Buon compleanno, Gianpaolo Zarini: i suoi amici lo ricordano così. Parte prima

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Oggi sarebbe stato il compleanno di Gianpaolo Zarini ed è difficile e triste per me oggi ricordare uno scrittore, un uomo riservato e gentile, un amico che ha contribuito alla revisione del mio libro e sempre pronto a darmi qualche suggerimento. Collaborava anche per le recensioni sul mio blog, puntuale a ogni scadenza mensile a mandarmi il file che scriveva insieme a Andrea Novelli, con il quale ha creato un duo vincente, Novelli&Zarini, e pubblicato numerosi romanzi, alcuni di questi ancora molto presenti nella mia memoria per la profondità degli argomenti, non solo per la trama thriller.
Giusto poco tempo fa ci eravamo organizzati per raccogliere i ricordi di Sergio Altieri, altro grande scrittore scomparso da poco e, neanche a farlo apposta, ora siamo qui a raccogliere i ricordi di Gianpaolo con Andrea. Difficile esprimere la perdita che ha lasciato ma, come Sergio, anche Gianpaolo ha saputo circondarsi di tanto affetto e amicizie, molte delle quali hanno voluto contribuire a questa giornata in sua memoria.
Nessuno lascia uno spazio vuoto quando scompare, la sua presenza è ancora più forte e i messaggi dei suoi amici lo dimostrano.

Elena e Michela Martignoni – Scrittrici
Un pomeriggio d’estate, qualche anno fa… non ricordiamo quale, un bar sulla spiaggia di Santa Margherita ligure e quattro amici.
Come nella canzone di Gino Paoli.
Tu e Andrea Novelli, il tuo socio di sempre, venivate da Savona per discutere con noi di un progetto comune: un thriller fantascientifico.
Diversi come siamo, per età ed esperienze, cosa ci spingeva a lavorare insieme? Forse l’abitudine alla scrittura in due, forse il comune nume tutelare, l’indimenticato Sergio Altieri che tu quasi idolatravi? Forse la passione per raccontare storie, estreme, coraggiose, incalzanti?
Qualche telefonata e ci incontriamo al bar, per impapocchiare una scaletta.
Parliamo fitto, ognuno ha la sua da dire, ognuno ha il suo modo di vedere la vicenda, ma è ricchezza per il romanzo. Noi due, indisciplinate e confusionarie, quanto tu eri serio e coerente, almeno questo è quello che traspariva, ma eri così discreto, così ligure nella tua riservatezza che chi lo sa? Magari la tua precisione nascondeva tempeste di emozioni celate nel tuo sguardo malinconico.
Passano le ore e la scaletta è diventata una cattedrale gotica. La barista ci richiama: andate a casa vostra, è tardi, basta ammazzare gente! I toni di voce si erano alzati e i morti non si contavano nei nostri discorsi…
Ci salutiamo, ci scriveremo, ci scambieremo i pezzi. È stato un pomeriggio creativo: una sola riunione e il lavoro è tracciato.
Il romanzo viene portato a termine in un anno, tra inevitabili discussioni, visti i differenti caratteri, ma sempre all’interno della stima e della correttezza.
E, proprio nei giorni della tua malattia, quel libro ha visto la luce con un buon editore. Così, come volevi tu, nella versione originale, quella tracciata in quel bar. Avresti meritato un successo internazionale, come era la tua scrittura.
I tuoi libri ti somigliavano? Non sappiamo, perché tu resti un mistero, uno di quei misteri che ti penti di non aver cercato di risolvere finché potevi farlo…
Grazie per quel pomeriggio!

