Professione blogger: Intervista a Roberto Orsi. Thriller storici e dintorni

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Roberto Orsi, genovese di nascita, una passione per la lettura che coltiva fin dall’età di 5 anni quando passava ore a leggere i fumetti della Disney. Legge diversi generi tra cui il Fantasy, i Gialli, il Noir, ma il preferito è quello Storico (che siano romanzi o thriller). I libri di Dan Brown e Glenn Cooper hanno alimentato la passione per questa tipologia di libri, scoprendo numerosi autori italiani e non, già affermati o emergenti. Nel 2015 crea il gruppo “Thriller Storici e Dintorni” su Facebook che gli ha permesso di ampliare le conoscenze e le amicizie in campo letterario. Questo piccolo hobby nel tempo sta assumendo un’importanza e un impegno sempre più grande e inizia a regalare bellissime soddisfazioni.

1) Ciao Roberto e benvenuto su Contorni di Noir. Prima di tutto siamo curiosi di sapere se la tua passione per la lettura viene dall’infanzia o comunque dalla giovinezza e quali sono i romanzi che ricordi come indimenticabili?
R.: Ciao Cecilia, intanto grazie a te e allo staff di Contorni di Noir per questa bella opportunità di parlare della mia attività di blogger. Ho coltivato la passione per la lettura fin da piccolo, partendo dai classici fumetti Disney e da lì i primi romanzi per ragazzi tra cui ricordo “L’isola del tesoro” di Robert L. Stevenson. Ho amato quel libro insieme a tanti altri tra quelli proposti a scuola e quelli letti per puro piacere. Sicuramente negli anni della mia adolescenza i libri che mi hanno catapultato in un mondo da cui non sono più “scappato” sono “Lo Hobbit” seguito a subito dopo da “Il signore degli anelli” di J.R.R. Tolkien. L’universo di Tolkien è qualcosa di incredibile da cui è impossibile non rimanere affascinati. Quindi come puoi vedere i romanzi storici all’inizio non li leggevo, poi è scattata la scintilla qualche anno più tardi e da lì non ho più smesso.

2) Quando hai iniziato a scrivere recensioni e com’è nato il tuo blog?
R.: In principio è nato il gruppo su Facebook dove raccoglievo semplici commenti ai libri di genere storico che leggevo. Sono partito con i classici Dan Brown e Glenn Cooper per poi scoprire che al di là dei nomi noti c’è davvero una produzione incredibile sul genere storico, non solo thriller, davvero affascinante da scoprire giorno dopo giorno. Con il tempo ho pensato che sarebbe stato carino uscire dalle quattro mura blu di Facebook e avviare qualcosa di indipendente, un blog su cui pubblicare non solo recensioni ma anche interviste agli autori, articoli, curiosità, nuove uscite e quant’altro sia legato al mondo della Storia.

3) Qual è, a tuo avviso, la particolarità di Thriller Storici e Dintorni, e cosa può trovare in esso un lettore alla ricerca di un libro da leggere?
R.: Intanto cerco sempre di garantire uno spazio a tutti. L’unica regola all’interno di TSD è quella di parlare di storia. Possono essere thriller, romanzi, biografie, saggi, gialli, ma sempre con un riferimento storico al loro interno. Trovo ci sia molta curiosità tra gli iscritti, nell’andare a scovare un nuovo autore, un nuovo titolo, una chicca meno conosciuta che magari non è riuscita ad arrivare sugli scaffali di una libreria. Ecco, credo che il fatto di essere specifico per un genere, permetta di non essere troppo dispersivo e garantire agli interessati la possibilità di trovare quello che maggiormente aggrada.

4) Quali sono secondo te le doti di un buon recensore?
R.: Tengo a specificare che i recensori di TSD sono tutti lettori forti ma non critici letterari. Ognuno ha il suo stile. Personalmente cerco di non evidenziare troppo le mie sensazioni nella recensione che scrivo, cercando invece di sottolineare i punti di forza del romanzo, dare un’idea al potenziale lettore di ciò che viene affrontato all’interno del libro e come viene affrontato. La lettura di un libro sappiamo essere molto soggettiva, quindi qualcosa che a me ha annoiato terribilmente non è detto che non piaccia a qualcun altro che ha gusti diversi dai miei. A mio parere è importante mantenere una certa dose di imparzialità quando si parla di un libro, cercando di delineare il messaggio che l’autore ha voluto trasmettere.

5) Come affronti un libro che devi recensire rispetto ad uno che leggi per tuo diletto, se c’è una differenza nel modo in cui ti approcci alla lettura?
R.: Sì, trovo che ci sia una sostanziale differenza tra i due tipi di letture. Se devo recensire il libro, come dicevo alla domanda precedente, mi concentro su quelli che sono a mio parere i punti di forza del romanzo. Prendo appunti, segno dei passaggi degni di nota che racchiudano in poche parole il senso e il contesto voluto dall’autore. Mentre leggo cerco già di delineare la recensione in testa e butto giù delle bozze di idee da sviluppare con calma a fine lettura.
I libri per diletto…. ehm… credo di non leggere un libro per puro “piacere” da molto tempo! Ormai tutto quello che leggo finisce sul blog in un modo o nell’altro.

