Liza Marklund – Perla nera

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Editore Marsilio / Collana
Anno 2020
Genere Giallo
pagine – brossura e epub
Traduzione di Laura Cangemi


Un storia di amore, passione, avventura, molto diversa tuttavia, sia come personaggi che per l’esotica ambientazione da tutte quelle scritte in precedenza da Liza Marklund. Manihiki è un minuscolo ma splendido atollo dell’oceano Pacifico, che fa parte delle isole Cook, uno degli arcipelaghi tropicali più isolati al mondo, collegato via radio con il resto del pianeta. Le isole Cook, quindici e distribuite all’interno di una vasta area, sono una nazione indipendente del Sud Pacifico, legata politicamente alla Nuova Zelanda. La sua popolazione è di razza Maori. Manihiki, che possiede un aeroporto usato praticamente solo dai mercanti di perle con i loro jet privati, è abitualmente tenuta in comunicazione con il resto del mondo per mezzo di una nave postale che fa il giro dell’arcipelago e più o meno getta l’ancora circa una volta al mese. La nave provvede all’arrivo dei rifornimenti da Rarotonga, l’isola maggiore. Salvo che non vada a finire tra gli scogli, come è accaduto due anni fa alla vecchia Manuvai, un ex cargo dopo oltre venti gloriosi anni nell’Atlantico trasferito nel Pacifico, per cui da allora gli isolani sopravvivono con le loro risorse ma manca il gasolio per far funzionare i generatori di elettricità. Naturalmente non esistono auto, ma solo motocicli e la vita è fatta di poche cose, soprattutto la pesca delle perle.

Kiona lavora nella fabbrica di perle di famiglia, nel fiorente settore di allevamento delle perle nere dell’Oceano Pacifico, di cui Manihiki è la punta di diamante per la eccezionale qualità. Nei quattro km della sua laguna ci sono infatti diversi allevamenti o piantagioni che danno lavoro a molti abitanti del luogo. L’allevamento e la pesca delle ostriche è un’attività faticosa e molto pericolosa, perché per la manutenzione è necessario immergersi in apnea fino a grandi profondità. Sua sorella Moana infatti è morta annegata l’anno prima. Aveva solo ventidue anni ed è rimasta impigliata durante un’immersione. Kiona, che se ne fa una colpa senza ragione per non essere riuscita a liberarla in tempo, continua tuttavia ogni giorno a immergersi come prima. La loro è un’attività dura ma redditizia, che si rinnova stagione dopo stagione con la consuetudine di una routine. Kiona non ha mai visto il mondo, ma è curiosa e istruita. A Manihiki i ragazzi frequentano la scuola, possono leggere molti libri, lei ne possiede e ne ha letti moltissimi, ma sogna di continuare a studiare e andare all’università di Aukland come avrebbe dovuto fare sua sorella. La sua vita è sempre la stessa, secondo i tranquilli ritmi dell’isola, divisa tra la pesca delle perle e l’aiuto alla madre Evelyn, diplomata infermiera e in pratica unica presenza medica nel dispensario locale, fino al giorno in cui dopo l’allerta per un uragano, una barca a vela va a schiantarsi contro la barriera corallina. I soccorritori riescono appena in tempo a raggiungere il relitto che sta per affondare ed estrarre l’uomo che si trovava a bordo. La madre di Kiona curerà la profonda ferita alla testa del naufrago, riuscirà a stabilizzare la sua disidratazione, e cercherà in qualche modo di sistemare la mano destra evidentemente fratturata malamente e di raddrizzare e ingessare la gamba destra rotta in due punti. Quell’uomo, che scopriranno si chiama Erik, ha gli occhi color dell’acqua e viene dalla Svezia. Ed Erik, irrompendo in quel mondo di Kiona, cambierà completamente la sua esistenza e il suo modo di pensare offrendole una diversa dimensione affettiva e intellettuale. Ma chi è realmente Erik?  In quella che diverrà una drammatica odissea tra i quattro continenti, Kiona si lancerà in una spasmodica avventura alla ricerca della verità. Ingannata, derubata, poi minacciata e inseguita, costretta a spostarsi di continente in continente, arriverà a Los Angeles, poi a Londra, da Londra passerà in Africa a Dar es Salaam e da là fuggirà, come una morta vivente, per raggiungere finalmente Lund, nella Svezia del Sud.

La drammatica domanda dell’autrice è: quale è il prezzo che tutta la società sta pagando e deve pagare per un certo tipo di perversa follia economica? E fino a che punto siamo disposti ad arrivare per proteggere le persone che amiamo e per fare giustizia, pur sapendo quanto ciò ci potrà costare? La voluttà del dominio e dell’assoluto possesso può trasformarsi in uno strisciante e letale veleno, perché all’avidità e alla crudeltà umana non c’è limite. Liza Marklund, che fa partire la sua storia in una terra lontana, quasi un ideale poster vacanziero di un’agenzia di viaggi, sceglie per protagonista una nativa, all’inizio un persona semplice ma non un’ingenua ignorante, un donna acculturata come molti sanno esserlo in quei paesi dominati dalla cultura anglosassone. Alla quale affida il difficile compito di battersi anche con le astruse questioni legate all’economia globale. Una bella storia, un appassionante concentrato di mistero, denaro e violenza. Un’ottima caratterizzazione dei personaggi e una straordinaria ambientazione accompagnano tutta la narrazione di un libro intelligente e intrigante che costringe il lettore a entrare nei meandri del noir strettamente collegato alla fiscalità internazionale.

Patrizia Debicke


La scrittrice:
Liza Marklund (1962), giornalista e co-fondatrice della casa editrice Piratförlaget, vive tra la Svezia e la Spagna. Oltre che per i suoi libri e documentari, ha ricevuto diversi riconoscimenti per l’impegno sociale, in particolare in difesa delle donne. Perla nera, subito al primo posto in classifica nei paesi scandinavi, è il primo romanzo che segue alla fortunata serie poliziesca di Annika Bengtzon, un successo internazionale diventato anche serie televisiva, i cui undici episodi sono stati pubblicati in Italia da Marsilio.