Edoardo Rosati – Scrittore
La vita è una giostra di paradossi. Io non conoscevo Gianpaolo Zarini. Nel senso che purtroppo non ho mai avuto il piacere di incontrarlo di persona. Di parlargli “fisicamente”. Di stringergli la mano. Per me Gianpaolo in questi anni di frequentazione è rimasto una voce – garbata, aperta, educata, solare – e un viso immortalato nelle tante immagini in circolazione online. Che volete farci… Le conoscenze “elettroniche” sono una delle mille derive di quest’epoca fatta di… giga illimitati. Ma, credetemi, Gianpaolo, nelle nostre chiacchierate e corrispondenze, era ogni volta lì: una persona che potevo toccare. “Sentire” nell’accezione più umanistica del termine. Quando con il mio fratello  Danilo Arona siamo stati incaricati dall’amico Francesco Bogliari di dirigere la collana Medical Noir per il marchio Ink Edizioni, coinvolgere la penna raffinata di Gianpaolo in team con Andrea Novelli è stato un pensiero immediato. Una decisione istintiva. Sapevamo che avremmo avuto a che fare con un autentico “signore” della scrittura. E proprio di questa stessa signorilità (che merce rara!) erano animate le sue conversazioni telefoniche col sottoscritto. Gianpaolo, mi mancheranno tremendamente le nostre telefonate, ogni volta cariche di entusiasmo e fattive interazioni. Ma stanne certo, amico mio: il tuo cellulare rimarrà per sempre impresso nella mia rubrica.

Alessio Lazzati – Traduttore Freelance e scrittore
La notizia della scomparsa di Gianpaolo Zarini è stata di quelle davvero bastarde. Piovuta in un momento in cui avevamo appena concluso una splendida collaborazione editoriale con lui e il suo compare di mille avventure Andrea Novelli. Passato lo shock iniziale, ma non l’onda lunga, ho ripercorso tutte le volte che le nostre strade si sono incrociate. Tante, tantissime volte in antologie e community: un rapporto di stima reciproca via web. Gianpaolo era un professionista, una persona che nella scrittura ci metteva tanta passione. E poi avevamo in comune l’amore per la serie Penny Dreadful. A proposito: potevo seguire il tuo consiglio a occhi chiusi e lasciare perdere lo spin off City of Angels, come avevi detto tu “un continuo colpo di sonno”. Avevi visto giusto bro’. Buon viaggio.

Giampietro Stocco – Scrittore
Gianpaolo Zarini io lo incontrai insieme con Andrea Novelli a casa sua a Savona, un pomeriggio di tanti anni fa, in occasione del servizio televisivo con cui presentammo il primo romanzo uscito della coppia di giallisti liguri. Avvisati che avevo bisogno di immagini e di un’idea originale, i ragazzi – tali eravamo tutti allora – avevano allestito una vera e propria scena del crimine con tanto di nastro giallo e segni per terra. Mi colpì in quell’occasione l’acutezza di Gianpaolo, il modo in cui mi descrisse la dinamica della scrittura in coppia con Andrea, che poi era scrittura scalare, sincronizzata, puntuale. Una mente analitica, brillante, un autore intelligente, un uomo disponibile e di cuore. Ciao Gian. Mi mancherà il tuo spirito.

Franco Forte – Scrittore
Ciao, Gian!
Gianpaolo Zarini è legato indissolubilmente, per me (insieme al suo compagno di scrittura Andrea Novelli), al ricordo di un altro grande uomo, Sergio Altieri. È stato grazie a lui, infatti, se ho avuto modo di conoscere questo formidabile duo, che Sergio aveva riunito sotto una sigla che ben li descrive: il Techno-Thriller Writing Team Italiano. La prima cosa che ho letto di Gianpaolo è stato il racconto “American Istanbul”, nell’antologia “Anime nere reloaded” (2008) curata da Altieri. In quel volume era presente anche un mio racconto, e Sergio mi disse che avrei avuto parecchie sorprese a leggerlo, soprattutto se fossi partito da “American Istanbul”, cosa che feci. Ebbe ragione, perché ne restai colpito e da allora cominciai a seguire con attenzione il TTWTI. Fu ancora Sergio a mettermi in mano il romanzo “Per esclusione”, nella versione pubblicata nel Giallo Mondadori, decantandone le qualità, ma prima ancora, come curatore, avevo pubblicato il racconto “Dalia” nell’antologia “365 Racconti erotici per un anno”. E ho chiuso in bellezza questo rapporto con Gianpaolo pubblicando a giugno di quest’anno quella che credo sia stata la sua ultima uscita, il romanzo “Wormhole” scritto a otto mani con Andrea Novelli e il duo Elena e Michela Martignoni. Ho dunque un ricordo profondo e viscerale di Gianpaolo, sviluppato però soprattutto sulle sue storie, sulla sua scrittura, sui suoi mondi di fantasia. Rimpiango di non averlo conosciuto meglio di persona, se non durante qualche festival del giallo in cui ci siamo bevuti qualcosa insieme. Con Andrea e, magari, in compagnia di Sergio Altieri.

