Quattro domande a Diego De Silva

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Diego De Silva è nato a Napoli nel 1964. Presso Einaudi ha pubblicato Certi bambini (2001, premio selezione Campiello, da cui è stato tratto il film omonimo diretto dai fratelli Frazzi), La donna di scorta (2001), Voglio guardare (2002, 2008 e 2017), Da un’altra carne (2004 e 2009), Non avevo capito niente (2007 e 2010, Premio Napoli, finalista al premio Strega), Mia suocera beve (2010 e 2012), Sono contrario alle emozioni (2011 e 2013), Mancarsi (2013), la trilogia Arrangiati, Malinconico (2013), che riunisce in un unico volume Non avevo capito niente, Sono contrario alle emozioni, Mia suocera beve), Terapia di coppia per amanti (2015 e 2017, da cui è stato tratto il film omonimo per la regia di A. M. Federici), Divorziare con stile (2017 e 2019), Superficie (2018) e I valori che contano (avrei preferito non scoprirli) nel 2019 . Suoi racconti sono apparsi nelle antologie Disertori, Crimini, Crimini italiani, Questo terribile intricato mondo, Scena padre , Giochi criminali e Figuracce. I suoi libri sono tradotti in molte lingue.

L’autore vi aspetta il 17 luglio 2020 a Ortona (CH) insieme a Romano De Marco, per presentare il suo libro I valori che contano (Einaudi), presso la piazza antistante il Teatro dei Tosti (Corso Garibaldi, 7), alle ore 19.30, nell’ambito del “Festival Giallo di sera a Ortona”.

1. Ciao Diego, Vincenzo si è fatto nuovamente vivo e pare che questa volta sia ancora più “riflessivo” di prima. Come è stato ritrovare Malinconico?
D.: Ogni volta mi sorprende, direi. Stiamo invecchiando insieme, ma conserviamo la stessa vocazione per il cazzeggio.

2.Quali sono i valori che avresti preferito non far scoprire?D.: Quelli che andrebbero ritrovati in occasione di una situazione drammatica, come, in questo romanzo, l’improvvisa diagnosi di un tumore. Ci sono occasioni ben più felici per scoprire il valore della pena di vivere.

3.Gli aforismi dell’avvocato Vincenzo Malinconico da qualche anno, sono diventati un evento teatrale: con te voce narrante accompagnato dal contrabbasso di Aldo Vigorito e dal sassofono di Stefano Giuiano le parole si sposano col jazz. La ripresa degli incontri “in presenza” porterà nuovamente in tour il trio Malinconico?
D.: Certamente sì. Compatibilmente con le normative del distanziamento per la prevenzione dal Covid.

4. Alla seconda edizione di Giallo di Sera Ortona, cui parteciperai il 17 luglio, incontrerai nuovamente i tuoi lettori, che effetto ti fa?
D.: Non vedo l’ora. Perché ogni volta che parli con qualcuno che ha letto attentamente il tuo libro impari qualcosa del libro stesso che non avevi capito.

Articolo a cura di Luciana Fredella