sei romanzi. Nel 2010 ha vinto, con Morire è un attimo, il Premio Archè Anguillara Sabazia e nel 2013 il Premio GialloLatino con il racconto Dos gardenias. Dal 2014 è presidente di Torinoir, sodalizio di scrittori torinesi malati di noir.
In edicola in Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, dal 30 aprile in allegato ai quotidiani del gruppo Monrif-Poligrafici (Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione), la collana “Morosini indaga: il grande noir dell’Italia coloniale”, inaugurata dal suo romanzo “Morire è un attimo” La prima indagine del Maggiore Aldo Morosini nell’Africa Orientale italiana, edito da Edizioni del Capricorno, di cui vi riportiamo la sinossi:
Eritrea, 1935. Mentre crescono le tensioni internazionali e l’Italia mussoliniana si prepara alla guerra con l’Abissinia, la città di Massaua – perla del Mar Rosso e fiore all’occhiello della prima Colonia italiana – è scossa da due misteriosi omicidi. Un noto imprenditore cittadino e un comune impiegato di banca vengono trovati decapitati. I sospetti si concentrano subito sugli agenti del Negus etiopico Hailé Selassié, coinvolti nelle settimane precedenti in sanguinosi scontri di frontiera con le truppe italiane.
Ma il maggiore Aldo Morosini, ufficiale della compagnia dei reali carabinieri, non è per nulla convinto di questa versione di comodo. Stretto fra gli ordini del comando e la ricomparsa di un vecchio amore, che ridesta in lui una fiamma mai sopita, cerca con testardaggine altre piste investigative. E con l’aiuto del fedele sottufficiale Barbagallo e dello scium-basci indigeno Tesfaghì, segue le tracce di una vecchia scimitarra e di una foto ingiallita dal tempo. Indizi che faranno riemergere dal passato una torbida vicenda di interessi e tradimenti. E costringeranno Morosini a inseguire l’assassino nell’infernale deserto della Dancalia e sui rigogliosi altopiani di Cheren e Asmara.