Lilli Luini e Maurizio Lanteri – Scrittori
Eravamo due coppie letterarie e la prima volta che ci incontrammo di persona, la domanda fu d’obbligo. “Ma voi come vi siete conosciuti?”.
“In rete” rispondemmo noi, convinti che la nostra fosse la modalità più originale.
“Giocando a tennis” rispose Novelli, ma fu Zarini ad accorgersi del nostro stupore e a cercare di convincerci che fosse normale, tra un set e l’altro, decidere di scrivere un thriller insieme.
Ma fu in un’occasione successiva che Zarini divenne per noi “l’uomo delle metafore”. In una sera d’estate, su un palco all’aperto, divertì colleghi e pubblico spiegando con un’autoironia lieve, quasi inglese, come amasse le metafore e costringesse il suo socio a una vera e propria caccia dei “come” nella rilettura dei loro manoscritti.
Allora noi, in questo breve ricordo, vogliamo onorarlo con un paio di similitudini.
Giampaolo Zarini era come un gentiluomo d’altri tempi: sempre cordiale, discreto, privo di ogni arroganza, pronto a darti una mano. Il giorno in cui, causa ferie, uno solo di noi riuscì a presentarsi al Noir Festival di Andora, fu lui a prendere sotto la sua ala Lilli, e con il suo garbato umorismo riuscì a farle passare la soggezione verso Andrea Pinketts. In un’altra occasione salvò Maurizio, che si era inceppato sull’immancabile domanda: come riuscite a scrivere in due? Forse fate come noi, intervenne ineffabile: io scrivo le consonanti e Andrea le vocali.
Ci mancherà l’uomo che eri e ci mancherà lo scrittore, ricco di fantasia e gioia di raccontare, capace di volare sul globo, inventare storie ambientate ovunque, scovare personaggi dietro ogni angolo.
Ci hai giocato un brutto scherzo, amico caro.
Sit tibi terra levis.

Roberta Gregorio – Scrittrice
Ho conosciuto Gianpaolo nel 2012 alla Fiera del Libro di Torino insieme ad Andrea. Da qualche tempo avevamo iniziato una collaborazione – io lavoravo per una casa editrice tedesca e loro erano ben felici di affidare alle mie mani il progetto editoriale sulle disavventure del Professor Salbertrand. Quindi, approfittammo della Fiera per passare da un contatto esclusivamente digitale a un vero incontro.
Gianpaolo si presentò con la serietà che lo contraddistingueva: sguardo attento, al quale non sfuggiva nulla, mezzo sorriso sulle labbra e poche parole, ma sempre azzeccate – questo era Gian. Lui era una persona attenta che, prima di mettersi in mostra, preferiva dare spazio a chi aveva difronte. Tuttavia aveva la capacità preziosa di mettere a proprio agio chiunque incontrasse.
Era generoso anche nel suo modo di scrivere. Infatti, dava ampio spazio ai suoi protagonisti. Insieme ad Andrea li sapeva rendere vivi, perché non lasciava nulla al caso. Ne sapeva descrivere pregi e difetti, tic e abitudini, li guidava sapientemente attraverso trame intricate e avvincenti. E questo è un dono che è riservato alle persone sensibili, come lo era Gian.
Gianpaolo Zarini è andato via senza fare rumore e forse non lo sapeva che sono proprio le persone silenziose a lasciare il vuoto più grande nei cuori di chi rimane. Per fortuna, però, ci sono loro: Augusto Salbertrand, Jack Barrett, Kylie Evans, Michele Astengo, Craig Dabecourt, ecc. E loro, lo prometto, sapranno rendere quel vuoto un po’ meno nero.