6) Come riesci ad inserire nel tuo quotidiano questa attività che comporta tempo ed energia, compatibilmente con gli impegni di lavoro e familiari?
R.: Questa è la classica domanda da un milione di dollari. Non è facile, sicuramente. L’importante è mantenere le giuste priorità e darsi una buona organizzazione mentale del lavoro. Per la lettura prediligo le ore serali, anche fino a notte fonda. Spesso se il libro mi prende lo leggo anche in pausa pranzo. Negli ultimi mesi, purtroppo, il lavoro si è bloccato a causa della nota epidemia e il periodo di cassa integrazione, se da una parte non è stata una cosa positiva, dall’altra mi ha permesso di dedicare più tempo a questa passione legata ai libri e alla letteratura.
Non va dimenticato ovviamente l’aiuto dello staff del blog senza il quale non sarebbe possibile mantenere questo ritmo di pubblicazioni.

7) E’ cambiato nel tempo il modo in cui è strutturato il blog, cosa hai cambiato per migliorare il servizio che offrite ai lettori? E che rapporto hai con i tuoi collaboratori, con le loro preferenze in fatto di letture?
R.: Nel tempo ho cercato di ampliare quanto offerto dal blog che inizialmente si limitava alle recensioni di libri. Si sono aggiunti gli articoli di natura storica, i sondaggi, i quiz, i contest a cui partecipano gli iscritti, le letture condivise e quant’altro possa far interagire i lettori. Rendere così la lettura un passatempo non solitario, ma di comunità. Cerco sempre di mantenere un ambiente vivo e dinamico, dove le amicizie, gli scambi di informazioni, di contenuti e iniziative creino una sorta di rete che permetta, nel nostro piccolo, di promuovere la cultura.
I collaboratori del blog sono tutti amici conosciuti in principio sul gruppo Facebook. Lettori appassionati di storia che ringrazio ancora una volta pubblicamente per il grande lavoro che fanno. Cerco, dove possibile, di assegnare dei titoli che so rientrare nelle loro corde. C’è chi è più appassionato di Antica Roma, chi di Medioevo o Risorgimento, chi proprio non riesce a leggere libri su guerra e Olocausto per esempio. Sarei ipocrita se dicessi che va sempre tutto a gonfie vele, qualche screzio ogni tanto ci può stare, come in una normale redazione giornalistica, ma nulla che non si possa appianare velocemente.

8) Hai incontrato qualche difficoltà che ti ha fatto pensare di smettere e in cosa invece trovi uno stimolo continuo ad andare avanti?
R.: Sì, qualche volta mi è capitato. Ci sono stati degli episodi che lì per lì mi hanno lasciato l’amaro in bocca. Magari momenti in cui ti aspetti una riconoscenza maggiore dal tale autore o casa editrice. A volte una recensione viene presa in modo molto tiepido da parte dell’interessato. Ci resti male pensando che comunque fai tutto questo solo per passione, è un hobby che diventa qualcosa di più, che ti impegna tante ore della settimana e vorresti veder ripagato in termini di soddisfazione personale. Poi però ti rendi conto che il bello di portare avanti questa cosa è proprio il piacere di leggere nuove storie, di poter dire la tua e magari sapere che anche solo una manciata di lettori ha seguito il tuo consiglio e ha letto un libro che senza la tua recensione non avrebbe mai approcciato. Nel tempo mi è capitato di ricevere qualche messaggio in cui qualcuno mi confessava di aver riscoperto il piacere di leggere romanzi storici grazie al gruppo e al blog TSD. Sono bellissimi attestati di stima che danno linfa per proseguire.

9) All’interno del romanzo storico di cui vi occupate, c’è un periodo che più ti appassiona e perché?
R.: Sicuramente il periodo Medievale e all’interno di questo direi tutto ciò che riguarda Crociate e Ordine dei Cavalieri Templari, con il corollario di segreti, santo Graal, reliquie, oltre alle grandi battaglie dell’epoca.
Amo molto anche il Rinascimento, con i grandi intrighi tra le corti italiane delle grandi dinastie, dai Medici ai Borgia, dagli Sforza ai Gonzaga. Mi appassiona molto leggere delle vicende della Firenze Medicea e in particolare di Lorenzo il Magnifico.
Abbiamo forse dei ricordi ancestrali di vite precedenti, che ci portano ad amare maggiormente quei periodi e determinati personaggi rispetto ad altri? Chi può dirlo…

10) Quale o quali romanzi consiglieresti ad un lettore che non è appassionato al genere storico per avvicinarlo ad esso?
R.: Mi trovo sempre in difficoltà quando mi chiedono dei consigli generici. Non è facile appassionare un lettore a un genere che conosce poco. Lo storico ha tantissimi sottogeneri che possono piacere o meno, oltre a un’infinità di argomenti e periodi trattati.
I nomi da segnalare sarebbero tantissimi e non è mai bello nominare qualcuno al posto di altri.
Ciò che mi sento di dire è che entrando nel nostro gruppo Facebook si ha la possibilità di scegliere tra tanti titoli davvero adatti a qualsiasi gusto personale.

Intervista a cura di Federica Politi