Patrizia Debicke – Scrittrice
Andrea Novelli suo coautore e “compagno di tante avventure letterarie”, lo ricorda con queste splendide parole: “Sit tibi terra levis, amico fraterno”. E proprio Andrea mi ha chiesto di scrivere un ricordo di lui. Ci provo, ho risposto, perché merita un affettuoso pensiero, immaginando subito una strada tutta in salita. E invece è stato facile. Molto. Oddio forse non sono la persona più adatta per parlare di Giampaolo, lo conoscevo poco, ci saremo visti di persona quattro, no forse cinque volte? E poi dove, mah?
Con gli anni la mia memoria fa cilecca. Di certo erano presenti Luca Crovi e le Martignoni. Di lui tuttavia ho ricordi ben precisi: una persona colta, gentile, misurata, sempre discreta che non ostentava mai le sue grandi capacità: quali sottigliezza e profonda intelligenza. E in più, sapeva scrivere, scovare idee e intraprendere di continuo altre e diverse strade per rinnovarsi.
Di recente ci siamo sentiti via web a lungo e spesso in occasione dello speciale per il terzo anniversario della morte, sempre su Contorni di Noir, del nostro indimenticabile Sergio Altieri. Per Gianpaolo fraterno amico, mentore e icona, tanto che ha scelto la sua foto come sfondo della pagina Facebook. Se c’è qualcosa lassù Gianpaolo, che so, Armageddon o altro, quando l’incontri, salutalo da parte mia. Come lui te ne sei andato presto, troppo! Addirittura a cinquant’anni, quest’estate a metà luglio, di notte. Eri appena uscito dall’ospedale, sapevi che ti aspettava ancora un lungo percorso di cure, dalle tue parole trapelava un cauto ottimismo e invece…

Marco De Franco – Fotografo
Conobbi Gianpaolo Zarini parecchi anni fa. In Via Astengo, segno del destino? Michele Astengo, che ritrovai nelle loro opere dedicate a questo investigatore privato dai modi rudi, ambientato a Genova, capoluogo della nostra Liguria. Eravamo nel negozio di impianti Hi-Fi e TVC di un amico comune, e da lì iniziò il nostro Amore. Perché di tale si trattava.
È stata un’amicizia nata immediatamente e trasformatasi in Amore dopo poco tempo. Avevamo in comune la passione della lettura (anche se non sarò mai al suo livello) e Amavamo incondizionatamente Sergio Alan D. Altieri. Parlavamo spesso delle sue opere, ed era un confronto immenso, detestavamo che non gli fosse stato riconosciuto quanto avrebbe meritato (ed io penso la stessa cosa per Paolo e Andrea).
Sentire le sue parole nel narrare Sergio, era come rileggere i suoi libri. Mi disse, come solo lui sapeva fare, con un’educazione di altri tempi, che scriveva libri a quattro mani, e io prontamente chiesi quali. Genere medical-thriller e thriller con sfondo psicologico. Spettacolo. Comprai il giorno stesso Soluzione Finale, e da lì iniziò il nostro profondo rapporto. A seguire, lessi ogni opera del duo Novelli-Zarini. Non me ne sarei persa una, per niente al mondo.
Ci sentivamo costantemente su whatsapp e sui Social.
Gian era restio ai Social, ma cedette per informare i lettori sulle novità, sia loro che di Sergio. Andammo, e mai lo scorderò, a Genova per conoscere di persona Altieri. Fu un’emozione indescrivibile, seguito da dediche sui libri e una cena al porto insieme a colui che era ed è il nostro Maestro.
Ed è proprio seguendo le “indicazioni” del Maestro, che raggiunsero la “vetta” nella raccolta The Tube Nomads, creata da Sergio, con Shockwave. Sapeva che “odiavo” i racconti, ma sapeva altresì che li avrei letti e mi inondava la casella di posta elettronica con opere varie del genere che piaceva a Noi.
Era un pozzo dì conoscenza, un uomo con una cultura senza eguali, non vi era argomento che non conoscesse. Amavamo Federer, lui adorava il Boss, io meno, ma lo ascoltai per Amore nei suoi confronti. Adoravamo Clint Eastwood, e Totò, (Signorinaaaaa) i Seals (da lì la frase che usavamo in ogni fine conversazione…SEMPER FIDELIS), e la cultura giapponese.
Oltre al Motto, chiudeva sempre la conversazione con: saluto alle Ladies. Il saluto era rivolto a Martina, mia figlia diciassettenne che Lui stimava e ammirava perché legge libri, e quando gli dissi che stava leggendo Murakami, ne fu entusiasta e non riesco a descrivere il suo stato d’animo del momento.
L’altra “Lady” è mia moglie Sabrina, che adorava Paolo quanto me, forse di più, e il suo soprannome era Smoky Barret in memoria del personaggio di un libro di Mc Fadyen, che ci consigliò di leggere, e come sempre, aveva fatto centro sui nostri gusti letterari. Un’altra passione comune era la serie Tv Criminal Minds, e Paolo per Noi in casa, era Spencer Reed, il “cervellone” della squadra di profilers. Una branchia dell’FBI che adoravamo.
E, a proposito di questo, mi diede il libro inerente a tutti i seriali che erano stati arrestati, schedati e studiati da tale unità.
Il Nostro Spencer!!! Un forgiatore di umanità allo stato puro. Una bontà e una lealtà che pochi al mondo hanno.
Un rispetto profondo per le altrui idee. Non si poteva non amare Gianpaolo Zarini. Chi aveva avuto l’onore di conoscerlo, perché per me tale era, o chi aveva percorso la sua stessa strada non poteva non riconoscere queste sue doti. L’ultima volta che ci siamo visti era alla presentazione di Dare e Avere. Eravamo io e mia moglie Sabrina, era emozionante e bellissimo sentirli parlare. Lo avevamo visto “non in forma”, ma lui con il suo solito aplomb aveva glissato, dando la colpa ad un’influenza che gli aveva lasciato strascichi. Da lì.
L’inizio della fine che conosciamo, purtroppo. Solo telefonate o messaggi su whatsapp, per colpa del lavoro e poi il lockdown per il Covid-19. Poi il ricovero “scoperto” su Facebook, i contatti per sapere come stava, e lui che glissava sempre. I sospetti, ma mai convalidati da Paolo. Infine due giorni prima di quello che definisco il mio giorno più brutto nei 51 anni della mia vita, i messaggi per sapere se avevo già acquistato Blind Spot e le Cronache dell’Armageddon. L’ordine fatto su Amazon, la foto dello stesso… Un ciao a domani. E quel domani Non è più arrivato. Cazzo, non è giusto, cazzo.
La telefonata di Andrea alle 7.40 del mattino, appena uscito dall’albergo per andare a lavorare. Appena vedo il nome non capisco… rispondo e sento silenzio.
Andrea? Ohhhh Andrea?
Silenzio. Voce rotta dal pianto a singhiozzi, emette suoni gutturali, difficili da comprendere.
Paolo. Notizia. Non c’è più. Fine. Capire all’istante il vuoto. Quello Altieriano. La disperazione. Il buio. I pianti, le urla di dolore.
Al telefono. Poi. Dopo un’ora di smarrimento avvisare amici comuni e la Sua Sara Bilotti raggiunta al telefono, (Paolo ci ha fatto conoscere questa immensa scrittrice che squarta l’anima), che lui chiamava essere speciale, e anche io adopero questo termine nei messaggi con Sara, per non dimenticare. Mai.
E poi Mai.
Il giorno del ritiro di Blind Spot. Sei morto quel giorno lì. Martina e Sabrina con il Vostro libro al tuo capezzale. Io che non posso esserci, scusa Man, per lavoro. Meglio così. In chiesa non ti avrei voluto vedere. ( non abbiamo mai amato certi noi) ambienti,
Anche ora che ti ricordo piango Paolo. Lo so tu non vorresti, ma “chest’è Gennà”. (Gomorra. Serie che adoravamo)
Abbiamo perso un grande Uomo. E non è la solita frase per chi va via, no Paolo era da Vivo un grande Uomo. Ho la chat di anni conservata, (mai tenuta di nessuno) sapere che non gli posso più scrivere mi devasta, ma almeno posso rileggerci.
Sei andato via, ma sarai sempre con me. Libri in primis.
Lo voglio pensare insieme al nostro Sergio che lui amava tremendamente a scrivere e ridere del mondo qui sotto.
Insieme a Ennio Morricone, altro personaggio da lui adorato a comporre musica. Con Totò a ridere insieme. Ciao Paolo.
Ci vediamo a raccontare le stelle. Semper Fidelis my Man.

Renato Allegra – Nuovo Film Studio
7 luglio 2020: apro Facebook e trovo una notizia cui non credo o forse non voglio credere. Non posso credere. L’amico Gianpaolo Zarini non c’è più. Se n’è andato stanotte.
Ci siamo sentiti qualche giorno fa e ieri la foto che aveva postato dell’armadietto numero 9, sapeva di saluto all’ospedale. Ora finalmente libero dai muri e consapevole che il cammino fosse ancora lungo, ma da affrontare e superare con l’aiuto di tutti.
Gli ho detto di non perdere tempo che dovevamo parlare di quest’ultimo libro che è qui a pochi centimetri dal pc, che ho finito di leggere da qualche giorno e su cui avevo appuntato le cose con cui l’avremmo commentato alla prima presentazione.
Infatti gli ho scritto : ” Ciao 7-21 (era il nostro gioco) Come va? Vabbè, datti una mossa che dobbiamo parlare dei punti ciechi. Il recente libro BLIND SPOT è in uscita. Gli ho anche dichiarato che mi era particolarmente piaciuta la storia dei nomi che fluiscono e allora mi sono immaginato di descrivere il tuo:
Si inizia il viaggio,poi il piccolo altopiano della G., si prosegue in piano per la ripida I cui segue l’avallamento della A da cui si scende ulteriormente verso la N.Si prosegue in pianura P fino ad una nuova salitA. Due curve in discesa portanO alla O ed ecco la curva a gomito a L, cui segue una nuova discesa sino a O. Ora comincia l’ascesa ripida della Z (sommità o zommità? Boh). Poi svolte e discese scoscese, quasi un sesto grado verticAle: AAA.
Ulteriore cambio di livelli con la RRRRipida discesa sino ai fiumiciattoli, torrentelli, ruscell…INI.
Pronti per il tuffo? Buon bagno.
Ero sicuro che ne avremmo fatto un altro dei nostri giochi.
E gli ho ricordato che ancora non avevamo brindato ai suoi 50 anni compiuti il 5 settembre scorso e che non pensasse di aspettare il prossimo 14 settembre per approfittarne e offrire una unica bevuta insieme ad Andrea.Questo me l’ero permesso proprio perché Gianpaolo era un generoso, con gli amici e suppongo anche sul lavoro. Me lo farò confermare da Andrea.

La prima volta l’avevo incontrato insieme al “fratello” Andrea Novelli nella vecchia sede in Piazza Diaz del Nuovo Film Studio, per la presentazione del loro primo libro.”Soluzione finale”.
Chi passava dal vicolo restava colpito dall’allestimento curato dall’amico Felice Rossello, di una scena del crimine C.S.I. savonese, con tanto di striscia bianca e rossa della Police Department N.York “crime scene do not cross”.
Da allora, li ho adottati insieme o forse mi hanno adottato loro… Compro i loro libri, li leggo, li consiglio agli amici e ne regalo pure. Ho invidiato per anni questa foto in occasione della proclamazione dell’Inquieto dell’anno 2005 a Villa Faraggiana. Dopo tanto tempo ad ascoltare con attenzione le belle parole dei convenuti, mi ero distratto un attimo e il grande regista Costa Gavras, uno dei miei miti, venne immortalato con loro.
Ormai sono tanti anni che li seguo e li sgrido. Perché Gianpaolo è vissuto per me in questi ultimi quindici anni in simbiosi con Andrea e giocavamo sui dubbi che si presentavano al pubblico alla presentazione dei loro libri. Quei pochi che ancora non li distinguevano e che forse leggendo Andrea Novelli e Giampaolo Zarini non sapevano chi fosse l’uno o l’altro e come fare per ricordarli. Avevo inventato un trucco. Numerate le iniziali dei nomi con le lettere dell’alfabeto veniva fuori 1-12 Andrea Novelli e 7-21 Giampaolo Zarini.
Poi Gianpaolo aveva l’espressione tipica dei protagonisti dei suoi libri: “serial killer” nome composto, come il suo. Nessuno avrebbe potuto più sbagliare e ogni volta promettevo che avremmo continuato a giocare.
Te lo prometto ancora una volta Giampaolo, anche in nome di quelle passioni che ci uniscono: il cinema e la letteratura.
Vero, Andrea?

Claudia Salvatori – Scrittrice
Un’altra commemorazione. E, per motivi che più avanti spiegherò, ora tutto il mondo in cui ho vissuto fra la metà degli anni ’90 e durante il primo decennio del 2000 è scomparso per sempre. In ogni senso: affettivo, professionale, intellettuale e sociale. Anche un’epoca editoriale è tramontata. L’età d’oro del fumetto, il boom dei generi letterari, la gioia di sperimentare e creare.
Quando vedevo i film di Kevin Spacey, e Sergio Altieri dirigeva i Gialli Mondadori, vivevo uno dei miei periodi più felici. Ho conosciuto allora Gianpaolo Zarini, insieme ad Andrea Novelli. A un pranzo offerto da Sergio in un ristorante del porto antico a Genova, dopo un evento letterario. L’ho rivisto a un altro evento, alla biblioteca Berio, sempre a Genova.
Poi è iniziato il mio violento rifiuto del tempo attuale, del decentramento culturale, della globalizzazione, della distruzione del libro e del prestigio dell’autore, delle presentazioni disertate, di questo essere tutti scrittori e lettori (invidiosi) di tutti. Sono rimasta inattiva e isolata per alcuni anni.
Ma avevo conservato l’impressione che il duo Novelli & Zarini, in quanto “scelto da Sergio”, fosse una garanzia di notevoli capacità letterarie. Nel tempo ho accostato alcuni loro lavori e li ho visti crescere nella direzione “eretica” voluta dalla nostra piccola comunità: originalità, voce personale, padronanza della materia, ricerca di nuove strade narrative.
Con Gianpaolo ho scambiato alcuni messaggi su whatsapp, nei suoi ultimi giorni. Gli ho scritto che mi era piaciuto moltissimo il racconto per l’antologia Cronache dell’Armageddon, e sono lieta di averlo fatto.
Ricordo anche una conversazione su Facebook, in cui abbiamo parlato dell’importanza di conservare la memoria storica.
Chi ha memoria del passato riesce ad avere anche il presentimento del futuro. Il duo Novelli & Zarini lo conferma.
In quanto a Gianpaolo come persona, posso dire solo di averlo trovato timido e gentile come ogni scrittore dev’essere, se è audace e forte nella scrittura. Gli chiedo scusa per essere stata poco presente.

…segue